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Report sulle NDE – Seconda parte

Il trauma del ritorno alla vita organica

Le abbondanti informazioni di cui oggi possiamo disporre in merito alla dimensione dello Spirito – o ad altre dimensioni alternative sperimentate durante una condizione critica per l'organismo umano – sono state rese possibili dal fatto che l'io cosciente del soggetto sperimentatore è stato riconnesso al proprio organismo. Nella maggior parte dei casi questa riconnessione è stata resa possibile ed agevolata dall'assiduo e prolungato ricorso alle tecniche di rianimazione dell'organismo da parte di un team di operatori specializzati, determinati a fare tutto il possibile per impedire che il processo di morte diventasse irreversibile. In qualche caso, invece, la rianimazione dell'organismo è avvenuta spontaneamente, senza il soccorso da parte di altre persone, oppure quando il personale medico aveva rinunciato a compiere ulteriori tentativi. Questo è quanto avviene nel nostro piano umano. Per quanto riguarda l'esperienza dell'io cosciente le cose stanno in modo ben diverso, in particolare quando l'io viene coinvolto nella dimensione dello Spirito. In moltissime esperienze l'io esprime la sua ferma determinazione a voler restare in quella dimensione, in cui si sente finalmente a suo agio ed a casa, manifestando apertamente e senza ambiguità la sua volontà di non far ritorno a quella che sente come la prigione della vita organica. Ma l'aspetto più strano, e per certi versi incomprensibile, del processo con cui l'io viene ricondotto alla vita organica, mi sembra consista nel fatto che – mentre in alcuni casi viene ricordato all'io che deve ancora portare a termine il compito che gli è stato affidato, soprattutto quando deve prendersi cura di altre persone la cui vita dipende da esso – in certi casi sembra che venga lasciata all'io una libera scelta tra il restare nella dimensione dello Spirito o il fare ritorno alla vita organica: tuttavia, anche quando l'io esprime la sua volontà di rimanere, si trova poi inesorabilmente riconnesso al proprio organismo. Di seguito presento qualche esempio delle varie modalità con cui questa fase viene sperimentata dall'io nel corso delle NDE.
«La voce mi disse di nuovo: "Tu non puoi restare qui, devi tornare indietro". Io ne fui profondamente sconvolta, poi queste parole mi vennero fuori d'impulso: "Nemmeno dei cavalli selvaggi potrebbero trascinarmi di nuovo nel corpo". E restai sconcertata dall'audacia delle mie stesse parole, ma in quel momento questo era ciò che sentivo realmente. L'idea di dover tornare indietro, alla mia vecchia vita, ora che la mia vera dimora era così vicina, era devastante» (nderf: 4945 – Beatrice W).
«Mi spiegarono telepaticamente che dovevo affrontare una scelta che solo io potevo fare dall'interno del mio Cuore Superiore. Mi chiesero se sarei rimasta con loro, in quell'energia emanata dal Cuore Superiore, o se sarei tornata alla mia forma terrena. Mi spiegarono che avevo accettato i termini di un contratto col Cuore Superiore che la mia anima aveva accettato di completare prima della mia nascita. Tutti noi abbiamo accettato questi accordi, che ne siamo consapevoli o meno. Poiché Dio onora tutte le scelte, e noi risiediamo su un pianeta che ha il libero arbitrio, avevo inconsciamente scelto di rescindere il mio contratto con qualche anno di anticipo rispetto a quanto avevo concordato prima della nascita» (nderf: 4769 – Maureen K).
«"Non voglio tornare indietro", protestai ad alta voce. "Voglio rimanere qua". Vengo trascinata via. Ma questa incredibile serenità che il mio corpo di quaranta chili ha desiderato ed ha finalmente trovato è mia, e nessuno me la porterà via. "Non voglio tornare indietro", dico con voce accorata. Ma è troppo tardi. "TU DEVI TORNARE". La voce è dolce, ma ha una determinazione che non posso contrastare. Sono parole piene di autorità. Non ho scelta» (nderf: 4765 – Susan H).
«Mi venne poi detto che avrei dovuto tornare indietro sulla Terra. Io non volevo tornare indietro e mi ribellai. Ma mi fu detto che la mia missione era quella di riferire al mondo della mia esperienza e di insegnare che Dio è amore  e che il nostro scopo in questa vita è quello di mostrare amore e gentilezza verso gli altri. Il paradiso è REALE» (nderf: 4699 – Ashley M).
«E mi disse: "Adriana, se tu passi da questa parte, non potrai più tornare indietro". Compresi che mi stava offrendo una scelta. Ero sempre io, Adriana. Non ero il mio corpo, ma la mia essenza, e cominciai a chiedermi per quale motivo avrei dovuto tornare indietro? Perché avrei dovuto lasciare quel luogo in cui mi sentivo così felice, così completa, e col cuore colmo di una gioia e di un amore così grandi? Ma poi udii la voce di mia figlia che mi diceva: "Mamma, ho bisogno di te al mio matrimonio". All'epoca non aveva un fidanzato, e nei 45 giorni in cui io ero stata in terapia intensiva, mi diceva sempre che se io non ne potevo più di soffrire, potevo andarmene, non dovevo per forza continuare a vivere per loro. Ma quel giorno era differente. Mi chiedeva di tornare indietro. Io compresi che noi siamo in questo mondo per amare, perché solo un amore immenso può indurci a lasciare la pace e la gioia ineffabile di quella dimensione» (nderf: 4663 – Adriana G).
«Iniziò una conversazione... e mi fu chiesto se avrei voluto tornare indietro. L'assoluta verità, dal profondo della mia anima, è che io mi sentii totalmente insultata da quel solo suggerimento. Il solo pensiero mi inorridiva, e con forza, dentro di me, mi sentii rispondere con un deciso No! Ci fu una pausa, e mi sentii un po' confusa, mentre mi chiedevo perché mi venisse fatta una proposta del genere. Di nuovo, sentii la stessa domanda ripetuta dentro di me: "Desideri tornare indietro?" Ancora una volta, dissi di No. Ci fu un'altra pausa, e poi mi venne mostrata la bambina che avevo appena partorito, nella culla accanto al mio corpo. Mi furono mostrati molti possibili eventi futuri. Varie possibilità che dipendevano solamente dal fatto di tornare o meno nel mio corpo» (nderf: 4661 – Rachel F).
«Allora Dio mi disse: "Tu puoi rimanere, ma io voglio che tu torni indietro perché fai parte del mio piano". Io domandai: "Cosa significa che io sono parte del tuo piano?" Mi fu allora mostrato quale era il mio ruolo nell'ambito del piano di Dio, e come ognuno di noi influenzi tutti coloro che gli stanno intorno. Mi fu mostrato che c'è una reazione a tutte le nostre interazioni, come un effetto domino, nel bene e nel male. Mi fu fatto comprendere che, se fossi rimasto là, Dio avrebbe dovuto cambiare milioni di eventi per far funzionare il suo progetto, perché io non sarei stato più in grado di offrire il mio contributo. Io dissi a Dio: "Tornerò indietro per te, se questo fa parte del tuo piano (di cui in quel momento avevo una perfetta comprensione) ma se torno indietro, puoi sistemarmi il collo? Non lo chiedo per me, ma per mio figlio, in modo che non debba sempre prendersi cura di me. È abbastanza pesante per lui che sua madre se ne sia andata". Dio fu d'accordo, e disse: "Non ti sarà permesso di ricordare e mantenere tutta la conoscenza che ti è stata data qui, perché l'umanità non è in grado di comprenderla, ed almeno per ora non deve sapere qual è il mio piano"» (nderf: 4614 – William R).
«Allora, ebbi paura. Provai a resistere perché non volevo tornare nel mio corpo. Desideravo restare nel mondo spirituale, dove ero felice e mi sentivo bene. Ma sono tornata. Ed è stato davvero crudele, perché mi sembrava di essere legata in una camicia di forza dopo essere stata in grado di muovermi liberamente. Ho sentito un dolore terribile. Non sentivo né freddo, né calore o altro. Sentivo solo il dolore ed avevo degli spasmi» (nderf: 4592 – Anni S).
«Il dolore e la gioia che sperimentiamo in questo mondo ci insegnano tanto sull'amore e sulla bontà, perché ne sentiamo la mancanza. È una lezione importante che dobbiamo imparare. Fui informato che sarei rimasto in quella dimensione solo fino a quando non avessero sistemato il mio corpo in modo che avrei potuto abitarlo di nuovo. Mi sentii devastato. Non volevo tornare indietro! Ma dovevo tornare indietro» (nderf: 4558 – Timothy V).
«"Ora ti è consentito di prendere una DECISIONE! È una tua libera scelta. Vuoi tornare in questo tuo corpo, o vuoi dirgli addio per sempre, qui ed ora?" Dal mio punto di vista attuale non credo che si sia trattato di morire e di lasciare questi piani, ma piuttosto di intuizioni incredibili; la comprensione della DECISIONE, della CONNESSIONE, dell'EFFETTO e della VERITÀ. Mi fu permesso di dire COSCIENTEMENTE "Sì" a me stessa ed al mio "Essere umana" e di ritornare nel mio corpo. Mi fu concesso di  di fondermi COSCIENTEMENTE con esso, di connettermi di nuovo. Scorrevo dentro le sue cellule, mentre ne sentivo i confini e la densità» (nderf: 4331 – Anke E).
«Non riuscivo a comprendere perché essi pensassero che volessi tornare indietro. Era così bello essere là con loro! Mi dissero che le mie lezioni non erano terminate e che avevo ancora molto da imparare e da insegnare agli altri. Mi dissero che c'era bisogno di me, che essi sarebbero stati sempre con me e che dovevo ricordarmi che non ero mai lasciata sola... La mia scelta era ricondotta all'amore e alla responsabilità reciproca. Così scelsi, con molta riluttanza, di tornare indietro» (nderf: 4244 – Karen M).
«Ero certo, nel profondo del mio cuore e della mia anima, di non voler tornare indietro. Dopo essere sfuggito "agli arcigni legami della terra, per toccare il volto di Dio", come disse il poeta John Gillespie Magee, volevo restare lì. Dopo aver sperimentato il Paradiso, non volevo in alcun modo tornare così presto sulla terra. Se la terra era un parco di divertimenti a tema, potrevano tenersi qualsiasi parte volessero del mio "biglietto inutilizzato": per un bel pezzo avevo vissuto abbastanza drammi. Avevo finito con tutto ciò che di meschino, di banale e di insopportabile il gioco terrestre era diventato... Con un tremendo senso di perdita, tornai indietro alla mia vita» (nderf: 3993 – Duane S).
«Volevo rimanere in quel mondo di amore, di pace e di luce, ma essi mi ricordarono le responsabilità che avevo qui sulla terra. Io mi opposi e rifiutai di tornare. Mi dissero che se non fossi tornato, non sarei stato in grado di ottenere alcune facoltà spirituali che avrei avuto se fossi tornato sulla terra. Tuttavia non volevo tornare e preferivo rimanere lì. Alla fine mi mostrarono alcuni eventi del mio futuro e come, se fossi tornato, avrei influenzato molte altre persone e le avrei aiutate a vedere la Luce» (nderf: 3991 – Mohammad Z).
«Non volevo tornare indietro: né ora, né mai. Quel luogo era troppo bello e pieno di amore perché potessi pensare di lasciarlo. Ma lei insisteva sul fatto che avevo una vita da vivere. Non era il momento per me di restare lì per sempre. Io controbattevo punto per punto, ed ho persino urlato un paio di volte. Riuscite a immaginare, litigare con un Essere come quello? Ma l'ho fatto. Ho litigato ed ho pianto. Ho insistito sul fatto che non volevo tornare in un corpo spezzato, con tutte le ripercussioni di questa esperienza che che avrei dovuto affrontare. Mi guardò con quella che percepii come una nota di tristezza, ma continuò ad insistere che era tempo per me di tornare indietro» (nderf: 3942 – Nancy R).
«Ancora una volta mi sentivo spinto fuori dal paradiso. Sentii che stavo lottando duramente per non lasciare quel luogo glorioso in cui mi trovavo. Ho combattuto, ma senza successo. Stavo tornando sulla terra, ma volevo sapere perché dovevo andarmene e perché non potevo restare. Non ho ricevuto alcuna risposta» (nderf: 3938 – Rob N).
«Ero disperata. Non volevo essere di nuovo qui. Mi chiesi ancora una volta, perché mi avevano risvegliato, quando finalmente ero riuscita a dormire dopo aver lottato per respirare. Era come se a nessuno importasse ciò che io volevo. Tutti volevano riportarmi in questo luogo dove ogni cosa fa male, e dove riuscivo a malapena a respirare... Lottai per ritornare laddove ero stata per qualche secondo. Non vedevo nessun motivo per rimanere qua, dove c'erano solo tanto dolore e tante sofferenze. Volevo solo tornare a quella luce, a quell'amore, a quel momento. Volevo sentire ancora quell'immenso amore e quella completezza che avevo sentito» (nderf: 3891 – Ana Cecilia D).
«Avrei potuto entrare nel mio corpo; il mio corpo era un frammento di tempo nello spazio. Oppure, potevo restare fuori dal mio corpo ed essere ovunque, una parte di ogni cosa, e questo sarebbe stato un diverso tipo di tempo nello spazio. Allora domandai: "Devo rientrare nel mio corpo?" La risposta fu: "No, dovresti aspettare. Se tu vi rientrassi adesso, moriresti". Sapevo di non conoscere il ragionamento che stava dietro quella risposta. "Non morirei se aspettassi ancora?" "No, va tutto bene. Aspetta. Se vuoi tornare indietro, ti dirò io quando è il momento". Molte persone hanno detto che io stavo parlando con Dio. Non parlavo con Dio, e nemmeno con un angelo. Stavo parlando con me stessa. Io ero l'universo. Io ero Dio. Sapevo ogni cosa, e nessuna cosa, nello stesso momento. Io ero il tutto» (nderf: 3875 – Rachel E).
«...così decisi che volevo tornare sulla Terra... Hansine in particolare non era dell'idea di rimandarmi indietro. Mi disse che la mia vita in questo mondo sarebbe stata molto dura. Credo che volesse dire che la vita sulla Terra è difficile rispetto a quella in paradiso... Poi Hansine protestò con la Madre affermando che l'essere rimandato indietro sulla Terra poteva rovinarmi. Essa voleva semplicemente proteggermi» (nderf: 3852 – Leonard K).
«Non voglio lasciarla, ma in qualche modo decido che non posso restare là, almeno per ora. Devo tornare indietro e restare nel mio corpo, adesso, sebbene preferirei che non fosse così. Mi sento del tutto indifferente nei confronti di chiunque, compresi i miei ragazzi; tuttavia, sono ferma in questa decisione e rientro nel mio corpo» (nderf: 3812 – Penny W).
«Poi mi chiese di nuovo, con quella sua voce così divina, una voce fisicamente reale: "Guarda di nuovo. Che cosa vedi ADESSO?" Improvvisamente, vidi quello che la voce vedeva: "Vedo il nostro pianeta, e non ci sono confini tra le nazioni. I confini sono spariti!!" Egli disse: "Questo è il motivo per cui devi tornare indietro. Tu hai una missione". In questo modo tornai nel mio corpo» (nderf: 3784 – Anna A).
«Ricordo che stavo là distesa, mentre continuavo gridare: "No! Fatemi tornare indietro! Voglio ritornare là!" mentre le lacrime scorrevano giù sul mio viso. Ero così sconvolta, e per moltissimo tempo mi sono sentita come se mi fosse stata negata la possibilità di fare una scelta: i medici l'avevano fatta per me, ed io ero arrabbiatissima con loro. Penso di aver trascorso molti anni in uno stato di depressione e di rabbia perché mi avevano derubato della mia data di laurea da questo pianeta. Per molto tempo, ho creduto veramente che avrei dovuto morire proprio quel giorno. Non potevo comprendere perché mi fosse stato concesso di dare uno sguardo a qualcosa di così bello, solo per dover poi tornare a soffrire così» (nderf: 3774 – Nichole BD).
«Iniziai a salire nel vuoto e mi sentivo pieno della sensazione di tornare a casa. Ciò che mi sollevava lassù, qualunque cosa fosse, rendeva il mio viaggio confortevole e amorevole. Durante il mio viaggio verso l'alto, sentii uno strattone. Guardai in basso, e vidi l'uomo che cercava di salvarmi dire a tutti di sollevarmi le gambe per fare entrare aria nei miei polmoni. Quando me ne resi conto, fui spaventato dalla prospettiva di tornare nel regno terreno. Con tutta la forza del mio spirito, combattevo contro il rientro nel mio corpo. Era come se stessi piangendo e chiedendo a Dio di non farmi tornare» (nderf: 3554 – Eruera M).
«Poi una voce grande e potente, che sembra risuonare in tutte le direzioni e vibra fino alla mia stessa anima, dichiara: "Non è ancora venuto il tuo momento", per cui provo un dolore così intenso, e nella mia mente dico: "No, no, no. Ti prego, non farmi tornare indietro", perché non voglio far ritorno su questa Terra, mai più. Due giorni dopo mi risveglio nel letto d'ospedale, e piango per il dolore di essere di nuovo qui sulla Terra» (nderf: 3521 – Yazmine S).
«Arrivai a capire che realizzare un sogno vale meno che avere un sogno. Era la prima volta nella mia vita che mi trovavo diviso tra due sentimenti estremi, contentezza e perdita, gioia e tristezza. Metà del mio cuore era rosso vivo, piena di sogni e di libertà; l'altra metà era vuota e oscura, sola e confusa. Vivevo le due facce della medaglia della vita. "È questo il giudizio finale? Stiamo valutando il bene ed il male, la morale e la malvagità della vita?" domandai. Non sapevo dov'era quel luogo, né sapevo quale decisione avrei dovuto prendere. Dovevo andar via quando i miei sogni erano stati realizzati, o dovevo rimanere (in questo mondo) per imparare davvero a essere vivo? Sinceramente, non sapevo come rispondere a questa domanda finale» (nderf: 3401 – Dr. Bell C).
«Un attimo dopo venivo "risucchiato" dentro il mio corpo. Non dimenticherò mai quell'esperienza. La potrei paragonare a quella di un genio risucchiato in una bottiglia. Sono tornato indietro da un'esistenza in completa assenza di gravità, in cui sperimentavo quest'essere tutt'uno con l'universo, e con tutto ciò che l'universo conteneva, a questa bottiglia del mio corpo. L'esperienza è stata davvero come essere risucchiati in un ristretto luogo di clausura» (nderf: 3265 – Gustave P).
«Poi una voce parlò vicino alla mia spalla sinistra, una voce così bella, piena d'amore e così profonda che non potrò mai dimenticare il suo suono. Mi disse: "Il tuo tempo non è adesso. Devi tornare dai tuoi figli. Hanno bisogno di te". Io ripetei diverse volte: "Non voglio tornare indietro", e la voce disse: "Il tuo bambino appena nato ha bisogno di una mamma, ed anche gli altri due tuoi figli hanno bisogno di te"» (iands: Thursday, 25 November 2008 – There Is More).
«Mi fu data la scelta di ritornare sulla terra e vivere ancora la mia vita, oppure di restare con lui in paradiso. Entrambi sapevamo che ritornare sulla terra sarebbe stata una dura lotta, perché gli dissi che volevo tornare sulla terra se avessi potuto aiutare gli altri e me stessa. Lui sapeva che non volevo vivere oltre in questo mondo, se questo comportava l'essere intrappolati in un corpo non funzionante ed incapace di comunicare. In quel momento lo sguardo d'amore nei suoi occhi mi riempì di gioia, ed ogni volta che ricordo il sentimento di gioia che provai allora, sono di nuovo pervasa dalla felicità» (iands: Friday, 29 August 2008 – Spirit Communication).
«Non potevo distinguere il suo viso, ma lei era la cosa più bella che avessi mai visto. Ne ero certo. Lo so anche adesso. Mi disse: "Non puoi andar via. Non posso lasciarti andare". Ma io non volevo ascoltarla. Continuava a dirmi che non potevo andarmene, che lei non poteva lasciarmi andare. Dopo averlo ripetuto alcune volte, mi disse severamante: "Non puoi andartene". Una lacrima stava scorrendo sulla mia guancia sinistra e lei mi asciugò la lacrima con la parte dell'indice tra la prima e la seconda nocca» (iands: Friday, 29 August 2008 – You Cannot Go).
«Compresi che dovevo scegliere tra il corridoio di sinistra e quello di destra. Quello di sinistra significava che avevo scelto di morire, quello di destra di continuare a vivere. Ricordo di aver pensato: "Non mi ero reso conto di essere ferito così gravemente". (In seguito, molti medici mi confermarono che avrei potuto morire se non fossi stato in così buona forma e non mi fossi preso cura del mio corpo). In qualche moso sapevo che andare a sinistra significava scegliere di morire e lasciare la mia attuale condizione per trasferirmi in un qualcosa di diverso. Di contro, andare a destra significava rimanere in vita» (iands: Thursday, 14 February 2008 – Charcoal Corridor).
«Pensai: "Qui tutto è perfetto. Voglio restare qui per sempre. Non mi sono mai sentito così meravigliosamente bene!" Sentivo una chiarezza, una pace ed un amore assoluti. Ringrazio Dio perché quella scena e quei sentimenti sono impressi in me con tanta forza che posso rievocare quell'esperienza a volontà» (iands: Thursday, 14 February 2008 – I Want to Go Back).
«L'Entità mi chiese rapidamente quale pensiero era appena entrato nella mia coscienza. Avevo pensato che sarebbe stato un peccato per le mie figlie crescere senza il padre nella loro vita. Avevo passato gran parte della mia vita senza mio padre e avrei voluto che le mie figlie non provassero niente di simile. In ogni caso, ero pronto ad andare avanti. L'Entità mi disse che siccome il motivo per cui volevo tornare era altruistico, mi sarebbe stato permesso di tornare. Prima ancora che io avessi l'opportunità di dire che non volevo veramente tornare, ci fu un rapido e confuso movimento, e qualcosa accadde: quell'altra scintilla che era rimasta "in osservazione" ne era in qualche modo coinvolta, e subito dopo mi stavo risvegliando in questo corpo, con un dolore traumatico...» (iands: Friday, 01 February 2008 – Glow of Energy).
«Gli stavo dicendo che dovevo tornare indietro e lui mi rispose che non era possibile. Dall'espressione del suo viso vidi che non voleva lasciarmi andar via. Gli dissi di nuovo che volevo tornare indietro. Allora mi mostrò l'immagine di una giovane coppia, bella e facoltosa, che aveva appena avuto un bambino, e mi disse che avrei potuto rinascere in quel bambino. L'offerta era allettante, ma io rifiutai. Gli dissi che dovevo tornare indietro alla mia vita di allora. Lui mi disse che se tornavo indietro, la mia vita non sarebbe stata la stessa, ma molto più difficile. Ascoltai il suo consiglio, ma volevo lo stesso tornare alla mia vita di allora» (iands: Friday, 08 May 2009 – Billions of Conscious Minds).
«Mi incoraggiò di nuovo a ritornare perché, mi disse, "Dovevo far crescere i miei figli". Gli dissi che essi avevano un padre davvero in gamba e se la sarebbero cavata bene (anche senza di me): dopo tutto, non era il lbero arbitrio parte del suo piano?  Fui avvolta da una risposta piena di gioia e di grande humor, e mi disse: "Dovevo aspettarmelo che ti saresti battuta per la tua causa!" Fui sopraffatta dal fatto che mi conoscesse così intimamente. Mi disse poi che doveva mostrarmi qualcos'altro. Quello che mi mostrò fu la morte di mio marito! Mio maritò morì davvero quattro anni dopo, in un incidente» (iands: Thursday, 19 July 2007 – Surrounded by Pure Love).
«Tuttavia, potevo scegliere se tornare indietro a questa vita oppure andare verso la morte. Mi fu fatto capire che non era ancora la mia ora, ma potevo comunque scegliere, e se sceglievo la morte non avrei potuto sperimentare molti dei doni che il resto della mia vita aveva ancora in serbo per me. Una delle cose che volevo sapere era questa: se sceglievo di vivere, avrei dovuto ritornare in questo corpo malato? Infatti il mio corpo era molto, molto malato ed i suoi organi avevano smesso di funzionare. Mi fu dato allora di comprendere che, se sceglievo di vivere, il mio corpo sarebbe guarito molto in fretta. Avrei notato la differenza non in mesi o in settimane, ma nel giro di qualche giorno!» (iands: Thursday, 26 April 2007 – Shown How Illnesses Start on an Energetic Level).
«Lui disse: "Non sei ancora pronta. Devi tornare indietro". Allora io mi trasformai in una grande bambina, la peggiore ragazzina viziata del mondo intero. Rifiutai ostinatamente. Opposi resistenza. Lottai contro il suo messaggio e continuai a pregarlo con tutto il mio sentimento perché mi lasciasse soltanto restare là con lui, poiché non volevo assolutamente tornare indietro. Devo ribadire di nuovo che lui irradiava superiorità, ma non una superiorità presuntuosa o avida, non un attitudine del tipo "io sono migliore di te", non una superiorità piena di orgoglio» (iands: Monday, 16 April 2006 – Gargantuan Energy Source).
«Il mio cuore batte ancora per l'estasi. Se avessi saputo che sarei tornata in questo corpo sulla terra toccando la mano di quell'uomo, allora non avrei preso la sua mano. Perché Dio non mi ha avvisata che stavo per lasciarlo? Suppongo sia dovuto al fatto che dovevo tornare sulla Terra, perché, se l'avessi saputo in anticipo, allora mi sarei rifiutata di tornare. Ma perché sono stata rimandata indietro? Ci dev'essere un motivo per cui son dovuta tornare» (iands: 02 April 2006 – Out of Body Ecstasy).

Gli esempi sopra riportati, ed i molti altri che si potrebbero aggiungere, sono sufficienti a farci comprendere come la gamma di esperienze nelle quali il nostro io cosciente può essere coinvolto sia molto più ampia di quanto qualsiasi teoria riduzionista, con pretese di validità scientifica, ci voglia indurre a credere. Una volta uscito dalla singolarità determinata dalla vita organica – alla quale si contrappone l'oggettività di un mondo esterno del quale fanno parte molti altri soggetti più o meno simili a noi – l'io sembra poter disporre di una gamma più ampia di capacità percettive della propria coscienza, che gli permettono di interagire direttamente con la componente divina dello Spirito. Come opportunamente osserva nella sua testimonianza una delle sperimentatrici (Rachel E): «Non parlavo con Dio, e nemmeno con un angelo. Stavo parlando con me stessa. Io ero l'universo. Io ero Dio. Sapevo ogni cosa, e nessuna cosa, nello stesso momento. Io ero il tutto». Nella dimensione dello Spirito si viene a creare una forma di realtà – determinata da un'attività mentale di qualità superiore rispetto a quella che sperimentiamo nella nostra vita organica ordinaria – che l'io cosciente percepisce come certa ed indubitabile, e nella quale desidera quasi sempre rimanere: le forme di dialogo, di recriminazione, di rassegnazione, di obbedienza, di preghiera o di rabbia con cui l'io sperimenta la propria reazione all'idea di tornare alla vita organica, sembrano essere le diverse rappresentazioni di una tensione alla quale l'io è soggetto in quanto tramite tra la realtà mentale che si manifesta nella dimensione dello Spirito e la realtà psichica determinata dalla vita organica. In molti casi l'io di coloro che hanno sperimentato una NDE conosce e ricorda entrambe queste forme di realtà.

Gli effetti delle NDE sulle vite dei protagonisti

I cambiamenti che si verificano nel modo in cui l'io cosciente percepisce e considera la vita umana dopo aver sperimentato la dimensione dello Spirito coprono una vasta gamma di reazioni emotive e di orientamenti: in un certo numero di casi i cambiamenti rispetto al modo in cui questa vita veniva interpretata e vissuta prima dell'esperienza riguardano un maggiore interesse per le questioni spirituali, una diminuzione dell'importanza attribuita alla vita organica ed alle esigenze che ne derivano, un atteggiamento di benevolenza e di empatia verso il prossimo, ed un impegno nei confronti della divulgazione della propria esperienza, anche mediante libri che a volte diventano dei best-seller, oppure conferenze ed apparizioni in programmi televisivi molto seguiti. In questi casi si può ritenere che gli effetti delle NDE siano positivi anche per la residua vita organica, che viene vissuta con interesse, con impegno, con serenità, e non di rado anche con gioia. Ma in altri casi l'aver sperimentato la dimensione dello Spirito determina nell'io cosciente, una volta ritornato alla vita organica, un sentimento di disagio, di frustrazione, di disadattamento e perfino di rabbia, che può protrarsi per anni. In particolare, anche i rapporti con le persone affettivamente più vicine possono risentirne, sia per la sfiducia o per l'incredulità con cui le esperienze narrate dai protagonisti sono a volte accolte ed interpretate dagli altri, sia per i cambiamenti negli orientamenti e nelle esigenze nei confronti della vita che si verificano in conseguenza di quanto sperimentato. Gli esempi che seguono coprono ed illustrano quest'ampia gamma di possibilità.
«Notai che mi sentivo completamente chiara, più di quanto non lo fossi mai stata prima. Come se si fosse verificato un processo di purificazione/chiarificazione... Mi sentivo anche in gran forma! Avevo voglia di andare alla festa e di fare baldoria! Per celebrare la mia grande condizione, la nuova lucidità che avevo conquistato, la mia esperienza! Ma nulla di questo accadde. "È meglio che la riporti a casa", consigliarono gli amici del mio fidanzato. Così lui mi riportò a casa mia. Lungo la strada guardavo il cielo notturno dal finestrino aperto della macchina e dissi: "Sono appena stata lassù"» (nderf: 4945 – Beatrice W).
«È difficile riadattarsi a questo mondo dopo essere tornati indietro da un luogo molto più alto ed evoluto. Penso di non essere mai riuscita ad adattarmi veramente; vivo e cerco di fare del mio meglio per completare ciò che sono venuta a fare. Certo, ho provato a sfuggire da questa realtà assumendo droghe ed alcool. Ho sperimentato depressione e desiderio di morire, ma non mi sarei mai suicidata perché so bene quanto la vita sia importante e preziosa. Ho trascorso tutti questi anni aspettando la fine della mia vita, e sprecando così il mio tempo. Credo che la mia incarnazione quaggiù sia più difficile di quanto pensassi: la solitudine è così pesante» (nderf: 4740 – Sarah B).
«Ricordo che in seguito, per alcuni mesi, mi sentivo depressa perché volevo tornare là. Ho cndiviso la mia esperienza solo con pochissime persone. Però, sento l'impulso di comunicarla. È difficile, perché sono un'insegnante, e vivo in un'area molto conservatrice. Molte delle cose che ho sperimentato sono perfino in contrasto con la mia religione cristiana. Non ho tutte le risposte. Credo che esiste un Dio, e non posso negare l'esistenza del paradiso. Credo che qualsiasi cosa io creda, se è in risonanza con me stessa, se mi aiuta a dimostrare l'amore per gli altri e se mi da pace, allora è la mia verità. Posso ancora avere parti e frammenti di ciò che ho vissuto personalmente nella mia NDE e trovare ancora la pace andando in chiesa o facendo escursioni in montagna, ecc. Quello che conta è la mia connessione con il Divino Amore» (nderf: 4699 – Ashley M).
«Il mio spirito ha avuto bisogno di più tempo per guarire del mio corpo, che già ne aveva richiesto abbastanza. Per molti anni mi sono sentita depressa, e non di rado dovevo confrontarmi con pensieri di suicidio perché il desiderio di tornare "a casa" era così intenso. Per un lungo periodo mi sentii confusa. Avevo paura, vivere in un corpo mi sembrava penoso, limitante e costrittivo. Tuttora non mi sento per niente a mio agio; tuttavia, ho imparato ad amare e ad essere grata per il fatto di vivere e respirare... Poi mi sono ricordata del mio scopo. Ho dato vita ad una comunità online che si chiama "Violata ma non spezzata" e nel corso di sei anni ho costruito una comunità di oltre 700.000 persone che hanno sperimentato abusi sessuali, traumi, dipendenza da droga ed abbandono. Insieme, lavoriamo per guarire le nostre ferite e ci sforziamo di far emergere la parte migliore di noi stessi» (nderf: 4661 – Rachel F).
«Dopo la mia NDE, la mia vita è stata piuttosto traumatica, perché le persone con cui ho parlato fino ad ora non sono in grado di comprendere di cosa stia parlando quando tento di spiegar loro la mia esperienza. Alcuni pensano che io sia impazzita. Noto inoltre che non mi connetto più con le persone come facevo prima. Adesso la maggior parte del genere umano mi provoca disgusto e sento un'intensa angoscia quando cerco di comprendere i loro "problemi". Molte volte le loro esperienze mi sembrano così triviali ed egocentriche che il cuore mi fa davvero male. Ma ho anche alcune nuove facoltà psichiche... Talvolta posso sentire i pensieri delle persone ed avere delle visioni delle loro vite... Tutta la mia vita è stata sconvolta, e questo è per me allo stesso tempo una benedizione ed una disgrazia, perché non mi permette più di relazionarmi alle persone medie nel modo in cui ero abituata» (nderf: 4613 – Telesa H).
«La NDE mi ha fatto sentire che io non appartengo a questo mondo. Sento di essere quaggiù come in un viaggio charter, mentre appartengo al mondo spirituale. Sono grata e felice perché ho la mia famiglia ed i miei amici, e adesso vivo più intensamente di prima. Ma apprezzo ogni anno che passa, perché so che così mi avvicino alla morte ed al mondo spirituale. Tutti noi siamo in questo viaggio charter qui sulla Terra. La nostra vera casa è nella dimensione dello spirito, con Dio. Da lì abbiamo avuto origine. E tutti noi torneremo alla nostra vera casa una volta compiuta la nostra missione in questo viaggio charter» (nderf: 4592 – Anni S).
«Sapevo che avevo appena sperimentato qualcosa di fenomenale e di straordinario. Le settimane seguenti furono riempite dai miei tentativi di raccontare a chiunque quelo che mi era accaduto. Non ho mai più smesso di parlare della mia NDE. È la mia gioia, è la mia nuova vita. È il mio dono e la ragione per cui sento di voler vivere: semplicemente, per condividere la storia che noi siamo così incredibilmente creati ed amati da Tutto Ciò che Esiste, l'Amore, Dio» (nderf: 4537 – Alma B).
«Quando tornai nel mio corpo, sentii veramente la nostalgia di quel luogo, al quale penso ancor oggi. Noi siamo qui per crescere come esseri spirituali e per sperimentare certe cose. Ricordo cose da prima e durante la mia nascita. Ricordo di aver scelto i miei genitori per la loro personalità e per la loro gentilezza. Ad un certo livello, sono abbastanza sicuro di aver scelto anche di avere l'asma, per evitare di ripetere gli stessi errori di un'altra vita» (nderf: 4515 – Jeff H).
«Dalla mia prima esperienza fino ad oggi, sto comprendendo che ogni giorno che io vivo sulla Terra in questo corpo, sono qui per sperimentare gioia e beatitudine. Le vite che viviamo qui sulla Terra non accadono per caso, ma sono una diretta conseguenza di ciò che la mente crea. Sono qui sulla Terra per aprire ogni giorno il mio cuore all'amore incondizionato. Sono qui in questo corpo per lasciarmi alle spalle ogni residua paura ed attaccamento. Sono qui sulla Terra per esprimere ogni giorno la gioia di esistere. Sono qui per scoprire, qui ed adesso, quanto spazio per la libertà c'è ancora nel profondo dentro di me. Sono qui per imparare la libertà e diffonderla nel mondo che mi circonda. Sono qui sulla Terra per vivere la libertà e la leggerezza dell'essere» (nderf: 4500 – Stefania S).
«La mia NDE è stata e continuerà ad essere l'esperienza metafisica più profonda che io ho mai avuto. Mi sono venute le lacrime scrivendo questo ricordo della mia esperienza, perché le mie parole impallidiscono in confronto a tutte le cose che ho visto, sentito ed udito durante il mio viaggio in un regno celestiale. Non sono religiosa, ma rimango più vicina che mai allo spirito in conseguenza della mia NDE. So che ci sono altre dimensioni oltre questa in cui viviamo, e che io sono qui per una ragione. Io ho uno scopo, e fin quando non lo avrò conseguito resterò qui» (nderf: 4489 – Laurie L).
«Da che ho avuto quest'esperienza, TUTTO è differente. IO SONO differente! Ho cambiato i miei obiettivi nella vita. Non sto più cercando, semplicemente trovo. Non sento nessuna pressione, nessun DEVI o DOVRESTI, ma invece un SÌ incondizionato a me stessa ed al mio MONDO, ed al modo meraviglioso in cui mi è stato concesso di sperimentarlo» (nderf: 4331 – Anke E).
«Per riassumere, la lezione più importante della mia NDE è che Dio, o la luce, è un'energia di amore che non vuole che le persone si facciano male a vicenda e desidera che noi sentiamo gioia e felicità nelle nostre vite. L'amore e la gentilezza sono il dono più grande che possiamo fare agli altri. Noi tutti siamo parte di quella luce, ma dimentichiamo come amare perché abbiamo paura. Ci dimentichiamo di come percorrere il cammino di questo mondo come luce. Da bambini siamo più vicini a Dio, perché l'amore ci viene più naturale» (nderf: 4213 – Tricia B).
«Ora che ero sicuro di essere ancora vivo, tornai a dormire, e non parlai mai a nessuno della mia esperienza. Però, essa continua a perseguitarmi, e sento il dispiacere di essere tornato nel mio corpo. Vorrei poter essere rimasto per sempre in quella luce. Mi domando in continuazione: "Perché sono ritornato? Per quali ragioni? Perché non sono rimasto LÅ??" Non riesco a trovare una risposta a queste domande. Mi sento triste per questa separazione dal luogo in cui ero» (nderf: 4197 – Ali A).
«Una volta che fui sulla barca, i miei colleghi mi presero in giro. Juan diceva che avevo solo finto "un incidente" per essere al centro delle attenzioni del gruppo. Io ridevo con loro. Per loro, ero stato assente per meno di 15 minuti. Per me, avevo passato ore e percorso migliaia di miglia nella più incredibile delle esperienze. Ancor oggi, non so proprio cosa mi sia successo in mare. So solo per certo che la mia vita è diversa dopo quell'evento. In molti modi, sono cambiato in meglio. È come se una nuova dimensione o un portale si fosse aperto dentro di me» (nderf: 4165 – Celso).
«Quello che dovevo imparare è che la vera bellezza risplende dalla profondità dell'anima. La bellezza fisica svanisce col tempo; questo accade per tutti noi; ma la vera bellezza è interiore e non svanisce mai. È interiore ed eterna. Dovevo imparare che il mio valore come essere umano non dipende da quello che gli altri pensano di me, o dal fatto che gli altri approvino o meno ciò che faccio. Dovevo anche imparare che la felicità non proviene da una sorgente esterna. Per poter essere veramente felice, deve sgorgare dal mio cuore. Per Dio, io sono io. Questo è quanto, proprio io. Ai suoi occhi, io sono perfetta se sono "me stessa". Il mio valore consiste nell'essere ciò che Dio mi ha fatto essere. Ciò che Dio ha voluto che io sapessi è che Lui è sempre felice per come io sono» (nderf: 4107 – Sharon M).
«Ora penso che la morte sia come un biglietto elettronico per il definitivo parco (dei divertimenti) a tema, e sono io quello che decide in quale parco vuole andare. Mentre sono lì, scelgo anche le giostre. Le giostre possono essere spaventose oppure serene ed amorevoli. È sempre una mia scelta. Se non ti piace la giostra in cui sei, scendi e la prossima volta trova quella che ti piace di più. Dopotutto, quando Dio creò gli esseri umani a sua somiglianza, promise loro un'eternità di gioia e di felicità. Poiché l'eternità è un tempo così lungo, che non ha inizio né fine, deve comprendere ogni tempo in ogni luogo» (nderf: 3993 – Duane S).
«Da allora, ho vissuto una vita normale. Man mano che sono cresciuta ed ho conversato a cuore aperto con le persone, conoscendole in un rapporto a due, potrei dire di essere diversa da molte di loro. Posso riconoscere la differenza tra coloro che sono rimasti chiusi e quelli che sono stati aperti. Alcune persone comprendono la natura delle cose. Altre non ci riescono. Io sono religiosa e spirituale. Non ho bisogno di andare in chiesa per parlare con Dio. Io parlo con Dio ogni giorno, in ogni momento» (nderf: 3875 – Rachel E).
«L'effetto di queste esperienze sulla mia vita è stato profondo. Nel giro di una notte, ero diventata intensamente empatica. Potevo sentire qualsiasi dolore o sofferenza e senso di isolamento delle persone che mi passavano accanto per strada. Sentivo l'esigenza di dover FARE qualcosa: la mia ricerca di cosa fosse questo qualcosa ha dominato il resto di tutta la mia vita. Il senso della realtà di queste esperienze ha eclissato di gran lunga qualsiasi altra cosa nella mia vita. Con questo, intendo dire che ogni altra cosa in confronto è stata molto meno reale. Per molto tempo non ho potuto usare le parole "Dio" o "Amore", perché la realtà che sta dietro a queste parole è molto più grande rispetto all'uso "normale" che ne facciamo» (nderf: 3794 – Bronwen C).
«In seguito, ho passato un periodo molto difficile, cercando di adattarmi. Già prima ero un'avida lettrice, ma poi sono diventata ancora più affamata di conoscenza, e per tutto questo tempo ho assimilato molte informazioni. Sono diventata più consapevole dell'ambiente, dell'aria pulita, dell'acqua pulita, della fame nel mondo, delle guerre e della povertà. Ho sviluppato un tale livello di empatia che a volte non riesco a non sentire il dolore di un altro essere umano» (nderf: 3784 – Anna A).
«Mi sentivo confusa ed estremamente arrabbiata per essere tornata nel mio corpo. Mi ci sono voluti circa quattro anni per parlare di quest'evento con mio marito, che mi ha ridicolizzato dicendo che ero pazza. Per circa dieci anni non ne parlai più con nessuno. A quel punto ero divorziata e stavo ricostruendo la mia vita. Ero ancora arrabbiata per essere qui, ma poi sono venuta a patti e la rabbia è sparita. So che tornerò là quando sarà il mio momento» (nderf: 3753 – Wendy G).
«Quando i tempi sono duri, cerco di non pensare a quanto fosse meraviglioso essere fuori dal mio corpo, quando avevo raggunto la mia dimora. Nulla qui sulla Terra può reggere il confronto. Adesso sentro una tremenda nostalgia per l'altra dimensione. Cerco di non pensarci troppo perché devo concentrarmi su quello che sto facendo qua, invece di desiderare intensamente di tornare in quel posto» (iands: 20 December 2010 – Tremendous Homesickness).
«L'esperienza era più reale, più vivida, e più dimensionale di quelle di questa vita. Quando accennai ad un'infermiera qualcosa di quello che avevo sperimentato, lei mi disse: "L'anestesia può causare strani sogni". La raccontai ad altri, compresa la mia famiglia ed i medici. Tutti mi guardavano come se fossi del tutto fuori di testa. Non una sola persona mi credeva. Non una sola persona era disposta ad ascoltare tutta la mia storia. Dopo diversi mesi mio marito minacciò di divorziare se continuavo a parlarne. Mi disse che tutti pensavano che io fossi impazzita, e che io parlavo come se fossi del tutto demente» (iands: 18 April 2009 – All is Everything, Everything is One).
«Dopo la mia NDE, per sei mesi presi degli antidepressivi prescritti dal mio medico che pensava stessi attraversando un periodo di depressione post-natale. Bisogna ricordare che negli anni '70 questi argomenti erano tabù, se ne sapeva ben poco e se ne discuteva molto raramente, specialmente qui in Australia» (iands: 25 November 2008 – There is More).
«Sono sempre la stessa creatura di sempre, debole e con i piedi per terra, ma ho riscoperto l'amore per la natura e la convinzione della santità della vita umana. Ci vuole un notevole sforzo per raggiungere un buon livello di umanità. Si dovrebbe far tesoro del nostro tempo in questa vita e rispettarlo» (iands: 29 August 2008 – From the Sun Down to Earth).
«La mia NDE mi ha cambiato, desidero la giustizia e detesto il male. Sono davvero molto grato per il mio incidente: anche se ha modificato le mie capacità fisiche in modo negativo, allo stesso tempo le mie risorse spirituali si sono enormemente sviluppate. Da quando mi sono risvegliato dal coma ho avuto un atteggiamento di serena speranza. Credo che il motivo per cui sono ancora vivo e sono tornato sulla Terra sia per testimoniare la bellezza del mondo dello spirito» (iands: 29 August 2008 – Spirit Communication).
«Dopo esser diventata di nuovo consapevole delle cose, mi sentii alquanto turbata per il fatto di avere una specie di "missione" da compiere, soprattutto perché ancora non ho ben capito quale sia. Quindi vivo la mia vita come un'anima che è diventata molto più gentile, con la consapevolezza che tutti noi abbiamo qualcosa di giusto e tutti abbiamo qualcosa di sbagliato. Ma alla fine, qualcosa di veramente bello ci aspetta dall'altra parte» (iands: 29 August 2008 – You Cannot Go).
«Apprezzo ancor più la bellezza di questo mondo, e sono stato abbastanza fortunato da poter dare uno sguardo al futuro. Come scienziato, posso apprezzare l'esigenza di una ricerca dedicata eseguita in condizioni ben controllate... sempre interrogandosi. Non posso tuttavia negare la realtà della mia esperienza. L'idea che le NDE possano essere sempre spiegate da parametri metabolici, elettrici, o da altri parametri fisiologici, è inaccettabile» (iands: 23 November 2007 – Natural Continuum).
«Da allora è come se avessi una maggiore consapevolezza delle emozioni delle persone o sentissi in modo più profondo l'impatto di come si sentono gli altri. Sono anche più irritato perché devo vivere in un corpo, e mi lamento ogni volta che non mi sento bene o ho problemi fisici. Mi sento così frustrato per il fatto di essere in un corpo. Adesso so che il mio corpo è la mia prigione (triste, ma vero), e che il mio spirito è separato dal mio corpo: è come un passeggero (lo spirito) su una zattera (il corpo) che sta su un oceano (questa vita) chiamato Terra – un oceano senza dubbio pieno di squali e di tempeste» (iands: 16 April 2006 – Gargantuan Energy Source).
«Mi sento molto in colpa perché è come se avessi scelto mio marito al posto di Dio, e non avrei mai voluto farlo. Lui non lo sa, ma a volte provo risentimento per la decisione, chiunque l'abbia presa, di rimandarmi indietro. Penso a quello che mi era stato detto prima di tornare nel mio corpo: "Hai un marito che ti ama moltissimo", e provo molto risentimento» (iands: 05 March 2006 – More than Euphoria amid the Presence).
«Vedo le cose, sono cosciente. Non posso sopportare di uccidere nemmeno un ragno, o di distruggere la sua tela. La vita è per me molto più preziosa. Credo, se volete, che tutto abbia uno spirito-coscienza. Tutta la vita, sia visibile che invisibile, è energia. L'energia è vita: tutto viene dalla stessa Fonte. Siamo tutti Uno, tutto è Uno, passato, presente e futuro. Il tempo è solo un'illusione, costruita in conformità con la nostra esperienza terrena» (iands: Friday, August 20, 2004 – 08.26 pm).
«Dopo la mia NDE sono tornato alle faccende quotidiane della vita. È piuttosto difficile non farlo, con quello che devi affrontare ogni giorno. È una grande illusione, quasi un sogno, solo che l'illusione è reale» (iands: Tuesday, April 13, 2004 – 11.03 am).
«Ma per diversi mesi dopo l'episodio ho avuto questa sensazione di disadattamento, come se non appartenessi più a questo mondo. I miei occhi erano diventati sensibili a questa luce. Non mi sembrava più che questo fosse il mio mondo, e piangevo pensando solo a poter tornare indietro. Bene, lo dissi al mio medico, e lui mi rispose che i pazienti con cui parlava avevano gli stessi sentimenti. Mi domandò se pensavo mai di suicidarmi. Gli dissi di no. Mi disse che alcune persone vogliono tornare indietro, e lo fanno, oppure pensano di farlo» (iands: Monday, June 2, 2003 – 08.52 am).
«Tutta la mia vita è cambiata. Mentre prima la felicità era così difficile da trovare, ora la sento di continuo. Tutto ciò di cui ho bisogno viene da me. Mi sento benedetta. Un altro aspetto di questa esperienza è che mi sono sentita in colpa quando sono tornata perché quando ero lì non sentivo la mancanza di nessuno. Nè dei miei figli, né di mio padre, di nessuno. Credo che queste emozioni dolorose non esistano più quando andiamo nell'aldilà. Tutto ciò che sentivo era un benessere totale, qualcosa che non si può mai conoscere fisicamente qui sulla Terra» (iands: Tuesday, January 7, 2003 – 07.53 pm).
«Credo che esista un aldilà? Senza dubbio. Ora penso che occupiamo i nostri corpi qui su questo piano di esistenza, e che andremo tutti in un posto molto migliore quando lasceremo questa vita. Non credo nell'idea che ci sia un "Inferno" – penso che sia qualcosa che le chiese hanno immaginato molto tempo fa per tenere le persone in riga, e per avere sempre sotto controllo un pubblico condizionato che le sostenesse» (iands: Sunday, December 8, 2002 – 12.45 pm).

Questi esempi, così come migliaia di altri, dimostrano le sostanziali differenze che si riscontrano nei confronti del ritorno alla vita organica – ed alle dinamiche psichiche individuali che essa comporta – da parte di coloro che hanno avuto la sorte di sperimentare la dimensione dello Spirito. Da una parte vi sono coloro che sono felici di vivere – in attesa di tornare definitivamente in quella dimensione di cui hanno fatto esperienza diretta – perché riescono a vedere anche in questo mondo le impronte della creatività dello Spirito, e possono svolgere nei confronti degli altri la funzione di testimoni di un messaggio di speranza e di fiducia nel ritorno dell'io spirituale alla propria vera dimora. Dall'altra vi sono coloro che sono sopraffatti dalla nostalgia e dal rimpianto per il paradiso perduto, anche se solo tempraneamente, e non riescono più a sopportare i disagi e le difficoltà che la vita organica comporta. È evidente come queste differenze riflettano la sostanziale ambiguità bipolare della psiche umana, che nella sua frammentazione in miliardi di esperienze individuali determina destini personali così diversi da diventare non confrontabili tra loro, o quanto meno irriducibili ad un unico modello di esistenza umana, per quanto ampio esso sia. Resta il fatto che, ancora una volta, lo Spirito si manifesta come una forma di energia del tutto diversa dalla psiche umana, ed i veri motivi per cui l'io cosciente deve sperimentare tanto la dimensione spirituale quanto quella della della vita organica rimangono misteriosi, quanto meno finché l'io resta relegato nella dimensione controllata dalla psiche: lo dimostra il fatto che perfino la conoscenza chiara, immediata ed indubitabile, che l'io sperimenta a volte nella dimensione dello Spirito, svanisce inesorabilmente quando l'io fa ritorno nelle nebbie della psiche umana.


 

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