NDE di Laurelynn Martin

 

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Un'anestesia ed uno strano risveglio

Laurelynn Martin era all'apice della sua carriera di tennista quando fu sottoposta ad un intervento chirurgico di routine che di colpo la spedì in un mondo di luce, bellezza ed amore. Il seguente brano è tratto dal suo libro Searching for Home, una bella testimonianza sull'amore, la speranza e la guarigione di una giovane donna dopo una NDE, in relazione alla quale Kenneth Ring così si è espresso: «La lettura del racconto di Laurelynn sulla sua NDE e sui cambiamenti avvenuti nella sua vita può far sì che anche la vostra vita cambi. Molti libri sono stati scritti su questo soggetto, ma questo è particolarmente stimolante per la visione spirituale che offre. Inoltre, si tratta di una storia degna di nota, certamente una delle più ispirate esperienze di trasformazione e di guarigione».

L'infermiera mi aiutò a distendermi sul tavolo operatorio e mi rivolse uno sguardo materno. «Non si preoccupi. Sappiamo che per lei è la prima volta. Vedrà che sarà una piacevole esperienza». Con queste parole rassicuranti, io scivolai nel sonno. Mi risvegliai e mi trovai a fluttuare al di sopra del mio corpo, sul lato destro, mentre guardavo in basso osservando i tentativi dello staff medico che cercava di rianimare la forma senza vita che stava là sotto. Osservavo la scena con distacco. L'attività dei medici era frenetica. Ovunque c'erano macchie di rosso, schizzate sui loro camici e sul pavimento, mentre una pozza brillante di sostanza rossa sgorgava nella cavità addominale, ora completamente aperta. In quel momento io non feci alcuna associazione tra quel corpo sul quale si stavano affannando e me stessa! Non aveva comunque alcuna importanza. Mi libravo in una condizione di libertà, non provavo alcun dolore e me la stavo godendo. Volevo gridare a tutta quella gente sconvolta laggiù: «Ehi, io sto benissimo. Quassù è fantastico!». Ma non avevo intenzione di distrarli, dato che erano così impegnati nel loro lavoro.         

Una condizione ideale di benessere e di felicità

Mi trovavo in un'altra dimensione di pace totale ed assoluta. Priva di corpo fisico, i miei movimenti non erano gravati da alcun limite. Il pensiero rappresentava il binario su cui viaggiare. Fluttuai in alto attraverso un'oscurità priva di paura, di dolore, di incomprensioni, ma piena di un senso di benessere. Ero circondata da una completa felicità in un'atmosfera di amore e di accettazione senza condizioni. L'oscurità era calda e morbida, come una coperta infinita di amore vellutato. La libertà della pace totale era intensificata al di là di ogni sensazione estatica che avessi mai potuto provare sulla Terra. In lontananza, all'orizzonte, una luce gloriosa di un bianco dorato mi attirava verso di sé. Mentre lo splendore aumentava ed i raggi che lo circondavano si allungavano nella mia direzione, compresi che il tempo, così come noi lo conosciamo, non esiste. Il tempo e l'esistenza erano una mescolanza ed una fusione del presente, del passato e del futuro all'interno di un solo momento. Ogni parte del mio essere era riempita da un amore incondizionato al di là di ogni descrizione. La sensazione di conoscere ogni cosa mi avvolse, ed a tutte le mie domande veniva data una risposta. Una pace interiore senza brame e senza tensioni fu creata e compresa. Mi venne un'improvvisa idea in mente: era questa la piacevole esperienza di cui l'infermiera mi aveva parlato! Ora capivo perché non era entrata nei dettagli. Le parole e le descrizioni in qualche modo avrebbero fatto venir meno l'essenza dell'esperienza.      

A casa nella luce

Mentre ammiravo la bellezza della luce, fui attirata più vicino, sentendone il radioso calore, l'infinito amore e la pace eterna. Mi sentivo come se fossi a casa, una casa nella luce. Prima che fossi del tutto assorbita dalla luce, divenni cosciente della presenza di molti spiriti. Essi, con la loro gentilezza, conoscenza ed autorità, circondavano, abbracciavano e sostenevano il mio viaggio. Sentii che uno di loro si avvicinava dal mio lato destro, in alto. Questa presenza familiare si fece avanti e i miei sentimenti mutarono in una gioia senza limiti quando scoprii che si trattava di mio cognato Wills, che era morto di cancro sette mesi prima, all'età di 30 ani. La mia essenza gli andò incontro per incontrare la sua. Non potevo vedere con gli occhi o udire con le orecchie, tuttavia sapevo istintivamente che si trattava di Wills. Udivo il suo sorriso, vedevo le sue risate e percepivo il suo umorismo. Non aveva senso, e nello stesso tempo aveva completamente senso: eravamo separati eppure eravamo una cosa sola. Era come se fossi tornata a casa e mio cognato fosse là ad accogliermi. Pensai istantaneamente a quanto fossi contenta di essere con lui, perché adesso potevo riconciliarmi per l'ultima volta in cui l'avevo visto prima della sua morte: ero triste e mi sentivo un po' in colpa per non aver trovato il tempo, tra i miei impegni di lavoro, di fare con lui una discussione a viso aperto quando me lo aveva chiesto. Mi resi conto che non venivo giudicata da lui, ma da me stessa. Mi trovavo ora nella sua stessa condizione: morente e desiderosa di dire addio a coloro che amavo. Però incontravo anche altre persone che, come me, non erano in grado di capire, non potevano comprendere che tutte le conquiste, il denaro ed i riconoscimenti di questo mondo non possono essere portati con noi quando moriamo: la sola cosa che porti con te è l'amore che hai dato.         

Wills aveva donato amore per tutta la sua vita. Sotto questo aspetto egli era pronto a lasciare il mondo fisico per continuare la sua opera nel mondo spirituale. Le persone come mia sorella Gwen, che sono state lasciate in questo mondo senza la compagnia degli esseri amati, qualche volta non riescono a comprendere. Avrei dovuto ricordarmi di parlare a Gwen di ciò che avevo scoperto. Coloro che se ne vanno sono in una dimensione d'amore, nella quale non mancano guida, comprensione e scopo. Il loro desiderio al momento di andarsene non è quello di recare agli altri dolore e cordoglio, ma di onorare il piano divino. È venuto per loro il tempo della transizione, affinché possa continuare l'evoluzione della loro anima. Molte volte, l'amato che è trapassato continuerà il suo lavoro per aiutare, servire e guidare gli altri.         

Esperienze d'amore

La guida gentile di Wills mi permise di vedere la mia innocenza. Compresi istantaneamente che la vita riguardava le persone, non le attività. Io stavo mettendo davanti a tutto la mia carriera come un mezzo per ottenere l'amore e l'approvazione degli altri. Una volta che ebbi compreso questo, mi perdonai per le mie azioni e nell'atto di perdonare ricevetti amore in abbondanza. Nel dare amore, riceviamo e sperimentiamo un enorme amore dall'universo. Wills era come lo spirito del Natale di una volta. Nella revisione del mio passato, fui ricondotta a nuove scoperte dentro me stessa. Molti eventi venivano mostrati simultaneamente. Rammentai due esempi. Quando avevo 5 anni presi in giro Tammy Fowler, un'altra bambina di 5 anni, finché non scoppiò in lacrime. Adesso ero nella rara posizione di poter sentire quello che Tammy aveva provato. La sua frustrazione, le sue lacrime e la sua sensazione di sentirsi rifiutata erano ora i miei sentimenti: io ero Tammy ed avevo bisogno d'amore, di sostegno e di perdono. La mia essenza dette amore ad entrambe, un amore così profondo e tenero come può esserlo quello tra madre e figlio. Io compresi che, ferendo un altro essere umano, stavo solo facendo del male a me stessa. Di nuovo, stavo sperimentando l'unità di tutto. Il secondo incidente fu simile: mi ero presa gioco di Billy Bradley, un gracile ragazzo, malnutrito ed asmatico, che morì a 17 anni di un aneurisma cerebrale. Sembrava che fosse nella stessa dimensione dell'esistenza in cui io mi trovavo, anche se non ero ancora sicura su dove mi trovassi. A 12 anni, Billy mi aveva scritto una lettera d'amore che io rifiutai. Ora facevo esperienza del suo dolore che diventava il mio dolore. Nello stesso tempo, sentivo un'enorme ondata d'amore sia per questo ragazzo che per me stessa. Il mio contatto con lui andò al di là del fisico, e potei sentire la sua anima: aveva una luce vibrante di splendore che bruciava dentro di lui. Sentire la forza e la vitalità del suo spirito fu un momento emozionante, specialmente sapendo quanto aveva dovuto soffrire fisicamente da vivo. Il messaggio era chiaro. Il messaggio era: amore.    

Amare se stessi per amare gli altri

Al di sopra ed al di là di ogni altra cosa, dobbiamo prima imparare ad amare noi stessi, incondizionatamente e senza giudicarci. Allora ognuno riuscirà ad amare davvero tutta la gente e tutte le cose nello stesso modo. Compresi quanta importanza hanno le altre persone nella nostra vita, e come sia importante accettare gli altri ed amarli. E finalmente compresi quell'antico proverbio degli indiani Mohicani che avevo udito quando facevo parte delle ragazze scout: «Non giudicare mai un'altra persona prima di aver camminato per un miglio con le sue scarpe». Mentre osservavo con Wills la revisione della mia vita, il mio giudizio ebbe il sopravvento e ricordo di aver pensato: «Ho fatto cose anche peggiori nella mia vita». Questa mia considerazione ricevette una risposta prima ancora che avessi finito di pensarla: «Ogni evento della tua vita ha un significato. Arrivare alla comprensione di tutte le cose, anche delle esperienze che tu consideri poco significative, ti porterà ad una condizione di grande consapevolezza e compassione».      

Quando la revisione della mia vita fu terminata, io compresi. Divenni cosciente di una liberazione quasi catartica. Provavo emozioni che non avevano i segni fisici delle lacrime. Fui portata ad un livello profondo di comprensione e di compassione. Non mi ero mai fermata a considerare l'effetto che le mie azioni producevano sugli altri o il modo in cui trattavo me stessa. Sentii afflizione per tutte le mie azioni inconscie. Con la coscienza del mio stato inconsapevole, mi liberai di tutte le sofferenze che avevo causato e con gioia entrai nella dimensione del perdono. Altri pensieri vennero comunicati, e ricordo di aver pensato: «Evviva, ora capisco. Ogni cosa della nostra esistenza finalmente ha un senso!». Avevo altre domande da fare a Wills. Il trasferimento di informazioni fu immenso e rassicurante. Egli continuava a dirmi: «Sai già ogni cosa. Tu hai semplicemente dimenticato». Io non mi sentivo come se sapessi tutto, eppure là c'era una specie di luogo in cui si poteva sapere ogni cosa. Chiesi a Wills se potevo restare. Mi disse: «Non è ancora tempo per te: c'è stato un errore. Devi tornare indietro». Ricordo di aver pensato: «D'accordo, torno indietro, ma poi riuscirò a tornare quassù!». Nello stesso istante i suoi pensieri divennero i miei: «Non puoi toglierti la tua vita. Il suicidio, nel tuo caso, non è una risposta. Non servirebbe a niente. Devi tornare indietro e vivere per lo scopo della tua vita». Risposi: «Capisco, ma non voglio tornare indietro». I pensieri di Wills tornarono di nuovo da me: «Stai tranquilla. Noi non andiamo da nessuna parte. Saremo di nuovo e sempre qui per te». La sua ultima comunicazione fu: «Di' a tua sorella che sto bene». Con questi pensieri finali, mi sentii tornare indietro, cadendo in giù attraverso l'oscurità. Non avevo paura: istantaneamente, mi sentii di nuovo rinchiusa nel mio corpo.   


 

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