I limiti dei fenomeni paranormali

 

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Il fascino esercitato dai fenomeni inconsueti ed incomprensibili

I fenomeni paranormali catturano la nostra attenzione non solo perché avvengono di rado e sono inconsueti, ma soprattutto perché non riusciamo a spiegarci come possano prodursi. In accordo con l'impostazione adottata nella sezione sulla psiche, relativa alla distinzione tra l'io cosciente e le esperienze psichiche nelle quali viene coinvolto (e con le quali di solito tende ad identificarsi), è importante mantenere un certo distacco critico anche nei confronti delle reazioni psichiche suscitate dai fenomeni paranormali. In merito alle reazioni psichiche suscitate da tali fenomeni, notiamo che se si frequenta per un certo tempo una persona dotata di facoltà medianiche, gli eventi che inizialmente suscitavano stupore e meraviglia finiscono col diventare ripetitivi e perfino scontati: evidentemente si fa l'abitudine a tutto. Come ebbe a dichiarare Arturo Bergandi, che per molti anni tenne in ordine la casa di Gustavo Rol assistendo spesso agli esperimenti paranormali di quest'ultimo: «però non mi stupiva più perché ero talmente abituato a vederne, delle cose, che per me era una cosa normale». Affermazioni simili sono state fatte da altri testimoni.

D'altra parte, anche il senso di meraviglia che noi dovremmo sentire continuamente nei confronti di diversi aspetti della realtà ordinaria di questo mondo viene attenuato e spento dalla ripetitività e dalla costanza dei fenomeni a cui assistiamo, che possono andare ben oltre le nostre capacità di comprensione: un esempio eclatante ci è offerto dal funzionamento del nostro stesso corpo, che diamo ingenuamente per scontato senza nemmeno riflettere sulla sua complessità. Dunque anche il fatto che i fenomeni paranormali risultino per noi inspiegabili nel loro modo di manifestarsi significa semplicemente che, allo stato attuale, non si inquadrano in quello schema interpretativo ed intellettivo che ci permette di avere una certa conoscenza ed un controllo, per quanto parziale, della realtà fisica. L'intelligenza umana di cui può avvalersi l'io cosciente si deve confrontare con reazioni psichiche impreviste e conflittuali, determinate dall'oggettiva realtà di eventi che, secondo il quadro interpretativo normale, non dovrebbero verificarsi. Come abbiamo già osservato, questo conflitto può essere talmente intenso da indurre certe persone a negare a priori la realtà degli eventi stessi. Per coloro che accettano tale realtà, resta comunque un problema conoscitivo che ci induce a stimolare criticamente la psiche affinché produca un quadro interpretativo più soddisfacente: i risultati di questo sforzo dipendono dai limiti stessi della psiche e dalla sua possibile evoluzione nel tempo.

La correlazione tra i fenomeni paranormali e le sintonie psichiche spirituali e religiose

Un altro aspetto associato ai fenomeni paranormali consiste nell'attivazione, pressoché automatica, di sintonie psichiche che fanno riferimento alla relazione tra il nostro io cosciente ed entità di condizione «superiore» e più evoluta rispetto alla dimensione umana in cui esso vive. Ad un'entità suprema si fa spesso riferimento utilizzando il termine ingenuo e culturalmente ambiguo di «Dio», ma la psiche può rappresentare un quadro complesso di entità di natura spirituale – contrapposta a quella fisica mediante la quale viviamo la nostra esperienza terrena – che di norma non siamo in grado di percepire con i nostri sensi. Talune di queste entità spirituali sembrano esser collegate con l'io cosciente di persone già vissute in questo mondo, oppure con persone ancora viventi. Come si è visto, si può essere indotti a ritenere che vi sia un legame, una simbiosi, tra l'io cosciente di un essere umano ed un'entità non fisica, che definiamo spirito, le cui complesse relazioni con l'io cosciente sono state prese in esame nella pagina sulle Teorie dello spirito. Vari testi di antropologia del passato riportano un'ampia documentazione che mette in evidenza non solo la diffusa fede nell'esistenza degli spiriti presso le culture animistiche, considerate meno evolute della nostra, ma anche la capacità dimostrata da sciamani e yoghi di vedere gli spiriti e di esercitare su di essi forme di controllo e di comando. Una valida antologia di questi documenti si trova nel libro di Ernesto Bozzano: Popoli primitivi e manifestazioni paranormali.

L'esistenza di facoltà psichiche, tipicamente soggettive, tramite le quali è possibile interagire con energie intelligenti (spiriti) che dimostrano di poter esercitare effetti ed azioni oggettivamente osservabili nella nostra dimensione fisica, è stata dunque accertata fin dall'antichità. Possono disporre di tali poteri psichici, in misura più o meno ampia, solo individui dotati di facoltà mentali non comuni, che quasi sempre devono assoggettarsi ad un training ascetico sotto la guida di un maestro. Va ricordato che non in tutte le culture l'esistenza degli spiriti, considerati come entità dotate di una vita autonoma, viene associata alla sopravvivenza di un quid associato alla nostra esistenza di esseri umani, cioè di uno spirito in qualche modo collegato col nostro io cosciente. Tuttavia quasi tutte le culture danno per scontata l'esistenza negli esseri viventi di un doppio, o di un corpo eterico, associato al corpo fisico: alla morte, questo doppio si separerebbe dal corpo fisico, continuando la sua esistenza come spirito. Intorno ai nuclei psichici che definiscono ed interpretano la relazione tra lo spirito (o l'anima) e l'io, si sono formate le varie religioni, con i loro dogmi, i rituali ed i vari programmi psichici che si tramandano e si diffondono in ambito culturale.

La funzione creativa ed organizzatrice dell'intelligenza

Come abbiamo messo in evidenza nella pagina dedicata all'intelligenza umana, l'attività creatrice – che potrebbe essere una delle prerogative del nostro spirito – si manifesta normalmente nella dimensione fisica di questa vita mediante la collaborazione tra l'io cosciente, l'intelligenza critica e le sintonie psichiche che determinano il ragionamento intuitivo e la conoscenza. L'adozione di sistemi di collaborazione più o meno complessi tra gli esseri umani (anche questi ideati ed attuati tramite l'intelligenza) ha prodotto, soprattutto a partire dalla fine dell'Ottocento, una serie di trasformazioni di livello sempre più evoluto, sotto il profilo dei contenuti di informazione, che hanno modificato sostanzialmente il nostro modo di vivere, le interazioni tra gli esseri umani e la durata stessa della vita. La complessità dei prodotti tecnologici realizzati dalle organizzazioni umane ci consente oggi di spostarci rapidamente da un luogo all'altro, di comunicare istantaneamente a grandi distanze, di acquisire e di elaborare informazioni di ogni genere tramite computer collegati in rete: tutte cose perfino inimmaginabili nell'Ottocento. La maggior parte degli esseri umani, pur utilizzando ogni giorno i prodotti tecnologici, è del tutto ignara riguardo alla complessità del loro funzionamento, alle difficoltà superate per poterli realizzare, ed all'insieme di conoscenze che è stato necessario acquisire ed elaborare per progettarli, realizzarli e perfezionarli. Dal punto di vista creativo, la complessità dei prodotti tecnologici realizzati in epoca recente dovrebbe destare in noi almeno altrettanta sconcertata meraviglia quanto quella causata dai fenomeni paranormali, eppure nessuno penserebbe mai di definire questi prodotti «miracolosi» o «magici».

La cultura umana, almeno nell'ambito della società tecnologica, è cambiata radicalmente rispetto all'epoca d'oro dei fenomeni medianici, ed il diffondersi della tecnologia in ogni parte del mondo fa sì che, progressivamente, vengano meno le condizioni che favorivano le manifestazioni paranormali nell'ambito delle altre culture. Il bisogno di riconoscere l'esistenza dello spirito, o di fare ricorso all'assistenza degli spiriti per risolvere alcuni problemi umani, per guarire determinate malattie o per compiere azioni ritenute impossibili si è oggi notevolmente ridotto, perché i vantaggi offerti dalla tecnologia sono (o comunque riteniamo che siano) molto maggiori, e certamente più soggetti al nostro controllo. La garanzia del buon funzionamento offerta da un prodotto tecnologico fa sì che chiunque lo possa utilizzare con successo, purché ne conosca le modalità d'uso: anche quando si guasta, può essere riparato o sostituito senza problemi. In termini banali, da un punto di vista utilitaristico la tecnologia ha dimostrato di essere più vantaggiosa, più sicura e più universalmente utilizzabile rispetto alla magia.

Gli agenti indispensabili affinché i fenomeni paranormali possano verificarsi

Si potrà obiettare che in molti casi (come ad esempio negli apporti, nelle compenetrazioni o nelle trasformazioni della materia), i fenomeni paranormali stupiscono perché presentano possibilità e potenzialità che vanno ben al di là delle nostre conoscenze scientifiche e tecnologiche. Oppure sarebbe utile, ad esempio per il corso della giustizia, poter ricorrere alle prestazioni medianiche offerte dagli sciamani di alcune regioni africane che, almeno fino al secolo scorso, erano in grado di individuare non solo il colpevole di furti (o di assassini), ma anche il luogo in cui si trovava la refurtiva, evidenziando così il legame probatorio con la persona incolpata. Queste constatazioni, fondate su un utilitarismo tipicamente umano, sono alla base delle argomentazioni tese a promuovere ed a far sovvenzionare le ricerche sul paranormale: sarebbe certo un bel passo avanti se potessimo conoscere le leggi che determinano questi fenomeni, in modo da poterli produrre e controllare a volontà!

Bisogna tuttavia riconoscere che la fenomenologia paranormale presenta dei limiti evidenti, il primo ed il principale dei quali consiste nel fatto che i medium, indispensabili affinché i fenomeni stessi si producano, sono oggi molto rari, così come lo erano in passato, anche nell'ambito di quelle culture che potevano favorirne lo sviluppo. Inoltre il training del medium può essere difficile da sopportare e richiede una notevole dose di spirito di sacrificio: un addestramento che può essere affrontato più agevolmente quando le condizioni di vita sono comunque dure e severe, e richiedono una buona resistenza alle privazioni ed alle sofferenze, mentre il sistema socioculturale al quale noi siamo oggi abituati (e che si sta imponendo in tutto il mondo, almeno come un traguardo da raggiungere) si fonda su un modello di vita che viene presentato alle masse (e recepito da buona parte di esse) come positivo, vantaggioso e confortevole. D'altra parte, non è possibile applicare alle società di massa gli stessi criteri culturali che valgono per le società tribali: nell'uno e nell'altro caso, l'esperienza individuale della vita presenterà alcuni aspetti positivi a fianco di altri negativi.

Un altro limite oggettivo dei fenomeni paranormali è che essi dipendono in gran parte dalla collaborazione di entità indipendenti dalla volontà e dall'intelligenza dell'io cosciente, sia che tali entità siano identificate e definite come spiriti autonomi, sia che vengano considerate come personalizzazioni di facoltà inconsce attribuite al sistema psicofisico di un individuo, anche sotto forma di uno spirito associato al suo io cosciente (come attualmente si riscontra nella nostra cultura). Il modo in cui queste entità si manifestano o estrinsecano il loro potere resta comunque aleatorio, e spesso si sottrae al controllo dell'io cosciente del medium. In alcuni ambienti culturali, in passato, il medium (definito di volta in volta sciamano, o stregone, o mago) veniva addestrato e si esercitava allo scopo di rendere gli spiriti collaborativi ed obbedienti, mettendoli al servizio della propria volontà. Non sempre, tuttavia, riusciva ad avere successo in quest'impresa, che in diversi casi implicava obblighi assunti da entrambe le parti mediante una sorta di accordo contrattuale non privo di rischi, anche a causa del carattere ambiguo ed insidioso di alcune entità spiritiche.

I limiti riscontrabili nell'estrinsecazione dei diversi tipi di fenomeni

Uno dei più comuni fenomeni paranormali è la telepatia, mediante la quale un medium viene a conoscenza di pensieri o ricordi presenti nella coscienza di un'altra persona, ed in qualche caso anche di eventi che quella persona aveva dimenticato. Il soggetto nella mente del quale il medium sembra poter leggere può essere un suo interlocutore, ma anche una persona lontana. Un'altra facoltà di tipo psichico è la chiaroveggenza, mediante la quale il medium può leggere in libri chiusi o vedere attraverso corpi opachi: un caso particolare di chiaroveggenza è la diagnosi di certe malattie. Nell'ambito delle percezioni extrasensoriali (ESP) rientra anche la precognizione di eventi futuri imprevedibili. La retrocognizione consiste invece nella visione di eventi passati non noti ad alcuno, purché sia poi possibile accertare che tali eventi si sono effettivamente verificati. Tutte queste forme di conoscenza psichica paranormale si basano su cose che possono essere verificabili per via ordinaria, fatta eccezione per le precognizioni, che possono essere convalidate solo col trascorrere del tempo: la letteratura sui fenomeni paranormali registra molte precognizioni convalidate dai fatti anche nei dettagli, accanto ad altre che invece si sono poi rivelate errate. Inoltre, come è plausibile che accada, è più probabile che venga ricordata e registrata una predizione esatta piuttosto che una errata.

Considerazioni analoghe si possono fare in merito alle diagnosi medianiche: spesso colpiscono per la loro esattezza, ma non sempre sono accurate, e devono comunque essere confermate da visite mediche ed esami clinici. Più che altro possono servire come segnali di allarme. Un discorso a parte va fatto per le cosiddette «guarigioni miracolose», sia che avvengano come remissione spontanea di determinate malattie (in genere tumorali), sia che si producano grazie all'intervento di un medium guaritore. Se è vero che queste forme di guarigione si verificano e sono state accertate, si deve anche riconoscere che si tratta di percentuali molto basse, quasi irrilevanti, rispetto alla totalità degli infermi. Se ne ha conferma nel caso di pellegrinaggi con finalità più o meno terapeutiche in località come Lourdes, Fatima o simili, dove ogni anno – a fronte di centinaia di migliaia di malati che vi si recano – i casi di guarigione accertata si contano sulle dita di una mano. Contemporaneamente, nelle cliniche e negli ospedali di tutto il mondo milioni di persone vengono curate e guarite da molte malattie. Anche le guarigioni operate dai medium, nei casi in cui siano effettivamente tali, non rappresentano che una minima frazione rispetto a quelle che si verificano nell'ambito delle strutture della sanità ordinaria. Dunque, sotto il profilo utilitaristico, le guarigioni paranormali – pur non negandone la realtà – restano eventi di nicchia, che non possono competere, per sicurezza, affidabilità ed efficacia, con l'applicazione delle conoscenze scientifiche.

Anche per quanto riguarda gli apporti e le trasformazioni della materia, si tratta sempre di fenomeni che, per quanto strabilianti, non possono essere messe a confronto con la complessità delle macchine e dei manufatti realizzati mediante la collaborazione tra lo spirito creativo umano e l'intelligenza dell'io cosciente: non si è mai verificato il caso di un medium che fosse in grado di far materializzare una costruzione permanente di grandi dimensioni, come ad esempio un edificio, oppure elaborata come un'apparecchiatura elettronica. Nel caso di realizzazioni artistiche attribuite allo spirito intelligente di qualche artista del passato, come quelle che si realizzavano tramite la medianità di Gustavo Rol, sono sempre state ottenute composizioni piuttosto semplici, mai dipinti complessi ed elaborati di livello comparabile con la pittura rinascimentale italiana o fiamminga. Ci sono pervenute testimonianze abbastanza attendibili dell'apporto permanente di piante fiorite, come quelle ottenute da Elizabeth D'Espérance alla fine dell'Ottocento, ma tutte le materializzazioni organiche relative a figure umane o ad animali di cui si ha notizia, si dematerializzavano poi nel corso della seduta, e dunque non erano permanenti. Nel loro insieme i vari fenomeni paranormali danno l'impressione di un'irruzione temporanea, nella nostra dimensione fisica, di entità intelligenti provenienti da un'altra dimensione, di norma separata dalla nostra: gli effetti prodotti durante questi contatti, per quanto sorprendenti ed inspiegabili, restano soggetti a dei limiti che non possono essere superati né dalla volontà del medium né dal potere delle presunte entità intelligenti che intervengono nel processo.

Considerazioni sulla medianità condivisa ed organizzata

Come si è visto, la letteratura specializzata dell'Ottocento e della prima metà del Novecento riporta diversi fenomeni e manifestazioni paranormali attribuiti alla medianità di figure ricorrenti nell'ambito di culture indigene definite come tribali, primitive o selvagge. Tali personaggi, maschili o femminili, sono stati chiamati sciamani, stregoni, fakiri, yoghi, dottori (medicine-man), o con i nomi attribuiti alla loro funzione nella lingua locale (lobasha, jossakeed, kahunas, ecc.). I fenomeni paranormali descritti, non di rado ascrivibili a quel particolare tipo di interventi comunemente chiamato «magia nera», sono molti e di ogni genere, tanto psichici quanto fisici, ed inoltre la presenza e l'intervento degli spiriti (sia benigni che malefici) vengono considerati normali ed evidenti dai membri di quelle culture. Questi fatti inducono a credere che le facoltà medianiche siano state molto più diffuse ed accettate in passato di quanto non avvenga oggi, soprattutto nell'ambito delle culture tecnologicamente avanzate. In una conferenza sulla Magia degli africani tenuta a Londra nel 1935, il dottor G. B. Kirkland, ufficiale del Governo della Rhodesia, si esprimeva in questi termini: «Strano paradosso invero quello dei popoli occidentali, i quali a misura che avanzano nella civiltà, regrediscono di altrettanto per le cognizioni intorno alla vera natura della psiche umana...». Evidentemente Kirkland era incline ad attribuire alla sola psiche i fenomeni paranormali ai quali aveva assistito in Africa, trascurando il fatto che anche tra gli indigeni le persone dotate di facoltà medianiche erano pur sempre una minoranza. Ma in ogni caso la medianità non veniva messa in discussione, e di conseguenza le manifestazioni paranormali erano più frequenti e diffuse.

Ci si può chiedere se la medianità di diversi soggetti non possa essere organizzata, così come avviene per la nostra intelligenza, in modo da poter ottenere effetti controllati e complessi, utilizzabili finalisticamente a vantaggio degli esseri umani. Esperimenti in tal senso (mantenuti segreti) sono stati e sono tuttora condotti – soprattutto in ambito militare – da diverse organizzazioni statali, anche se fino ad oggi non sono emersi risultati di rilievo. Anzitutto va ricordato che i medium veramente dotati sono rari, ed in secondo luogo che le condizioni psichiche nelle quali questi sensitivi vengono a trovarsi hanno un forte impatto sui risultati ottenuti: i medium non possono essere considerati come soggetti da laboratorio. Infine, le energie che determinano i fenomeni paranormali, pur essendo in qualche caso assoggettate alla volontà di un medium, mantengono quasi sempre una loro autonomia rispetto all'io cosciente, e nel caso in cui il medium riesca a controllare intenzionalmente le energie degli spiriti coinvolti, ben difficilmente si lascerà coinvolgere in un programma sperimentale sottoposto a controlli esterni. Almeno fino ad oggi, tutto induce a pensare che la componente individuale della medianità sia fondamentale, e che i fenomeni paranormali siano determinati da singoli individui o al massimo da piccoli gruppi di adepti: siamo dunque ben lontani da poter ipotizzare forme di collaborazione organizzata paragonabili alle nostre organizzazioni aziendali, anche a quelle più semplici, che operano efficacemente in ambito progettuale o produttivo.

L'etica dei fenomeni paranormali

Non si possono considerare ingenuamente i fenomeni paranormali come segnali di un percorso evolutivo finalizzato a migliorare le condizioni umane e ad offrire una visione spiritualizzata della vita: ne sanno qualcosa le religioni di ispirazione etica, costrette a riconoscere l'esistenza e l'efficienza operativa di entità maligne e negative a fianco di quelle benefiche e positive. Se è vero che la letteratura del settore riporta una quantità enorme di comunicazioni di origine spiritica edificanti ed eticamente encomiabili, presentate come provenienti da entità molto evolute, è altrettanto vero che le energie attivate e rese operative tramite la medianità (siano esse di origine psichica o attribuibili ad entità aliene) possono anche infliggere dolori e sofferenze, fino a causare la morte di esseri umani. Le testimonianze relative a pratiche di stregoneria, di magia nera o di riti voodoo, sebbene non altrettanto diffuse rispetto a quelle di carattere edificante, sono rintracciabili soprattutto nei resoconti e negli studi degli esploratori, degli amministratori e degli antropologi che soggiornarono a lungo, fino alla prima metà del Novecento, presso popolazioni di cultura non europea e non occidentale, studiandone i costumi, le pratiche, i rituali e gli orientamenti psichici. L'efficacia delle pratiche di magia nera, in grado di colpire a distanza anche l'uomo bianco, non mancarono di suscitare lo stupore di tali testimoni che, pur non riuscendo a spiegarsi come simili eventi potessero accadere, dovettero riconoscere il potere straordinario che determinati individui, spesso definiti come «primitivi» e «selvaggi», erano in grado di esercitare sotto il controllo della propria volontà.

Anche alcuni dei fenomeni paranormali che si riscontrano nella nostra cultura, come ad esempio i casi di poltergeist, di infestazione e di possessione, sono caratterizzati da elementi negativi, caotici, violenti o distruttivi. Inoltre non va dimenticato che, sempre nell'ambito della nostra cultura, al livello popolare di massa le richieste più comuni ai quali fanno fronte (quasi sempre con notevoli vantaggi economici) sedicenti maghi ciarlatani, sensitive, cartomanti, astrologhi, e simili ambigui personaggi, riguardano soprattutto filtri d'amore, amuleti, consigli per il successo negli affari, fatture per il malocchio, rimedi contro il malocchio, terapie varie, ecc. E quanto più le manifestazioni paranormali vengono testimoniate, difese ed accreditate nei loro aspetti evoluti, tanto più cresce il numero di coloro che si abbandonano con fervore (ed a loro danno) alle componenti irrazionali ancora prevalenti nella psiche umana. Non ci sarebbe poi da meravigliarsi troppo se, col tempo, riprendessero consistenza ed efficacia anche nella nostra cultura pratiche di stregoneria e di magia nera, i rituali delle quali trovano già un buon numero di adepti. Dunque non illudiamoci in merito al presunto carattere evolutivo delle manifestazioni paranormali: come tutte le cose che riguardano la psiche umana, anche queste particolari esperienze sono caratterizzate da luci ed ombre.

I fenomeni paranormali e la dimostrazione della sopravvivenza dell'io cosciente

Come abbiamo già osservato, il fascino esercitato dalle manifestazioni paranormali deriva dal fatto che tali eventi sono stati spesso (anche se non sempre) considerati come prova della presenza, nell'essere umano, di un quid spirituale, separato e distinto dal corpo e dallo stesso io cosciente. Si tratta, ovviamente, di un'interpretazione di natura psichica, avvalorata dal fatto che i fenomeni paranormali alterano e superano le «regole del gioco» che caratterizzano tutti gli aspetti considerati normali della nostra vita terrena. Dato che uno degli aspetti normali universalmente riconosciuti, e considerato come inevitabile, è rappresentato dalla morte del corpo, l'anomalia del fenomeno paranormale può costituire una chiave per comprendere come l'io cosciente, la cui esperienza psichica in questa dimensione fisica è determinata dal funzionamento del cervello, possa continuare ad esistere anche quando il cervello smette di funzionare. Le molte esperienze di NDE, alcune delle quali riportate in questo sito, sembrano avvalorare quest'ipotesi. La morte, da questo punto di vista, dovrebbe essere considerata come un evento paranormale che riguarda ciascun essere umano: anche se non siamo in grado di spiegarci in che modo l'io cosciente possa continuare ad esistere una volta privato del supporto del cervello, l'evento potrebbe egualmente verificarsi, così come si verificano i vari fenomeni paranormali che abbiamo descritto, indipendentemente dal fatto che non riusciamo a comprendere come possano aver luogo.

Non va tuttavia dimenticato che la continuazione dell'esistenza dell'io cosciente, pur comportando il trasferimento – seppur temporaneo – dei ricordi e delle esperienze relative all'avventura della vita terrena che si conclude con la morte, implica una transizione ad una dimensione diversa da quella fisica, nella quale si sperimentano sintonie psichiche diverse rispetto a quelle umane. L'eventuale percezione di un ambiente terreno, appartenente a questo mondo o legato ai nostri ricordi di questo mondo, dovrebbe essere di norma solo temporanea, ed avere i caratteri psichici di un'esperienza soggettiva sperimentata come reale. Infatti per poter accedere in modo oggettivo alla realtà fisica di questo mondo ed alle sintonie psichiche che caratterizzano la vita umana è necessario disporre dello strumento psicofisico costituito dal corpo e dal sistema nervoso. Anche se alcuni fenomeni paranormali dimostrano la possibilità che entità di natura spiritica esercitino determinati effetti sulla realtà fisica di questo mondo, le energie necessarie per esplicare tali azioni devono essere in ogni caso prelevate dal sistema psicofisico degli esseri viventi (umani o animali).

Una volta riconosciuto tutto questo, non siamo però in grado di affermare con assoluta certezza che la sopravvivenza dell'io cosciente alla morte del corpo possa considerarsi dimostrata: la stessa aleatorietà dei fenomeni paranormali, o di esperienze come le NDE, lascia dei dubbi al riguardo, e – come si è visto – le esperienze medianiche di comunicazione con le entità dei trapassati presentano risultati controversi: se non vanno sottovalutate le testimonianze fortemente positive in merito all'identificazione delle entità comunicanti, resta l'ambiguità contraddittoria di molte altre comunicazioni. Esaminando le comunicazioni medianiche, si ha sempre l'impressione di addentrarsi in un territorio contaminato inesorabilmente da una soggettività psichica che spesso riesce a tradursi in realtà, o comunque riesce a camuffarsi da realtà in modo davvero convincente. In ogni caso la morte del corpo segna la fine della nostra vita terrena e delle esperienze psichiche che l'hanno caratterizzata.

A proposito delle sintonie psichiche sperimentate nel corso della vita umana, pur tenendo presenti le implicazioni di natura spirituale che stanno alla base di molti fenomeni paranormali, non dobbiamo dimenticare le menomazioni e le anomalie che comportano le lesioni cerebrali o determinate patologie del sistema nervoso. L'esperienza dimostra che durante questa vita, al venir meno di importanti facoltà relative alla coscienza ed alla memoria dovute ad alterazioni anatomiche o fisiologiche del sistema nervoso, non si sostituisce automaticamente un'esperienza classificabile come «spirituale». Inoltre, come abbiamo già avuto modo di evidenziare, le stesse facoltà medianiche spesso hanno bisogno, per manifestarsi, di uno stato di trance (cioè di incoscienza più o meno completa) da parte del medium. Solo facendo ricorso a pratiche contemplative e meditative, o anche tramite l'uso di sostanze psicoattive, l'io cosciente riesce in certi casi a sperimentare sintonie psichiche pertinenti alla dimensione dello spirito, ma anche queste pratiche non sono prive di rischi: non di rado i risultati ottenuti sono ben diversi da quelli sperati. L'esplorazione della psiche è comunque un processo pericoloso, anche se affascinante, poiché all'esperienza dell'io cosciente corrispondono, in questa vita, dei processi di tipo fisico, chimico ed informatico, come dimostra l'effetto dei neurotrasmettitori sul funzionamento della mente.


 

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