NDE di Jayne Smith

 

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NDE durante un parto

Nel 1970 Jayne Smith era in ospedale durante il travaglio del parto per la nascita del suo secondo figlio, quando si venne a trovare in una condizione critica di morte clinica ed ebbe una NDE. La seguente testimonianza è tratta da un video intitolato Un momento di verità nel quale Jayne descrive la sua esperienza.

Ero completamente cosciente. Tutto era buio. Non riuscivo a vedere niente. Pensavo: «Non è così che dovrebbe essere. Non dovrei accorgermi di niente, e invece capisco. Cosa diamine è successo?» A quel punto sentii che qualcosa lasciava il mio corpo. Fu come un turbinio. Uscii fuori attraverso la cima della mia testa. Potei sentirlo ed udirlo, proprio come un dolce turbine. Allora mi ritrovai in piedi in una specie di foschia grigia, e seppi di essere morta.      

Il ricordo di quest'esperienza è radicato nel profondo della mia anima. Quando mi accorsi di stare in quella foschia grigia con la comprensione di essere morta, ricordo di essermi sentita sopraffatta dalla gioia, dall'eccitazione, perché sapevo che, sebbene fossi quel che si dice morta, mi sentivo invece più viva che mai. Proprio viva davvero, dato che ero completamente cosciente. Cominciai allora a tirar fuori questi pensieri di ringraziamento. Non lo facevo a parole, ma era come se la mia essenza più intima dicesse: «Grazie, grazie, o Dio, per aver organizzato le cose in questo modo, rendendomi immortale: non sono stata annientata dalla morte». Ero coinvolta in questa grande esternazione di gioia e di gratitudine, e mentre mi accadeva tutto ciò una luce bianca cominciò a penetrare nella mia coscienza. Mi entrò dentro, e nello stesso tempo era come se io fossi circondata da quella luce. Mi dilatai nella luce, mentre entrava nel mio campo di coscienza. Non c'era null'altro di cui fossi consapevole, tranne questa bianca luce radiosa. La luce portò con sé il più incredibile sentimento di amore totale, di salvezza totale, di protezione totale. Ero totalmente avvolta nella luce, e ricordo di essermi sentita come cullata da essa. Era così energetica, e nello stesso tempo quasi palpabile.    

Avvolta in una luce d'amore e di felicità

Mentre esistevo in questa bianca luce, in questo incredibile amore, cominciai a sentirmi in estasi. L'estasi cresceva, e così la beatitudine. La mia coscienza cominciò ad espandersi seguendo la beatitudine, ed improvvisamente nel mio flusso di coscienza entrò un intero campo di conoscenze. Fu proprio come se un intero blocco di informazioni semplicemente arrivasse e si sistemasse dentro di me. Quello che io sapevo, per essere espresso, avrebbe dovuto comprendere centinaia di frasi, ma non arrivò in centinaia di frasi, arrivò come un unico pezzo. Quello che seppi fu che ero immortale, che ero eterna, che ero indistruttibile, che lo ero sempre stata, che lo sarei sempre stata, e che non c'era nessuna possibilità che mi potessi perdere in questo mondo. Era impossibile che io precipitassi in qualche esplosione cosmica dell'universo per finire annientata: sapevo per certo di essere completamente invulnerabile e di esserlo stata da sempre.      

Campi di conoscenza: il piano perfetto

Quando ebbi finito di digerire quel blocco di conoscenza, così com'era, ne arrivò un altro. Un intero campo di conoscenze venne all'interno del mio essere ed allora seppi che l'universo funziona in accordo con un piano perfetto. Sapevo che il piano era perfetto, e che tutto ciò che noi consideriamo difficile da comprendere o spiacevole o crudele, o cose del genere, era letteralmente del tutto privo di senso. Capisco che è molto difficile da accettare, ma per me era chiarissimo. Io lo comprendevo bene, lo comprendevo in una forma tale che quando tornai indietro dall'esperienza non fui più in grado di capire. Compresi che tutte le cose per le quali ci preoccupiamo e dalle quali siamo condizionati non dovrebbero essere per noi motivo di preoccupazione. C'è un piano perfetto e il piano si sta sviluppando nella sua perfezione.      

Poi ricordo semplicemente di essermi sentita ancor più felice e più estatica. Mi riempivo sempre più di questa luce e dell'amore in essa contenuto. L'energia della luce non era affatto statica: vi erano al suo interno tante dinamiche di gioia, di amore e di conoscenza. Quando uno l'assorbe, o quando la luce arriva ed uno la riceve, il suo livello estatico diviene semplicemente straordinario. Sapevo di aver perso completamente la sensazione di avere un corpo. C'era solo la mia consapevolezza, in forma pura e liberamente fluttuante, e non riuscivo nemmeno a pensare durante questa parte dell'esperienza. Non avevo pensieri. Ero come una stazione ricevente: semplicemente sentivo, assorbivo e ricevevo, e non pensavo affatto. Poi raggiunsi un acme, durante l'estasi, in cui improvvisamente pensai dentro di me il mio primo pensiero: «Mi domando quanto riuscirò ancora a resistere in questo stato prima di esplodere». A quel pensiero, la luce cominciò a recedere. Infatti, l'universo non permette che noi possiamo esplodere. Non possiamo assorbire di questa beatitudine e felicità più di quella che riusciamo a sostenere.      

Un paesaggio di colori straordinari

Mentre la luce cominciava a recedere, anche l'estasi nella quale ero coinvolta si attenuava. Per qualche secondo, non riuscii a ricordare cosa stava accadendo. Ricordo di aver pensato tra me e me: «Non so come sono giunta qui. Non ricordo cosa sta accadendo». Non sapevo più quanto tempo ero stata in quella luce, se per un minuto o per un giorno o per 100 anni. Penso che l'energia di quella luce avesse prodotto in me una condizione di amnesia per alcuni secondi, ma questo stato non doveva durare a lungo. Dopo qualche secondo mi ritrovai in piedi in un prato di un verde assolutamente splendido. Di nuovo ero consapevole di ciò che stava accadendo. Sapevo chi ero, e sapevo di essere morta. Il periodo di amnesia era terminato. Stavo là in questo prato meraviglioso e ricordo che la luce che era lì era diversa dalla luce che abbiamo qui sulla Terra. Sebbene non fosse come quella brillante luce bianca dalla quale ero stata avvolta, era una luce più bella di quella terrestre. Aveva in sé una tonalità dorata, ed il cielo era di un blu intenso. Non rammento di aver visto il sole. I colori erano straordinari, ed il verde del prato era fantastico: tutte le piante intorno erano in fiore, ed avevano colori che non avevo mai visto prima. Ero completamente consapevole di non aver mai visto prima colori simili, e mi sentivo molto eccitata, completamente elettrizzata della loro incredibile bellezza. Oltre a questi bellissimi colori, potevo notare una morbida luce risplendere all'interno di ogni essere vivente. Non era una luce proveniente da una sorgente esterna che veniva riflessa, ma proveniva direttamente dal centro di ogni fiore. Semplicemente una stupenda morbida luce. Pensai che stavo vedendo la vita all'interno di ogni cosa.   

Quando smisi di contemplare questa squisita bellezza, cominciai a camminare. Avevo fatto appena pochi passi quando mi accorsi che di fronte a me c'era una bassa collina, sulla quale si trovavano forse una ventina di persone. Avevano dei vestiti di foggia molto semplice, come delle tuniche greche, però anche queste avevano tutti quei colori stupendi. C'erano uomini e donne, ma più uomini che donne, non so perché. Ci pensai sopra un po', ma le cose stavano semplicemente così. Non c'era nessuno che conoscessi, ma in quel tempo non avevo intimi legami emotivi in questo mondo, dunque non c'è da sorprendersi che là non ci fosse nessuno di mia conoscenza. Pensai tra me: «Oh, vorrei parlare con loro», ed immediatamente arrivai sulla cima della collina. Non so se vi fossi giunta semplicemente planando senza sforzo o se avessi solo dovuto pensare di voler esser là per esserci effettivamente. Quello che rammento è di non aver avuto bisogno di arrampicarmi sulla collina. Non fu necessario alcuno sforzo da parte mia.          

Quando mi ritrovai in cima alla collina, mi accorsi che all'orizzonte c'era una città, che si estendeva anche oltre l'orizzonte stesso. Compresi in qualche modo che si trattava di qualcosa di più di una città, ciò che vedevo in realtà era un mondo. Mi domandai: «Questo è il mondo da cui provengo oppure quello in cui sto andando?» Non ebbi nessuna opportunità di scoprirlo, perché proprio in quel momento 3 o 4 degli uomini che facevano parte del gruppo vennero verso di me, e così ci incontrammo. Dissi loro: «So cos'è accaduto: comprendo di essere morta, e sono cosciente di ciò che sta succedendo». Un uomo del gruppo parlò con me a nome di tutti. Era molto alto, più alto degli altri. Ricordo che la veste che portava era di color porpora. Aveva una frangia di capelli bianchi tutt'intorno alla testa, ma al centro della testa era calvo. Il suo viso era assolutamente meraviglioso, molto nobile, molto gentile, quello che definiremmo un viso molto spirituale. Ispirava anche un forte senso di autorità, ed io sentii che stavo parlando con qualcuno di cui potevo fidarmi ciecamente.       

L'essenza vitale dell'amore

Quando gli dissi: «So cosa sta succedendo, so di essere morta», mi rispose: «Certo, questo è vero, ma non rimarrai qui a lungo. Non è ancora tempo per te di restare qui». Devo dirvi che mentre parlavamo non muovevamo la bocca. Posso ricordare che mi bastava avere l'intenzione di dire le cose che volevo dire e quell'uomo le captava immediatamente e mi rispondeva. Anche se pure lui non muoveva la bocca nel parlarmi, potevo udire il suono della sua voce all'interno delle mie orecchie. So che timbro aveva. Era una trasmissione mentale, ma potevo distinguerne il suono. Per molto tempo ho potuto ricordare il suono di quella voce. Gli parlai di nuovo: «Tutto quello che mi è successo da quando sono trapassata è così bello. Tutto è così perfetto, e questo nonostante i miei peccati». E lui: «Non ci sono peccati, non nel senso in cui voi li considerate tali sulla Terra. La sola cosa che qui ha importanza è ciò che pensi». Poi mi rivolse una domanda: «Cosa c'è nel tuo cuore?» Allora in qualche incredibile modo che non riesco proprio a comprendere, fui capace di guardare in profondità dentro di me, davvero nel più recondito recesso del mio essere. Vidi che quello che c'era lì era amore, e nient'altro. La mia essenza era amore perfetto, la perfezione dell'amore. Avevo un amore completo e potevo accogliere di buon grado ogni cosa. Vidi la mia propria gentilezza, tenerezza, incapacità di offendere. Io stessa ero semplicemente perfetta ed amabile. Gli dissi allora: «Ma certo!». Sentivo di essere connessa con una conoscenza che avevo sempre avuto. Mi domandai com'era possibile che sulla Terra avessi dimenticato una cosa così importante. Eppure l'avevo sempre saputo.       

Chiesi: «Puoi dirmi a cosa serve tutto questo, il mondo intero, l'universo, ogni cosa?» e lui rispose: «Certo». Mi spiegò tutto in non più di tre frasi. Era tutto così semplice, così chiaro! Compresi immediatamente, con una comprensione totale e completa, tutto ciò che mi stava dicendo. Ricordo di avergli detto: «È ovvio». Poi ci fu di nuovo quella sensazione di connessione con il sapere che avevo già avuto, e ancora mi chiesi come avevo fatto a dimenticarlo sulla Terra. Gli dissi: «Dato che non posso restare ancora qui, ci sono tante persone alle quali vorrei portare indietro questo messaggio. Posso portare con me tutto quello che mi hai detto?». E lui disse: «Puoi portare indietro la risposta alla tua prima domanda, quella che riguarda i peccati. Ma la risposta alla seconda non sarai in grado di ricordarla».    

Il ritorno alla vita terrena

Ciò che mi accadde in seguito fu una tremenda esplosione nella mia testa. Fu un colpo forte, rapido ed estremamente irritante. Si protrasse per un paio di secondi: bang, bang, bang… Poi cessò e sentii una sorta di click elettronico nelle mie orecchie. Non dimenticherò mai il suono di quel click perché rammento di aver pensato che somigliava a quello di un registratore a nastro. Quando il click fu scattato, tutto finì, fui di nuovo nel mio corpo ed aprii gli occhi. Il dottore era chinato su di me e stava facendo qualcosa che mi faceva sentire molto male. Dopo quell'esperienza, non riuscii mai più a ricordare esattamente quelle due o tre frasi che mi erano state dette. Ho provato e riprovato per anni a concentrarmi ed a sforzarmi in ogni modo possibile, specialmente quando ero nel mio letto, di notte, completamente assorta nello stato che precede il sonno. Ma non ci sono mai riuscita. Alla fine, ho semplicemente smesso di provarci.          

Ma in qualche modo credo di sapere cosa mi venne risposto, anche se non riesco a ricordare con chiarezza le frasi che mi furono dette: so che ha a che vedere con l'amore. Credo che sia correlato con quello che mi fu permesso di vedere quando lui disse: «Cosa c'è nel tuo cuore?» Io guardai all'interno di me stessa e vidi che c'era amore perfetto. Ora questo non vale solo per me, ma in realtà si applica a tutte le creature umane. Questo è ciò che siamo, questa è la nostra essenza. Questo amore, questa perfezione, è l'essenza divina. Io penso che tutto ciò che ci interessa è che questo mondo continuerà a girare e noi continueremo a fare tutte queste esperienze e tutto questo andrà sempre avanti così. Se noi portiamo tutte queste esperienze nella nostra coscienza e le facciamo restare lì, la nostra connessione con Dio resterà attiva e presente, senza finire nell'inconscio. Noi saremo coscientemente consapevoli di ciò che siamo per sempre. Penso che questa sia lo scopo ed il senso del nostro viaggio.    

Valore dell'esperienza

Nella sua apparente semplicità, anche questa NDE mette a fuoco uno stato di amore incondizionato, caratterizzato da una comprensione e da un'accettazione totale del nostro essere, dalla certezza di una vita eterna priva di pericoli, e dalla felicità di esistere in una dimensione stupenda e piena di vibrazioni emozionanti. Non vi sono particolari connotati derivanti da qualche religione tradizionale, ed è come se ogni enigma relativo al mondo ed alla vita umana si svelasse da solo, alla luce di una legge di amore universale. Qualsiasi cosa siano le esperienze di questo genere, non c'è dubbio che si tratti di sintonie psichiche estremamente gratificanti per quella che è l'essenza del nostro esistere come esseri umani: se davvero è possibile che queste sintonie psichiche si attivino per l'eternità, una volta conclusa la vita terrena, allora si può anche attendere la morte con serena e fiduciosa... impazienza!


 

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