Storia di un medium: registrazione ultima seduta

 

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Testo della registrazione

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Analisi di laboratorio

La registrazione dell'ultima seduta presenta le stesse caratteristiche riscontrate in merito alla seduta precedente. In particolare risultano ancor più evidenti le correlazioni tra la voce dello spirito che invade il campo e la voce di Mariòl che riferisce il pensiero di quello spirito. Inoltre, ascoltando la registrazione con degli auricolari o con un impianto stereo, si percepisce molto bene, in alcuni punti, lo spostamento della voce di Mariòl nello spazio dell'ambiente in cui è avvenuta la registrazione.

Sul fascicolo 4 del 2001 di Luce e Ombra (pag. 389) venne pubblicato un articolo di Daniele Gullà (ingegnere elettronico ed esperto di elettroacustica) intitolato «Analisi di laboratorio di una presunta manifestazione a voce diretta con la medianità di Urbino Fontanelli». L'articolo, molto interessante anche sotto il profilo tecnico, illustra i metodi e gli strumenti utilizzati per le indagini eseguite in quell'anno sulle voci registrate nel corso delle sedute del 14 e del 28 marzo 1952, tra le quali è prevalente quella dell'entità Mariòl. Venne anche analizzata la voce del medium Fontanelli, tratta dalla registrazione della conversazione del 1978. L'articolo è corredato da diversi grafici tratti dalle indagini computerizzate delle voci esaminate, eseguite con i software professionali disponibili all'epoca.

Le conclusioni riportate nel sommario dell'articolo meritano di essere citate: «È stata eseguita, forse per la prima volta nella storia della parapsicologia, un'analisi elettroacustica molto approfondita su un caso di voce diretta vissuto in prima persona da Silvio Ravaldini. L'analisi del materiale registrato su supporto magnetico ha evidenziato numerose anomalie strutturali, se comparate con un normale eloquio umano. Le suddette anomalie investono tutti i parametri misurati; dai valori della Frequenza Fondamentale (posizione ed andamento temporale), alle Formanti (posizionamento nelle tabelle IPA e densità spettrale), alle Variazioni Spettrali nel Tessuto Melodico e all'energia associata.Tramite programmi computerizzati di ultima generazione è stato possibile ricostruire virtualmente quello che dovrebbe essere il possibile modello fonatorio (forma e dimensione dei risonatori) che ha generato la voce diretta analizzata. Le immagini del tratto vocale ricostruito al computer presentano un risultato assolutamente anomalo rispetto a quelle fornite e prevedibili di un normale essere umano. Le dimensioni sono molto variabili durante l'elocuzione e presentano forme particolari non rilevabili in nessun essere umano. Il modello creatosi sembra somigliante a quello di un imbuto, con effetto pompa, con una larga apertura anteriore (di dimensioni molto superiori a quelle di un normale organo di fonazione) ed un corto tubo fonatorio, corrispondente a circa la metà di quello di un bambino. Si conclude l'analisi con un referto graficato in tabella, in cui si evidenziano gli indici percentuali delle anomalie rilevate e le deviazioni standard dal normale eloquio umano. Si termina lo scritto evidenziando l'impossibilità che questi suoni provengano da un comune condotto acustico umano, poiché le caratteristiche forensiche e spettrali si scostano oltre la norma prevedibile».     

Nel consigliare a chi fosse interessato la lettura dell'articolo integrale, vorrei sottolineare come le anomalie acustiche della voce di Mariòl rispetto a qualsiasi voce umana – autenticamente femminile o imitante una voce femminile – risultino ben evidenti ascoltando le registrazioni. La sua voce, infatti, non respira mai, e si comporta decisamente come se fosse prodotta da uno strumento elettronico, pur avendo dei caratteri – che potremmo definire personali – chiaramente distinguibili e ben identificabili.

Nel numero seguente di Luce e Ombra (fascicolo 1 del 2002, pag. 41) comparve, sempre a firma di Gullà, un «Breve approfondimento sull'esame della voce diretta prodotta da Urbino Fontanelli». L'articolo dà sinteticamente conto di un tentativo compiuto da tecnici specialisti (lo stesso Gullà ed altri colleghi di laboratorio) per ricostruire con vari materiali (plastica, metallo, gomma piuma, ecc.) un apparato fonatorio in grado di alterare la voce umana in modo da poter ottenere suoni aventi caratteristiche per quanto possibile affini a quelle della voce diretta di Mariòl. Come riferisce l'autore, questi tentativi non hanno dato risultati soddisfacenti. «Tuttavia non siamo mai riusciti ad ottenere le stesse particolari anomalie riscontrate nella voce diretta, come, per esempio, valori molto bassi di densità delle formanti o la scarsa visibilità delle vibrazioni periodiche delle corde vocali. (Omissis) I test sono risultati parzialmente positivi per quanto concerne la tipologia delle forme di risonanza all'interno della tromba, che assumono una conformazione simile a quella prodotta nella voce diretta, ma con diverso comportamento spettrale. Questo dato non fa altro che confermare l'ipotesi che ho avanzato a proposito della struttura ad imbuto con azione tipo mulinello o gorgo e capacità energetiche emissive ed assorbenti. Il comportamento differenziale nei test di simulazione interessa soprattutto la dinamica energetica dell'emissione e dell'assorbimento acustico, che si discostano in modo particolare ed anomalo dalle misurazioni di laboratorio effettuate sulla voce diretta. A mio avviso, l'ipotesi di una possibile manipolazione fraudolenta, ottenuta alterando una normale voce umana, non è plausibile! Oltretutto, se qualcuno avesse voluto utilizzare un simile accorgimento, avrebbe dovuto, per realizzarlo nel modo che noi stessi abbiamo constatato, disporre di una tromba modificabile simultaneamente a piacere, con possibilità di variare i volumi della cavità di risonanza a velocità superiori al decimo di secondo, e ciò mi sembra, meccanicamente parlando, altamente improbabile! Del resto, gli esperimenti eseguiti in laboratorio non hanno fornito elementi che confermino questa possibilità, anzi, ancora una volta sono emerse delle anomalie che rafforzano ulteriormente l'ipotesi di paranormalità descritta nel numero precedente di questa rivista».


 

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