NDE di Ned Dougherty

 

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Un violento litigio in un night

Ned Dougherty era proprietario di un night-club di successo e viveva la sua vita in modo intenso e frenetico. Sebbene fosse stato allevato nella religione cattolica, non aveva alcun interesse per la vita spirituale e non credeva nell'aldilà. Era troppo impegnato a cercare di godersi questa vita per annoiarsi con quel genere di cose. Tutto questo cambiò quando ebbe una NDE per un attacco di cuore durante un'animata colluttazione con un socio d'affari. Quell'esperienza gli diede una nuova consapevolezza di quale dovesse essere la sua missione nella vita. I brani seguenti sono tratti dal suo libro Fast Lane to Heaven (Corsia diretta per il paradiso).

Mi misi d'accordo per incontrare i miei amici al ristorante dopo aver fatto un giro d'ispezione per il Marrakesh (il night-club di Dougherty) ed aver controllato gli impiegati che si stavano preparando per l'apertura. Pensai che il mio socio d'affari, che era stato appena rilasciato dietro cauzione, avrebbe avuto abbastanza buon senso da starsene buono almeno per un paio di giorni dopo il suo arresto. Sapendo che non avrei dovuto trattare con lui personalmente, cominciai a sentirmi perfino meglio mentre mi dirigevo verso il club. Diversi addetti alla sicurezza del night stavano sistemando le barriere e le corde di velluto ai lati delle passerelle, preparando l'ambiente per la serata. Passai attraverso l'atrio e salii la rampa di scale che conduceva agli spazi privati, riservati ai clienti di riguardo, che sovrastavano la pista da ballo ed il piano terreno. Da quell'osservatorio privilegiato potevo vedere tutto il locale e valutare il comportamento del personale.         

Sebbene quell'area riservata fosse relativamente oscura e tranquilla, ebbi la sensazione che vi fosse qualcun altro. Era il mio socio d'affari, il bersaglio della mia rabbia. Cominciò a sbraitare avvicinandosi a me con un bicchiere in una mano, e puntandomi l'indice contro con l'altra. Non ascoltai nemmeno quel che stava dicendo. La mia rabbia esplose e gli saltai addosso con una raffica di pugni, stendendolo. Mentre barcollava e cadeva, lo afferrai alla gola con entrambe le mani stringendogli il collo in una morsa mortale. Il mio intento, accecato dalla rabbia, era omicida. Mentre si sforzava di respirare, io stringevo con più forza, pensando che avrei potuto facilmente risolvere la nostra disputa d'affari premendo i miei pollici contro quel punto vulnerabile al centro della sua gola. Ma mentre prendevo in seria considerazione l'idea di ucciderlo davvero, accadde in me qualcosa che non mi aspettavo: non riuscii a far forza sul mio pollice per affondarlo ancor più nella gola, in modo da causare un danno più serio, o perfino fatale. Accorgendomi che una forza invisibile mi stava trattenendo, compresi che un'altra forza malvagia mi aveva sopraffatto completamente solo un attimo prima, al punto che io stavo realmente decidendo di uccidere un uomo e, in un momento di follia, avevo anche creduto che l'omicidio fosse in qualche modo giustificato. Poiché ero sempre andato fiero del mio autocontrollo e della mia pazienza, la mia reazione esplosiva in quella circostanza sorprese non poco sia me che gli impiegati che avevano sentito il rumore della colluttazione.    

Un intervento provvidenziale ed un collasso

In quel momento, quando il mio violento ed incontrollato tentativo di commettere un assassinio era stato fermato da una voce interiore, un'altra forza, nella persona di una guardia del corpo, mi afferrò con una presa da dietro e mi spinse via dall'oggetto della mia rabbia. Io fui altrettanto sorpreso da quest'intervento della guardia del corpo quanto lo ero stato dalla voce interiore che mi aveva impedito di uccidere un uomo. Per alcuni secondi, mentre venivo tenuto lontano dalla mia vittima predestinata, compresi che questa forza invisibile aveva evitato che io commettessi un omicidio e con buona probabilità trascorressi in galera il resto della mia vita. La guardia del corpo, probabilmente sorpresa sia dalla propria reazione che dall'irrealtà di tutta la situazione, mi convinse a scendere al piano terra. Mentre scendevo barcollando le scale, dirigendomi verso l'atrio, cercavo di concentrarmi per riuscire a calmarmi. Ansimavo cercando di ventilare i polmoni e tentavo di controllare il respiro. Mi accorsi che l'iperventilazione dei polmoni era ormai fuori controllo. Il torace si espandeva e si comprimeva ad un ritmo sempre più rapido, ma ad ogni espansione e contrazione sempre meno ossigeno raggiungeva i polmoni. Potevo sentire il cuore pulsare con forza nel petto.       

Quando uscii dall'atrio del locale sul marciapiede, passai davanti ai buttafuori ed agli impiegati che stavano all'ingresso, che non si erano accorti di quanto era appena accaduto nella sala riservata del piano superiore. Adesso camminavo da solo, cercando ancora disperatamente di prendere fiato, finché non finii barcollando in un vicolo. Vidi il mio amico Bill e di colpo compresi che qualcosa stava veramente andando male. Una senso di pericolo si diffuse nella mia testa, ed altrettanto improvvisamente mi sentii pervaso da una calda sensazione di sicurezza, nonostante il fatto che sentissi di non poter più avere alcun controllo fisico sul mio corpo. Per la prima volta dopo tanti anni, rivolsi lo sguardo in alto verso il cielo scuro sopra di me, come per raggiungerlo affinché venisse in mio aiuto. Il caldo senso di sicurezza che stavo sentendo doveva esser prodotto da qualcosa che non era dentro di me, perché ciò che stava accadendo fisicamente nel mio corpo provocava un terrore traumatico nella mia mente.      

Quando mi imbattei in Bill, tentai di dirgli che avevo bisogno di aiuto, ma era già troppo tardi. La mia incontrollata iperventilazione era cessata, ma nello stesso tempo non riuscivo più a respirare. Il tempo e lo spazio si fermarono. Il mio senso dell'udito si rivolse all'interno, e cercavo di sentire qualche suono dai miei polmoni, completamente silenti, che sembravano del tutto vuoti e fermi. Solo qualche secondo prima il mio cuore pulsava con forza ed ora, improvvisamente, il battito era cessato. Per un lungo intenso momento ogni cosa davanti a me si fermò. Stavo morendo e ne ero ben conscio. In un attimo pensai: «È la fine! Ecco come tutto finisce!» Improvvisamente sentii una specie di esplosione elettrica nella testa, ed il mio corpo si accasciò sul marciapiede.            

Un tunnel di energia, un vecchio amico ed una missione

Mentre un grande campo di energia cominciava a formarsi in cielo proprio davanti a me, udii un forte e sgradevole rumore meccanico, via via che la massa di energia si trasformava in un cilindro a forma di ciminiera verso il cielo. Sembrava come se l'oscurità del cielo si trasformasse in una massa liquida mentre la massa di energia si curvava su se stessa come un'onda oceanica, formando un perfetto tunnel che si allungava fino al cielo. Mentre guardavo dentro quel grande ed imponente tunnel, un campo di energia blu, di una luminescenza vibrante, cominciò a fluttuare attraverso il tunnel dirigendosi verso di me. Via via che si avvicinava rapidamente, osservai che il campo di luminescenza blu si addensava prendendo forma, e materializzandosi nell'immagine di un essere umano. Quando l'immagine fu completa, mi ritrovai faccia a faccia con un vecchio amico. Il suo nome era Dan McCampbell, ma non mi sarei mai aspettato di rivederlo ancora. Dopo tutto, era rimasto ucciso in Vietnam. Quando Dan ed io cominciammo a comunicare, mi accorsi che non ci parlavamo a vicenda come avviene nella vita terrena. Non appena pensai: «Dan, sei proprio tu?!», lui ricevette il mio pensiero. Comunicavamo telepaticamente, mediante una trasmissione di parole tra le due menti con mezzi diversi dalla comunicazione verbale, ma questa descrizione non è adeguata al tipo di comunicazione spirituale che stavo sperimentando. Noi non stavamo solo comunicando a parole, ma ci trasmettevamo anche sentimenti ed emotioni! Mentre pensavamo, noi davamo anche emozione ai nostri pensieri, e sia i pensieri che le emozioni venivano comunicate telepaticamente e spiritualmente in un modo che sorpassava di gran lunga la normale comunicazione umana. Dan mi disse: «Sei sulla soglia di un importante viaggio. Di ciascuno dei luoghi e degli eventi che osserverai dovrai assorbire tutto quello che potrai. È importante che tu ricordi ogni cosa che ti si presenterà. Tornerai indietro, e dovrai riportare con te quello che avrai sperimentato. Hai una missione davanti a te nella vita, e quest'esperienza ti guiderà in quella missione».      

La luce divina e la conoscenza universale

Improvvisamente fui avvolto in una brillante luce dorata. Era una luce più splendente di quella irradiata dal sole, molte volte più forte e raggiante del sole stesso, e tuttavia non ne fui né accecato né bruciato. Invece quella luce si rivelò una sorgente di energia che abbracciò il mio essere. Mi ritrovai solo in quel suo fulgore, sospeso davanti ad una magnifica presenza. Immediatamente pensai di trovarmi al cospetto di Dio, il mio creatore. Sentivo che Dio mi stava abbracciando, e che mi dava amore, un amore più grande di qualsiasi amore avessi mai conosciuto sulla Terra. Compresi che Dio stava riversando su di me la sua luce d'amore, che si trasformava da un brillante color oro ad un puro bianco. Via via che diventavo più ricettivo nei confronti dell'amore divino, la luce di Dio diventava più intensa, di un puro candore al di là di ogni descrizione. Quando sentii che il mio essere spirituale aveva ricevuto l'amore divino al punto da traboccarne, divenni consapevole del fatto che Dio stava stabilizzando ed energizzando il mio essere per prepararlo alla mia missione. Compresi che avrei fatto ritorno alla vita terrena e che Dio mi stava preparando ed orientando per questo ritorno.      

Dio cominciò ad infondermi una conoscenza universale. Mi resi conto che ero sempre stato assetato di questa conoscenza e volevo assorbirne quanta più possibile. Mentre restavo sospeso nella luce divina, sentivo che la conoscenza penetrava nel mio essere spirituale e ne era assorbita: fluiva dentro di me nello stesso modo dell'amore divino, vibrando attraverso il mio essere. Dan era di nuovo al mio fianco, dietro di me. Scendemmo insieme dalla luce di Dio in un universo di stelle brillanti. Eravamo di nuovo nel più profondo spazio vuoto, ma adesso mi sentivo perfettamente a mio agio in quella dimensione, così come nel corpo spirituale: mi sentivo a casa in quel luogo celeste. Mentre Dan ed io continuavamo a scendere, fui colpito da una magnifica struttura eterea che si trovava sotto di noi. Questa costruzione celeste sembrava un anfiteatro, simile a quelli realizzati da antiche civiltà, ma costruito con una sostanza brillante, simile al cristallo, che irradiava onde di energia di vari colori attraverso la sua forma. L'anfiteatro era sospeso nel vuoto dello spazio in modo simile a come immaginiamo una stazione spaziale. Era delle dimensioni di uno stadio e comunicava un senso di grande maestosità.         

L'anfiteatro iridescente degli spiriti

Osservando l'anfiteatro, vidi che era pieno di migliaia di esseri spirituali. Ci librammo proprio sopra la struttura, ed io mi sentii avvolto da un'energia vibrante che sembrava provenire dalla struttura cristallina dell'anfiteatro. Più scendevamo, più ero attratto dall'energia. Sentii che anche quelle migliaia di esseri spirituali stavano assorbendo l'energia: si scambiavano l'un l'altro onde di energia, che inviavano anche a Dan ed a me. Stavamo ora discendendo all'interno del campo celeste circondato dall'ampio arco dell'anfiteatro. Sebbene l'avessi dapprima sentita solo come energia, mi accorsi che la struttura cristallina irradiava anche una musica sinfonica. Ben presto Dan ed io ci trovammo sospesi al centro del campo celestiale, e l'atttenzione di quelle migliaia di esseri spirituali che si trovavano nell'anfiteatro fu focalizzata su di noi. Sopra, sotto e dietro di noi si trovava l'abisso dello spazio vuoto. Davanti a noi migliaia di esseri spirituali mi trasmettevano, mediante suoni musicali, i loro sentimenti di benevolenza. Il loro suono di benvenuto era in armonia con la sinfonia musicale di energia che emanava dall'anfiteatro. Una volta che mi fui stabilizzato nel campo celeste, potei osservare direttamente sotto la superficie cristallina dell'anfiteatro, e vidi prismi iridescenti di luce pulsare attraverso la struttura.       

Fui sopraffatto dalla stupenda visione che mi stava davanti, ma i sentimenti d'amore che gli esseri spirituali facevano convergere su di me mi saturavano anche di più. Mi stavano incitando a gran voce, esprimendo il loro incoraggiamento e sostegno d'amore: «Stai andando magnificamente, e siamo qui per darti sostegno. Continua a fare un buon lavoro, ed avrai il nostro aiuto. Tu sei parte di noi, e noi siamo parte di te. Siamo qui pronti a venire in tuo aiuto quando avrai bisogno di noi, e certo questo accadrà. Chiamaci! Facci un segno! Accorreremo da te quando verrà il momento». Sinceramente, fui confuso da tutta quest'attenzione: non c'era infatti nulla di ammirevole nel modo in cui avevo vissuto la mia vita. Forse quegli esseri spirituali stavano parlando di ciò che doveva ancora accadere. Di certo non stavano riferendosi ad eventi della mia vita passata. Pensai: «Come fanno a dire che sto andando benissimo? Stanotte ho quasi ucciso un uomo. Posso mai esser giustificato per ciò che ho tentato di fare?» Dan venne in mio soccorso: «Tu sei stato riscattato spiritualmente rispetto ad un evento negativo che stava per aver luogo nella tua vita. Hai appena cercato di comunicare un pensiero negativo relativo a quell'evento, ma non puoi parlare di queste cose qui. Quassù non esistono pensieri negativi, ma solo affermazioni positive, ed essi non possono udirti: non possono sentirti quando tu parli delle cose in modo negativo. Devi essere positivo per portare avanti la tua missione».         

Parenti ed amici

Mi voltai alla mia destra, vedendo che un gruppo di esseri spirituali si era unito a noi nel campo celeste. Quest'evento fu davvero un ritorno a casa per me. In quel gruppo riconobbi amici e parenti trapassati di questa mia vita terrena. Riconobbi inoltre altri amici della mia vita spirituale precedente la mia nascita sulla Terra. Fui pieno di gioia quando riconobbi i nonni, le zie e gli zii che erano morti durante la mia vita. Fui però deluso di non vedere il papà in mezzo al gruppo. Poi riconobbi altri amici della mia vita, compresa una ragazza del liceo. Non sapevo che fosse morta. I sentimenti di amore e di gioia che scambiai con questi parenti ed amici erano molto al di là delle emozioni che avevo provato nei loro confronti durante la vita. Avendo passato l'infanzia con genitori alcolizzati e separati, non riuscivo ad esprimere bene i miei sentimenti ai parenti ed agli amici. Infatti, non ero neanche consapevole di avere molti sentimenti: la maggior parte di essi era nascosta nel profondo. Adesso, in occasione del mio ritorno a casa come essere spirituale, i saluti avevano quel calore che io avevo immaginato esserci nelle famiglie felici. Era come se stessimo celebrando ogni festa importante, ogni nascita, ogni compleanno, ogni evento felice accaduto in tutte le nostre vite in un modo che non sarebbe stato mai possibile mentre eravamo esseri umani mortali. Avrei voluto che queste celebrazioni di benvenuto non finissero mai, ma improvvisamente un silenzio scese su tutto l'affollato anfiteatro.         

La revisione della vita

Tutta l'attenzione sembrò rivolgersi al campo celestiale che mi circondava, ed una luccicante sfera luminosa mi avvolse, facendomi sentire come se fossi finito in un globo di cristallo. Sebbene fossi consapevole che la sfera di cristallo era sospesa nel campo celeste alla vista di tutti quegli esseri spirituali là riuniti, io mi trovai in un altro reame celeste. In qualche modo gli spiriti potevano ancora vedermi all'interno della sfera di cristallo, e compresi il motivo per cui il silenzio era sceso su tutta quella folla: stava per cominciare la revisione della mia vita, davanti a tutto quel pubblico. Ero consapevole che stavo per rivedere ogni evento, pensiero, emozione ed esperienza della mia vita, e divenni cosciente del fatto che lo scopo della revisione era per me quello di valutare ciò che avevo vissuto in relazione a quella che era stata la missione programmata della mia vita come essere umano. Dovevo rivedere la mia vita in modo che potessi focalizzare la mia attenzione su quegli aspetti che avevano rappresentato le esperienze più importanti in termini di crescita e di evoluzione spirituale. Sebbene fossi solo nella sfera cristallina, ero consapevole di trovarmi alla presenza di Dio e di essere osservato da tutti quegli esseri spirituali nell'anfiteatro, che mi incoraggiavano col loro amore e col loro sostegno. Nulla della mia vita era celato a Dio, e nemmeno agli spiriti, e tuttavia non sentivo di essere giudicato. Compresi che tutti coloro che erano stati spiritualmente creati da Dio, se ne erano allontanati, ed avevano compiuto errori durante i loro viaggi. Non c'era nessuno, in quell'assemblea di esseri spirituali, che fosse in procinto di lanciare su di me la prima pietra.    

A questo punto Ned inizia la completa revisione della sua vita, al termine della quale gli viene mostrato il futuro dell'umanità. Qualche tempo dopo la sua NDE Ned visitò il Memoriale della guerra del Vietnam a Washington (un muro su cui sono incisi i nomi di tutti i caduti). Mentre si trovava di fronte al nome del suo amico, Ned ebbe un'altra NDE.

Uno shock ed una visione apocalittica

Stavo davanti alla lastra di granito col nome del mio amico, e tornai col pensiero alla notte del 2 luglio, quando lasciai il mio corpo nell'ambulanza e fluttuai libero per incontrare il mio amico Dan. Quella notte aveva segnato l'inizio di un lungo e difficile percorso di ricerca spirituale nel quale mi trovavo ancora solo alla fase iniziale. Non era una coincidenza che mi trovassi adesso di fronte a questo muro, in questa notte particolare. Mentre stendevo il braccio per toccare il nome del mio amico sul muro, uno shock di energia mi attraversò tutto il corpo. Sentii che il mio corpo cadeva al suolo, mentre io me ne liberavo fluttuando al di sopra. Fui circondato da una luce intensa, e mi trovai in presenza di un grande essere spirituale. Una voce roboante riempì l'aria: era la voce più potente che avessi mai udito, la voce dell'arcangelo Michele. Compresi che mi stava consegnando un messaggio molto importante: «I vostri antenati hanno creato una nazione nel nome di Dio, in cui la libertà e la giustizia fossero assicurate a tutti. Erano uomini di alti ideali, guidati ed ispirati dallo spirito per creare una nazione ed una civiltà che fossero ammirate e rispettate, e che rappresentassero un esempio per il resto del mondo. Esercitando la loro libera volontà sotto la guida e la direzione divina, crearono una Costituzione ed una Dichiarazione dei Diritti che consentisse ad ogni uomo, ad ogni donna e ad ogni bambino di vivere nella libertà e di cercare la felicità. Ma queste persone di alto intelletto e di elevato livello spirituale furono presto rimpiazzate da altri che, sempre nell'esercizio della libera volontà, scelsero di anteporre a Dio il proprio egoismo e di sfidare i piani divini. Così siete diventati una nazione di sfruttatori, uomo contro uomo, fratello contro fratello, governo contro cittadini, e la nazione prescelta è diventata un guerriero che combatte con o contro altre nazioni. Siete diventati una nazione di criminali e di assassini: uccidete in guerra, uccitete gli innocenti, uccidete i vostri figli, ed i vostri leaders creano leggi per giustificare gli omicidi, per cercare di sovvertire il diritto, per riscrivere la morale e l'etica in modo che convengano alle vostre brame ed ai vostri desideri terreni. Siete diventati una nazione che si allontana sempre più dallo spirito e dall'influenza di Dio».         

«Avete creato scienze e filosofie a sostegno di attività che riconoscono esclusivamente realtà terrene, e che non solo rifiutano di riconoscere la natura spirituale dell'uomo, ma finanche l'esistenza di Dio. Avete portato Dio e le sue opere di preghiera e di meditazione fuori dal vostro governo, dalle vostre istituzioni, dalle vostre scuole. Avete fatto tutto quel che era in vostro potere per negarne l'esistenza: vi ritrovate in un mondo pieno di guerre, di odio, di miseria, di morte, e non comprendete come mai il resto del mondo non vuole seguire il vostro fulgido esempio. Siete una nazione in guerra con se stessa, piena di odio, pregiudizi, crimini, droghe ed omicidi. E quando alcuni di voi alzano lo sguardo verso Dio e gli chiedono perché consente che tutte queste cose accadano, non sentite la sua risposta. Voi siete membri della razza umana, universalmente creata da Dio e dotata di libero arbitrio individuale per diritto divino, e voi non vorreste in alcun modo esserne privati. Ma ogni singolo piccolo atto di libera volontà che l'uomo ha esercitato fin dall'inizio dei tempi, che non era in sintonia col piano divino, ha prodotto un impatto moltiplicato nelle sue conseguenze negative sul futuro dell'umanità. Ogni semplice atto di aggressione si moltiplica fino alle guerre mondiali. Ogni semplice atto di avidità si moltiplica fino alla sofferenza umana ed alla fame presente in tutto il mondo. Ogni atto di distruzione dell'ambiente creato da Dio sulla Terra si moltiplica nelle forze distruttive della natura: terremoti, inondazioni, pestilenze, distruzioni atomiche e rifiuti nucleari. Ogni atto di violenza si trasforma in omicidi ed in stermini etnici a causa dell'aspetto o delle idee delle persone».        

«Eppure Dio ha creato una nazione di alti ideali affiché sopravvivesse ad altri imperi e civiltà che si sono disintegrati nell'oblio perché i loro leader si considerarono al di sopra di Dio, ed ora quegli imperi e quelle civiltà non sono altro che mucchi di polvere o rovine sotto le acque. Vi trovate alla soglia del nuovo millennio, pronti per il futuro dell'umanità, e vi state disponendo, come le grandi civiltà del passato, ad essere coperti dalla polvere e sommersi dalle acque. Ma Dio torna di nuovo a voi, vi chiama come popolo, vi chiama come nazione, si appella ai vostri leader. Il suo esercito di angeli vi visiterà con una forza vitale di energia, un'energia spirituale irradiata dal Creatore verso tutta l'umanità. Molti di voi sentono la vibrazione di quest'energia e la sua divina presenza. Egli sta comunicando con voi spiritualmente, vi sta dicendo di elevarvi al livello di trasformazione spirituale necessario, per quelli tra di voi che lo odono, a diffondere il suo messaggio e la sua energia, a riconoscere che sta venendo. Guidati dalla preghiera e dalla meditazione, uomini, donne e bambini potranno rispondere alla sua chiamata, ma questo deve accadere presto. Il tempo sta per scadere! Gli angeli stanno arrivando! Li sentite? Li ascoltate? Ci state ascoltando?».       

Mentre il messaggio dell'arcangelo terminava in un'eco indimenticabile, cominciai a fluttuare gentilmente indietro verso il mio corpo. Diverse persone lo circondavano, mentre giaceva accasciato sul marciapiede alla base del muro. Più lontano, potevo vedere il team dell'ambulanza correre verso il mio corpo con una barella.         

Breve commento

Nell'ultima parte di questa NDE è presente, come in altre, una specie di messaggio profetico che mette a fuoco la dicotomia tra la dimensione ultraterrena (quella che potremmo definire il mondo dello spirito) e la dimensione umana, nella quale prendono il sopravvento istinti, interessi e comportamenti che allo spirito risultano incomprensibili, quasi alieni. Si tratta di una dicotomia presente da millenni nella storia dell'umanità, e che si manifesta continuamente nelle sintonie della psiche relative alla presunta importanza della vita umana terrena, ed alla sua scarsa rilevanza in confronto alla vita eterna, che tuttavia si svolge in un'altra dimensione.

Nella sezione dedicata alla sopravvivenza questo tema sarà approfondito, dato che è di importanza fondamentale per la comprensione dell'evoluzione della psiche umana. Qui vanno messi in evidenza, ancora una volta, i caratteri straordinari della sintonia psichica relativa all'ambiente ultraterreno: in questa, come in altre NDE, viene percepita come reale un'energia che si manifesta in forma di amore assoluto ed incondizionato, che si irradia su tutti gli esseri creati, che accoglie e non giudica, che unisce e non separa, simboleggiata dalla formula del tutto è uno. È sintomatica di questa sintonia della psiche una felicità che potremmo descrivere come gloriosa ed eterna, quasi del tutto indifferente alle difficoltà ed ai problemi che hanno caratterizzato la vita terrena di un essere umano. Per questa ragione Dougherty poteva affermare: «Non c'era nulla di ammirevole nel modo in cui avevo vissuto la mia vita», e nello stesso tempo sentirsi esortato ed aiutato nell'impresa di dare importanza alla sua vita terrena. Abbiamo visto come in diverse NDE la revisione della vita terrena costituisca uno degli elementi cardine dell'esperienza (a volte preceduto dalla domanda: «cosa ne hai fatto della tua vita?»), pur senza implicare un giudizio nel senso che noi diamo a questo termine con la nostra psiche ordinaria. Si tratta piuttosto di una comprensiva ed amorevole presa di coscienza di ciò che è stato vissuto, spesso accompagnata da un senso di rimpianto per non essere riusciti ad orientare diversamente le azioni ed i pensieri determinati dal funzionamento del nostro sistema psicofisico.


 

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