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                                             IL MITO DELLO SPIRITO

 

Nei tempi antichi i miti venivano creati, raccontati, creduti. Anche oggi possiamo concederci il lusso di raccontare un mito: del resto, è quello che fanno tante serie televisive. Beninteso, quello che segue è un racconto di pura fantasia. 

Prima parte: La famiglia Divine e la Human Mind Enterprise

Una famiglia di antico e nobile lignaggio, i Divine (the Divine family), gestiva un ragguardevole patrimonio, il pianeta Terra e tutto quello che ne faceva parte. Il capofamiglia, Lord Divine, aveva fondato una società, la Human Mind Inc., di cui deteneva il pacchetto azionario di maggioranza insieme alla moglie, Lady Divine. Ad entrambi erano stati attribuiti vari nomi (come vedremo la gestione dei termini veniva curata da un apposito reparto propaganda dell'organizzazione aziendale): Lord Divine era conosciuto qui da noi come Dio, il Signore, il Padre, il Logos, la Mente, e tanti altri titoli nobiliari. Lady Divine era la Dea, la Madre, la Natura, la Creazione, la Terra, ed anche a lei non facevano difetto i titoli che ne attestavano il lignaggio. Sembra anzi che buona parte del patrimonio che consentì a Lord Divine di fondare l'impresa lo avesse portato in dote la moglie, che già da molto tempo governava la Terra, mentre sulla provenienza di Lord Divine non si avevano notizie certe.

I Divine avevano avuto due figli i quali, ormai maturi, già da molto tempo occupavano posti di responsabilità nell'impresa fondata dal padre, come dirigenti di due importanti dipartimenti. Ognuno di loro aveva un pacchetto azionario di minoranza della Human Mind Inc. Quanto al carattere, difficile immaginare due personalità così diverse. Il maggiore, Mr. Evil Divine, era un tipo nervoso, asciutto, volitivo, autoritario e determinato, un lavoratore instancabile pieno di inventiva: in certe circostanze poteva anche mostrare un sottile senso dell'umorismo, nonostante ci tenesse sempre ad affermare il suo potere. Non esitava a sostenere la propria autonomia perfino nei confronti di Lord Divine, col quale ebbe alcuni scontri che rimasero memorabili. Il capo, Lord Divine, avrebbe potuto facilmente estromettere Evil dall'azienda, rilevando il suo pacchetto azionario o comunque rimuovendolo dal suo ruolo dirigenziale, ma non lo faceva, perché – si dice – sotto sotto aveva un debole per quel figlio complesso ed enigmatico che, a modo suo, aveva dato un contributo determinante al successo dell'impresa.

Il figlio più giovane, Mr. Love Divine, era certamente molto più affabile e gradevole, pieno di tatto, di riguardo e di empatia anche verso i propri dipendenti, che lo adoravano. Era soprattutto un organizzatore, molto bravo nell'armonizzare le energie di chi lavorava con lui, e riusciva ad ottenere risultati brillanti facendo sembrare come naturali, quasi banali, certe operazioni complesse il cui esito non era per niente scontato, spesso lasciando che il merito del loro successo fosse attribuito a qualcun altro. Mr. Love non ostentava mai il suo potere, e nel dipartimento della propaganda alle sue dipendenze la parola d'ordine era una sola: valorizzare ed esaltare il ruolo di Lord Divine nella gestione e nel successo dell'impresa. Anche nei confronti del fratello Evil, che perseguiva i propri obiettivi con determinazione, cercando di imporli nelle riunioni del consiglio di amministrazione, Mr. Love aveva un atteggiamento morbido, quasi conciliante (il che non di rado dava sui nervi a Mr. Evil), rimettendosi alle decisioni di Lord Divine, dopo aver pacatamente difeso le ragioni per le quali non riteneva che i piani d'azione del fratello possano essere convenienti per il successo dell'azienda.

Lady Divine non si occupava direttamente degli affari di famiglia, che lasciava volentieri alle cure del marito. Preferiva dedicare il suo tempo alla cura dei giardini e dello zoo di famiglia. Già molte volte, in passato, immani catastrofi avevano sconvolto gli equilibri del pianeta Terra, e lei aveva ereditato da sua madre l'abilità di ricreare ogni volta un mondo nuovo e ricco di forme viventi, partendo da condizioni che sembravano gravemente compromesse. Ma la recente rapida espansione della Human Mind Inc., in qualche modo, la coinvolgeva più di quanto lei stessa non avrebbe voluto. Il fatto è che Lord Divine, molto tempo prima, aveva scoperto come produrre una nuova sostanza pregiata, conosciuta e commercializzata sotto molti nomi, uno dei quali era psiche. Ma la psiche allo stato grezzo era altamente instabile, volatile, difficile da conservare e da maneggiare, e non aveva mercato al di fuori di alcuni circuiti sotterranei (ed illegali) di piccole organizzazioni che compivano esperimenti rischiosi e pericolosi. Per poter diventare un prodotto sicuro la psiche doveva essere combinata con un'altra sostanza, la coscienza, che la stabilizzava e la fissava, rendendola idonea ai processi di classificazione, stoccaggio e commercializzazione.

Affinché il processo produttivo della psiche potesse andare a buon fine, era necessario individuare al livello fisico del pianeta Terra un gruppo di organismi nei quali installare il sistema operativo che generava la coscienza, ed il sistema ricettivo al quale trasmettere le sintonie psichiche. Sotto questo aspetto l'apporto di Lady Divine fu fondamentale, dato che il suo patrimonio di famiglia comprendeva già un'ampia gamma di organismi integrati in un sistema nel suo complesso equilibrato, elastico, adattabile e creativamente vivace. Furono compiuti vari esperimenti di inserimento di forme di coscienza più o meno stabili ed efficienti in diversi organismi, ma quando si passava alla fase successiva, tentando di trasmettere sintonie psichiche di frequenze diverse, che avrebbero dovuto essere fissate dalla coscienza, i risultati erano parziali ed instabili, e nel complesso insoddisfacenti. Al di là del comportamento tutto sommato meccanicistico determinato dai programmi – peraltro notevolmente complessi – che regolavano il funzionamento naturale dei vari organismi, la gamma delle esperienze psichiche che si fissavano stabilmente nella loro coscienza era molto ridotta. Si trattava, in ogni caso, di prodotti grezzi, poco elaborati, privi di quelle sfumature e di quelle tonalità necessarie per renderli raffinati e pregiati. Lord Divine ed i suoi collaboratori compresero ben presto che era necessario progettare un sistema nel quale i prodotti psichici fissati dalla coscienza fossero rimessi in circolo più volte, subendo un processo di purificazione e di arricchimento tramite la trasmissione diretta tra vari organismi, che dovevano essere messi in grado di comunicare tra loro. Così, alla fine, tutto questo fu reso possibile quando la mente umana – una volta messa a punto – cominciò a funzionare a pieno regime.

L'esperienza psichica, una volta acquisita dalla coscienza di un umano, veniva memorizzata e poteva nello stesso tempo essere messa in circolazione mediante varie forme di comunicazione e di comportamento, innescando altre reazioni psichiche. Più il processo andava avanti e più la gamma di esperienze psichiche fissate dalla coscienza si ampliava. I tecnici della Human Mind osservarono con interesse che al crescere del numero dei soggetti umani coinvolti nelle interazioni psichiche, la varietà e la qualità delle stesse aumentavano sensibilmente. Una volta fissate dalla coscienza, le esperienze psichiche potevano essere recuperate in qualsiasi momento dai laboratori della Human Mind, che le esaminavano, le classificavano e le registravano prima di immagazzinarle. Ovviamente, non tutte le esperienze psichiche prodotte erano della stessa qualità: ve n'erano di comuni, ripetitive, dozzinali e di poco valore, e di rare, complesse e pregiate, che potevano valere una fortuna. Sebbene le esperienze psichiche, soprattutto quelle di maggior impatto, fossero registrate anche nella memoria degli umani, via via che venivano acquisite dalla Human Mind l'impatto emotivo della loro rievocazione nel ricordo umano si attenuava, fino a sbiadire.

Parte delle esperienze psichiche fissate dalla coscienza venivano lasciate all'interno del circuito umano, o vi erano reimmesse, perché erano necessarie al buon funzionamento evolutivo del sistema nel suo complesso, che altrimenti avrebbe dovuto ripartire sempre da una condizione primitiva. Il sistema produttivo degli organismi umani aveva conosciuto alti e bassi: in certi periodi il numero complessivo degli umani era in espansione, in altri si contraeva, ma solo in epoca relativamente recente si era ottenuta un'espansione di massa senza precedenti, e la produzione psichica aveva raggiunto livelli vertiginosi. A questi successi aveva dato un contributo sostanziale la rapida carriera, fino ai più alti livelli dirigenziali, di Miss Cleverness. In passato Lord Divine aveva avuto una relazione sentimentale con Lady Sophia (la sapienza), una gentildonna che non faceva parte dell'entourage gravitante intorno al pianeta Terra, e da questa relazione era nata Cleverness (l'intelligenza creativa). Lord Divine l'aveva riconosciuta come figlia propria (un boccone amaro da mandar giù per Lady Divine), e quando Cleverness ebbe l'età giusta la invitò a venire a lavorare nell'impresa di famiglia, regalandole anche un piccolo pacchetto azionario (meno del 10%).

Le straordinarie qualità di Miss Cleverness non solo la portarono in breve a dirigere uno dei principali reparti della Human Mind, ma la resero indispensabile per la gestione del materiale umano quando questo raggiunse livelli numerici dell'ordine dei miliardi. Per meglio comprendere quali fossero gli orientamenti di Lord Divine e dei suoi figli in merito alla gestione degli umani, è necessario fare un passo indietro, tornando a quegli organismi che facevano parte del patrimonio di Lady Divine, nei quali era stata instillata una forma di coscienza allo scopo di sperimentare e di elaborare vari aspetti della psiche. Nel sistema organizzativo controllato da Lady Divine la storia della vita del singolo organismo (quello che noi chiameremmo destino individuale) non aveva la minima importanza: quello a cui si prestava attenzione ed in cui si investivano risorse era l'equilibrio del sistema nel suo complesso. Venivano inoltre sfruttate le possibilità creative che si presentavano nell'evoluzione degli organismi mediante l'attività riproduttiva, con particolare riguardo per le interazioni di adattamento alle variazioni ambientali. Che un singolo organismo si sviluppasse con successo o diventasse nutrimento per un altro organismo non interessava a nessuno: del resto, tutti gli organismi erano destinati ad essere eliminati, in un modo o nell'altro. Era solo questione di tempo.

In questo contesto, gli organismi adottavano i comportamenti previsti dai programmi di sopravvivenza, ed al momento di essere eliminati accettavano il loro destino senza mostrare alcuna particolare reazione. Ma quando in una di queste specie venne inserita una coscienza in grado di trasformare in esperienza le sintonie psichiche trasmesse, si produssero alcuni cambiamenti di rilievo. Anzitutto, la coscienza si collegava alla singolarità dell'organismo, dando origine ad un io che era cosciente anche della propria esperienza di vita. Poi, quando un organismo umano terminava di vivere, altri umani tendevano a ricordarlo, ed eseguivano nei confronti di quel corpo esanime alcune attività anomale rispetto a quanto previsto in ambito naturale. Le esperienze psichiche registrate dalla coscienza modificavano dunque la condizione naturale dell'organismo umano, la cui gestione divenne di competenza esclusiva della Human Mind Inc. E, ai piani alti dell'azienda, tutto ruotava intorno al nocciolo del problema: come utilizzare il materiale umano nel modo più efficace possibile?

Nel merito, Evil Divine aveva le idee molto chiare: gli umani andavano usati (e sfruttati) in modo che producessero la più ampia gamma di esperienze psichiche, comprese quelle estreme, che peraltro risultavano anche molto quotate. Il fatto che gli umani mostrassero, nel complesso, una marcata inclinazione verso le esperienze psichiche connesse alla felicità, alla gioia ed al piacere, ed un'avversione verso il dolore e la sofferenza, era del tutto secondario ed anzi poteva essere utilizzato a vantaggio della produzione, dato che – per loro natura – gli umani potevano essere illusi e programmati praticamente a piacere. Caratterialmente, Evil aveva ereditato da sua madre, Lady Divine, l'assoluta indifferenza nei confronti del destino del singolo individuo. Le storie personali più penose avevano prodotto esperienze psichiche di prim'ordine, molto ricercate sul mercato, ed il materiale umano si rinnovava nonostante tutto, grazie al sistema riproduttivo messo a punto da Lady Divine. Evil poteva citare al suo attivo battaglie sanguinose, nelle quali centinaia di migliaia di umani avevano perso la vita, che avevano prodotto esperienze psichiche del tutto straordinarie di coraggio, di eroismo, di abnegazione, di crudeltà, di viltà e di gloria, in condizioni ambientali nelle quali un essere umano degno di questo nome non avrebbe dovuto né trovarsi, né resistere. E la semplice cessazione di una disgrazia a lungo sopportata poteva generare gioia oltre misura. Allora perché preoccuparsi degli umani? Erano (e sono) prodotti usa e getta.

Quanto alle modalità di gestione delle esperienze positive, il dipartimento diretto da Evil era pieno di risorse: bastava associare ad una sintonia psichica un certo tipo di emozione, come un'esca messa sull'amo, e – nel 90% dei casi – il gioco era fatto, perché l'io si sottometteva docilmente al fascino della psiche. Poi, tramite l'interazione tra gli umani, si potevano ottenere catene di reazioni psichiche che generavano esperienze coscienti molto interessanti: trame, conflitti, discordie, lotte di potere, illusioni e delusioni amorose, ed ogni genere di intrighi, inganni e tradimenti. Bastava, appunto, utilizzare come esca un'emozione positiva, ora di un tipo ed ora dell'altro, e tutto il resto seguiva automaticamente. E quanto più cresceva il numero di umani che potevano essere coinvolti in questo grande gioco, tanto più interessanti e pregiati risultavano i prodotti psichici che ne derivavano. Ma dove l'estro e l'inventiva di Evil e dei suoi collaboratori davano i più brillanti risultati era nell'uso delle emozioni negative: paure di ogni genere, sofferenze, angoscia, sensi di colpa, frustrazioni, avvilimenti, invidie, si inserivano nella mente e si impadronivano dell'io cosciente con straordinaria facilità, rendendolo prigioniero e privandolo, col tempo, di ogni risorsa.

La strategia di Love Divine era completamente diversa. Love era convinto che l'incremento e la qualità della produzione umana fossero agevolati da sintonie psichiche caratterizzate da una maggior fiducia nella vita: fiducia nel futuro, fiducia nel progresso, fiducia negli altri, fiducia nell'umanità e nelle capacità umane di risolvere i problemi. A questa fiducia si abbinava una notevole capacità organizzativa, sviluppata dal dipartimento di Love con l'aiuto e le risorse del reparto gestito da Cleverness. Love si rendeva conto che l'io degli umani andava sostenuto con un fondamento psichico positivo, per mettere in grado l'umanità, nel suo complesso, di funzionare a regime creando le condizioni per nuove esperienze psichiche di qualità più evoluta rispetto a quelle del passato. Il numero degli umani e le condizioni nelle quali funzionavano erano determinati dalle condizioni ambientali, dagli eventi naturali, dall'interazione con gli altri organismi viventi (compresi batteri e virus) e dai traumi che danneggiavano il corpo e la mente. Questi ultimi erano provocati in gran parte dai conflitti che le sintonie psichiche messe a punto dal dipartimento di Evil immettevano continuamente nel sistema. Love sosteneva che se il sistema umano fosse stato gestito secondo i criteri di Evil, si sarebbe autoannientato in tempi brevi, mentre con le strategie da lui stesso adottate gli umani prosperavano e si moltiplicavano.

Ma quando, durante le riunioni del consiglio di amministrazione, si dovevano prendere delle importanti decisioni, spesso precedute da vivaci confronti tra Love ed Evil, Lord Divine, dopo aver dato atto a Love della validità delle sue argomentazioni, finiva con l'avallare anche alcune delle strategie proposte da Evil, e Love doveva accettare, con un certo rammarico, le decisioni del padre. Quanto a Cleaverness, collaborava volentieri con Love, verso il quale si sentiva particolarmente bendisposta, ma quando Lord Divine le chiedeva di dare il suo apporto anche ai programmi di Evil, non poteva rifiutare. E doveva riconoscere che qualche volta non era riuscita a sottrarsi al fascino enigmatico che alcuni aspetti della complessa personalità di Evil esercitavano su di lei. La stessa Lady Divine, che – almeno in apparenza – si disinteressava di tutte le questioni relative alla gestione della Human Mind Inc., ed in particolare di quelle che riguardavano la trasmissione delle sintonie psichiche che gli umani avrebbero dovuto trasformare e stabilizzare mediante la coscienza, aveva tuttavia messo a disposizione dell'impresa lo strumento che veniva utilizzato nel processo: un cervello diviso in due parti.

E allora, come funzionava il processo? Nel sistema della grande nuvola dei cervelli umani (si veda il blog di aprile), i cervelli, dopo aver ricevuto le sintonie psichiche grezze trasmesse dalla Human Mind, le elaboravano coscientemente e le facevano circolare nell'ambito del sistema, innescando altre reazioni psichiche coscienti, che venivano infine captate dai sistemi di ricezione della Human Mind. Ma molte sintonie psichiche, pur raggiungendo il cervello, non venivano captate dalla coscienza, sfuggendo così ad ogni possibilità di controllo da parte dell'io cosciente che, nell'ambito del processo, aveva acquisito una forma di autocoscienza identitaria. Inoltre, gli unici elementi essenziali per il processo erano la coscienza e la psiche: il senso di identità individuale dell'io cosciente aveva origine dall'interazione tra questi due elementi, ed era necessario, probabilmente, affinché l'organismo umano potesse mantenersi in vita per svolgere il suo compito. Tutti, alla Human Mind, pensavano che l'io cosciente fosse un elemento accessorio, privo di importanza, la cui esistenza era limitata al periodo della vita – e nemmeno per tutta la sua durata – e poteva essere liquidata facilmente tramite alcune sintonie psichiche trasmesse al termine della vita.

Il dipartimento diretto da Love Divine continuamente elaborava e trasmetteva programmi psichici che promettevano l'eliminazione definitiva, in un futuro più o meno prossimo, di quello che gli umani consideravano male (sofferenze psichiche e mentali di ogni genere), chiedendo la collaborazione del reparto di Cleverness affinché mettesse a punto stimoli psichici idonei a trasformare il pianeta, rendendolo un mondo migliore. Ma alla Human Mind tutti sapevano che i collaboratori di Evil Divine non se ne stavano con le mani in mano, ed erano pronti a sfruttare ogni nuova opportunità che si presentava con il mutare delle circostanze per attivare sintonie psichiche negative sempre più sofisticate. Così a Love Divine era venuta la geniale idea dell'aldilà: tutto quello che gli umani desideravano, il modello di vita che sognavano, la loro aspirazione alla felicità ed alla gioia, il bisogno di relazioni umane fondate sull'armonia e sull'amore, insomma tutto quello che non riuscivano ad ottenere in questa vita – pur sentendone un'intensa esigenza – avrebbero potuto ottenerlo dopo la morte. Non si trattava di un inganno, come Evil Divine insinuò prontamente tramite adeguate sintonie psichiche. Tuttavia non c'era nemmeno una garanzia concreta, qualcosa di simile ad un contratto stipulato e sottoscritto, che l'io cosciente degli umani potesse far valere al momento opportuno (e chi lo avrebbe onorato? la Human Mind Inc.?). Forse, però, poteva essere un'opportunità.

Di fronte a questo stato di cose, gli umani si trovavano in una condizione ben strana: il loro funzionamento richiedeva la presenza (temporanea) di un io (la cui esistenza dipendeva dalla coscienza) che veniva influenzato dalle sintonie psichiche ricevute. In linea di massima le sintonie psichiche gestivano l'io senza seri problemi, producendo degli automi umani abbastanza efficienti nel loro complesso, in grado di sopportare il carico di lavoro loro richiesto, sia che fossero influenzati in prevalenza da Love Divine, sia che fossero gestiti dai programmi di Evil. Quando le cose non andavano bene, coloro che seguivano le direttive di Love Divine potevano confortarsi con le sintonie psichiche che rimandavano la remunerazione all'aldilà, mentre gli altri, quelli influenzati da Evil Divine, non prendevano nemmeno in considerazione questa possibilità: Evil, infatti, non faceva sconti a nessuno, ma pagava subito in contanti. Tuttavia, alcuni gruppi di umani erano influenzati da sintonie psichiche che prevedevano una sostanziosa retribuzione nell'aldilà anche da parte di Evil Divine, che era riuscito a far loro credere di essere il capo assoluto dell'impresa. In ogni caso, quando per un umano veniva il momento di morire, era possibile trasmettergli esperienze psichiche di un ordine completamente diverso, che permettevano all'io cosciente di svanire in modo più o meno piacevole.

Vi erano tuttavia degli umani nei quali alcune delle sintonie psichiche attivate dal dipartimento di Cleverness continuavano a funzionare coscientemente al di là delle esigenze produttive previste dai programmi della Human Mind, elaborando nuove interessanti informazioni sulla coscienza, che coinvolgevano direttamente anche l'io. Mentre i normali programmi descrivevano l'io come un soggetto dotato di coscienza, che sperimentava la vita (e le esperienze psichiche che essa comportava) mediante l'organismo psicofisico (il sistema corpo-cervello) al quale era vincolato, queste nuove elaborazioni mettevano in risalto la funzione della coscienza, identificando come io il soggetto cosciente e modificando il quadro cognitivo. Infatti, anche se ad un esame superficiale questo cambiamento non sembrava sostanziale, in realtà l'io diventava cosciente del fatto che la sua condizione esistenziale era pur sempre determinata da sintonie psichiche che lo descrivevano, lo definivano, lo limitavano e lo condizionavano: in parole povere, lo ingabbiavano nel ruolo che doveva svolgere. Invece, come soggetto cosciente, l'unico limite per l'io era rappresentato dalla qualità della coscienza stessa, che poteva evolversi fino ad esplorare dimensioni che le erano normalmente precluse. Cosa stava succedendo? 

Seconda parte: Il piano dello Spirito

Dopo Cleverness, Lady Sophia aveva partorito in segreto un altro figlio, frutto della sua relazione con Lord Divine, senza che quest'ultimo ne fosse al corrente. Questo fanciullo era stato chiamato lo Spirito, ed era cresciuto vivendo un'esistenza astratta in un mondo organizzato e gestito da sua madre, molto lontano dal pianeta Terra. L'unica che era informata sulla sua esistenza, in merito alla quale si era impegnata a mantenere il segreto, era sua sorella Cleverness. Cleverness era affezionata al fratello, con il quale non aveva frequenti contatti, dato che il suo lavoro alla Human Mind la teneva molto impegnata. Tuttavia, quando avevano occasione di incontrarsi, Cleverness raccontava allo Spirito, con ricchezza di dettagli, cosa accadeva alla Human Mind, come procedeva la produzione e quali strategie venivano adottate, ma soprattutto gli descriveva gli strani e talvolta imprevisti effetti che il processo aveva sugli umani.

Lo Spirito ascoltava affascinato i racconti della sorella. Era cresciuto con un'inclinazione all'astrazione creativa, in una dimensione nella quale le idee prendevano forma, concatenandosi tra loro in modo analogo a quanto avviene per le frasi musicali nei tempi di una sinfonia o di un concerto. Ora vedeva nella coscienza uno strumento dalle infinite potenzialità, se solo fosse stato possibile incrementarne la gamma operativa. Sotto questo aspetto, la condizione umana gli sembrava particolarmente avvilente, condizionata com'era da sintonie psichiche del tutto inadeguate allo sviluppo della coscienza. Non riusciva a comprendere come da quel caotico miscuglio di attività creative e distruttive potesse emergere qualcosa di armonioso, raffinato ed intelligentemente evoluto. Era come se una composizione musicale di elevata qualità fosse stata eseguita nel rumore del traffico cittadino nell'ora di punta, mentre un edificio lì vicino veniva demolito con i martelli pneumatici: per quanto bella fosse la musica, il suo suono si mescolava con i rumori stridenti e contaminanti che la rendevano non fruibile all'ascolto da parte di un orecchio sensibile.

Quando lo Spirito chiedeva a Cleverness perché si fosse impegnata nelle attività della Human Mind, la sorella gli rispondeva che collaborare con Love Divine le era sembrata la cosa più sensata affinché l'operazione di riconversione dell'attività umana andasse a buon fine. Purtroppo però vi era qualcosa negli interessi della famiglia Divine che le sfuggiva, qualcosa di fronte alla quale anche Love era costretto a cedere: forse un accordo segreto tra Lord e Lady Divine, in virtù del quale Evil non poteva essere estromesso dalla gestione aziendale. Ma allora – rifletteva lo Spirito – se tanti umani agivano coerentemente con le sintonie psichiche trasmesse dal dipartimento diretto da Love Divine, impegnandosi con diligenza e con dedizione nel corso della vita ad operare in collaborazione con i propri simili per il bene comune, perché mai non doveva esser loro rivelato in termini chiari, evidenti ed accessibili alla coscienza, in che modo il loro io cosciente sarebbe stato trasferito in un'altra dimensione al termine della vita, quando il cervello avrebbe smesso di funzionare?

Cleverness riteneva che questo dipendesse dal modo di funzionare del cervello, il quale, in ogni caso, non poteva essere trasferito in un'altra dimensione, ed era programmato solo in funzione della propria sopravvivenza terrena. Ogni umano, poi, aveva un cervello tarato in modo più o meno diverso dagli altri, e gli archivi (così Cleverness chiamava i depositi in cui erano immagazzinate le esperienze psichiche degli umani) erano pieni di ogni genere di eventi psichici. Molti umani si comportavano in modo esemplare (in accordo con quanto richiesto da Love Divine) pur senza credere nella sopravvivenza, ma solo perché il codice etico che era stato loro trasmesso (anch'esso messo a punto dal dipartimento di Love) li faceva funzionare così. Molti altri credevano nell'aldilà senza aver bisogno di nessuna prova, ma solo perché era stato loro così insegnato.

Lo Spirito era perplesso: non voleva in alcun modo farsi coinvolgere nelle questioni interne della Human Mind Inc., e soprattutto nei contrasti tra Evil e Love, come era accaduto a Cleverness. Inoltre non desiderava che la sua identità fosse rivelata, perché questo avrebbe significato la fine della sua libertà e della sua autonomia. D'altra parte, il potenziale delle esperienze accessibili alla coscienza lo interessava molto, ma non riusciva a capire in che modo la coscienza degli umani potesse essere svincolata dal cervello, la cui gestione operativa era di esclusiva competenza della Human Mind. Decise dunque di studiare il problema, impegnandosi a fondo nella questione. Con pochi fidati collaboratori fondò una piccola società, la Spirit Life, in cui fu coinvolta anche Cleverness, la quale doveva svolgere il ruolo di informatrice in merito a quanto accadeva ai piani alti della Human Mind.

Alla Spirit Life, i collaboratori dello Spirito riuscirono a connettersi con alcuni cervelli umani e scoprirono un fatto molto interessante: per secoli e secoli le sintonie psichiche acquisite dalla coscienza degli umani avevano dato pochissime informazioni in merito alla loro dipendenza dal funzionamento cerebrale. Il cervello, pur essendo costantemente attivo, non era cosciente della propria esistenza e del proprio modo di funzionare. L'io cosciente poteva forse essere considerato come un tentativo, compiuto dal cervello, di simbolizzare la propria esistenza individuale, ma era sempre tenuto all'oscuro di ciò che realmente accadeva nel cervello (e nel resto del corpo). Nel caso in cui i miliardi di neuroni del cervello avessero avuto una loro forma di coscienza autonoma, questa coscienza era totalmente scollegata da quella dell'io. Solo l'io cosciente era collegato alle esperienze psichiche, che comunque erano sintonizzate dal cervello. La presa di coscienza, da parte dell'io, della dipendenza dal funzionamento del cervello non solo delle esperienze psichiche, ma anche della stessa coscienza e della propria esistenza, era un evento molto recente. Dunque molte cose relative al funzionamento mentale sfuggivano alla coscienza umana.

Era chiaro che vi era una correlazione tra il trascorrere del tempo, generazione umana dopo generazione, e la qualità delle sintonie psichiche che diventavano accessibili alla coscienza. Le conoscenze relative al funzionamento del cervello, in ogni caso, rappresentavano un radicale cambiamento rispetto alle sintonie psichiche sperimentate fino ad allora (nel blog di giugno viene definito come un cambiamento copernicano). Cleverness confermò di esser stata lei l'ideatrice di questa nuova strategia, e di esser rimasta sorpresa quando, dopo averla proposta al consiglio di amministrazione della Human Mind, aveva ricevuto l'incondizionato appoggio di Evil Divine, mentre Love Divine l'aveva accettata con qualche riserva. Comunque, Lord Divine l'aveva approvata, e così era stata subito messa in atto. L'obiettivo era quello di verificare quali nuove potenziali esperienze psichiche potevano derivare da un circuito che – per così dire – si autoalimentava tramite la coscienza delle proprie dinamiche funzionali.

Alla Spirit Life erano convinti che alla Human Mind, ed in particolare al dipartimento di Love Divine, fossero ben consapevoli del fatto che tutto il complesso delle esperienze psichiche, della stessa coscienza e dell'io, che per secoli era stato possibile attribuire, tramite una semplice sintonia psichica, ad un quid ingenuamente chiamato anima, distinto dal corpo e considerato, per sua natura, immortale, alla luce delle nuove conoscenze diventava un prodotto del funzionamento del cervello, in merito al quale ogni pretesa di sopravvivenza alla morte del corpo veniva meno. Così ogni promessa di un aldilà gratificante diventava molto più difficile da difendere, e l'esperienza della vita terrena diventava, per la coscienza umana individuale, la sola possibile. Ma lo Spirito scoprì che c'era un punto debole in quel sistema, una breccia che poteva essere utilizzata per trasferire la coscienza, una volta che avesse raggiunto un sufficiente livello di stabilità, nell'ambito del sistema operativo che la Spirit Life stava mettendo a punto. Infatti il cervello era indispensabile per generare l'esperienza umana cosciente nell'ambito fisico del pianeta Terra, ma la coscienza poteva essere trasferita in un'altra dimensione dopo esser stata separata dal supporto funzionale del cervello. «Dunque – disse lo Spirito – lasciamo pure che il cervello produca la coscienza: ce ne occuperemo poi, quando il cervello smetterà di funzionare». Del resto, alla Human Mind erano interessati alle esperienze psichiche coscienti prodotte dagli umani nel corso della vita, mentre erano indifferenti al destino della coscienza quando il ciclo vitale del cervello terminava.

Si doveva però affrontare il problema di come stabilizzare la coscienza per poterla trasferire in un'altra dimensione. Infatti la coscienza non poteva essere attivata in mancanza di un soggetto, quell'io cosciente che nella dimensione umana costituiva il fondamento della personalità individuale. Senza la continuità, almeno temporanea, dell'io cosciente e delle memorie di riferimento alla sua precedente vita terrena, l'aspetto individuale della coscienza sarebbe immediatamente evaporato, dopo il trapasso, in una forma di coscienza cosmica indifferenziata. Ma affinché la forma individualizzata della coscienza potesse essere trasferita stabilmente nell'altra dimensione era necessario che l'io cosciente fosse disponibile a collaborare con lo Spirito già nel corso della vita umana. Alla Spirit Life si impegnarono dunque per risolvere questo problema. La prima cosa che decisero di fare fu di inviare agli umani segnali decifrabili sull'esistenza di altre dimensioni. Analoghi segnali, di vario tipo, erano stati inviati anche in passato, fin dagli albori dell'esperienza umana, ed erano sempre stati inquadrati nell'ambito delle esperienze psichiche riferite alla natura spirituale attribuita all'anima umana. Sia Evil che Love Divine avevano trasmesso a profusione esperienze psichiche connesse con gli spiriti, con l'aldilà e con le anime dei morti, esperienze che erano state digerite dalla coscienza umana ed integrate nelle varie culture.

Mediante quelle sintonie psichiche il soggetto recettore, l'io, poteva sperimentare – in uno stato non ordinario di coscienza amplificata – dimensioni alternative che gli facevano percepire la propria indipendenza dal corpo fisico. Non era ancora attiva, nei confronti di quest'interpretazione, la barriera rappresentata dalla necessità di attribuire all'attività cerebrale qualsiasi sintonia psichica sperimentata dalla coscienza. La complessità magica del sistema psicofisico, del corpo e del cervello, divenne in seguito una costante fin troppo evidente di tutte le esperienze psichiche: anche quando l'io riusciva a fare esperienze che lo trasportavano in altre dimensioni, finiva sempre col tornare nel corpo fisico. Finalmente qualcuno, alla Spirit Life, ebbe un'idea geniale: era necessario giocare a carte scoperte, per così dire, dando all'io cosciente l'opportunità di partecipare al gioco, se ne aveva l'intenzione e se ne era capace. L'io doveva esser messo nelle condizioni di poter mettere a fuoco la coscienza su due elementi fondamentali: il primo era dato dalla capacità del cervello di determinare esperienze psichiche del tutto anomale e fantastiche, che venivano percepite come (soggettivamente) reali; il secondo era costituito dalla realtà (oggettiva) di fatti strani, meravigliosi ed inspiegabili.

Se il cervello poteva determinare sintonie psichiche così strane, varie ed anomale, come quelle che potevano essere sperimentate – per esempio – usando sostanze psicoattive, qualsiasi evento diventava, per l'io cosciente, la rappresentazione percettiva di qualcosa che restava, in sé, misterioso: ogni evento che veniva interpretato convenzionalmente in un certo modo dalle persone normali, tramite sintonie mentali concordate, poteva essere sperimentato da un io cosciente in modo del tutto diverso. La morte, in particolare, presentava aspetti molto interessanti sotto quest'aspetto: il cervello era in grado di determinare variazioni spazio-temporali che potevano trasportare l'io nell'eternità. Ma la stessa esperienza umana del cervello veniva trasformata, in quanto alla usuale e scontata rappresentazione fisica se ne sostituiva un'altra, per effetto della quale l'io cosciente si sentiva immerso nella contemplazione estatica di un infinito misterioso e seducente.

Quanto ai fatti strani, meravigliosi ed inspiegabili, essi coprivano l'ampia gamma dei fenomeni fisici medianici, degli eventi definiti come paranormali, degli avvistamenti di UFO, e simili. Molti di questi fatti potevano essere considerati come oggettivi, in quanto testimoniati da una plurallità di persone ed anche da strumenti di registrazione. La loro importanza, per la coscienza e per l'intelligenza umana, andava attribuita alla ricerca delle cause: o si riconosceva al cervello umano una componente non fisica in grado di causare effetti straordinari anche sul mondo fisico, oppure si doveva accettare l'esistenza di entità aliene, capaci di interagire col mondo fisico tramite le risorse psicofisiche di alcuni organismi umani. Anche in questo caso, il sistema psicofisico umano risultava ben più complesso di quanto le normali sintonie psichiche non lasciassero intendere. Nel caso dei fenomeni medianici, l'intelletto umano era chiamato a dare una risposta a queste domande: cosa erano gli spiriti? in cosa un medium ad effetti fisici era diverso da un normale essere umano? Era possibile rispondere a queste domande sulla base delle normali conoscenze fisiche, anatomiche, biologiche e fisiologiche sul funzionamento dell'organismo umano? No.

L'io poteva così cominciare a prendere coscienza della possibilità di una propria esistenza autonoma, ancora vincolata a quella del corpo, ma non in quella forma di dipendenza assoluta ed inderogabile dall'organo cerebrale che le sintonie psichiche dominanti davano per scontata. Vi era, inoltre, una novità di rilievo nel rapporto – per così dire, contrattuale – che lo Spirito, tramite la Spirit Life, intendeva proporre all'io cosciente. Infatti, nel corso della vita umana, l'io era sempre stato considerato dalla Human Mind come un elemento accessorio, insignificante, quasi inutile, che poteva facilmente essere gestito tramite le sintonie psichiche che lo irretivano mediante la coscienza: il dipartimento alle dipendenze di Evil Divine escogitava con disinvolta trasparenza, e senza riguardi, ogni sorta di trappole psichiche finalizzate a sottomettere l'io al proprio servizio. Ma anche il dipartimento diretto da Love, pur usando strategie psichiche più raffinate, e non prive di una certa ipocrisia, in fin dei conti cercava di neutralizzare l'io, in virtù del felice esito di un progetto di evoluzione collettiva dell'umanità (del quale l'io cosciente era considerato come uno strumento). E – i fatti parlavano chiaro – Love non era mai riuscito a neutralizzare Evil.

Invece quello che lo Spirito proponeva all'io cosciente era di partecipare alla creazione di un mondo nuovo in un'altra dimensione: lo Spirito riconosceva all'io una facoltà creatrice, e gli chiedeva di metterla a frutto, impegnandosi alla pari, in autonomia o in collaborazione con altri, per contribuire alla realizzazione di qualcosa di inedito, di fantasioso, di armonioso e sublime, e soprattutto libero dai contrasti e dai conflitti di cui era intriso l'ambiente umano. Sebbene la gestione del progetto fosse affidata alla Spirit Life, veniva riconosciuta all'io una compartecipazione azionaria commisurata al suo impegno, ed in ogni caso gli veniva lasciata libertà di azione nel proprio ambito operativo, con la sola condizione che la sua libertà creativa non danneggiasse quella degli altri operatori. Ma, prima di poter sottoscrivere il contratto, l'io cosciente doveva liberarsi dall'assoggettamento alle sintonie psichiche prevalenti nella dimensione umana (quelle gestite dalla Human Mind Inc).

Non era una cosa semplice: non si poteva utilizzare la volontà per contrastare alcune sintonie psichiche con altre (come quelle messe a punto dal dipartimento di Love Divine per neutralizzare quelle trasmesse da Evil), anche se alcune strategie di bilanciamento tra sintonie diverse potevano essere adottate. Si trattava piuttosto di spegnere, o di limitare, il funzionamento di alcune parti del cervello, in modo che l'io non fosse più coinvolto dagli effetti dominanti della psiche, in particolare a causa di certi comandi e desideri. Alla Spirit Life avevano messo a punto alcuni programmi che l'io poteva utilizzare nel suo percorso di liberazione, e che gli venivano trasmessi – dietro sua richiesta – quando si rivolgeva allo Spirito per ottenerne aiuto. Così in qualche caso l'io cosciente, dopo essersi liberato dal guscio della vita umana, riusciva nell'impresa di associarsi allo Spirito per prender parte al progetto di creazione di un mondo libero nella dimensione gestita dalla Spirit Life. Alla Human Mind, quando vennero a sapere del progetto dello Spirito, non se ne preoccuparono più di tanto, perché il numero degli umani che venivano sottratti al processo produttivo della psiche era talmente esiguo da risultare irrilevante per gli obiettivi aziendali.

Lo Spirito chiese a sua sorella Cleverness di indagare su quale fosse, secondo i programmi della Human Mind, il destino dell'io cosciente degli umani quando il corpo moriva. Cleverness gli rispose di non saperlo, perché tutto quello che aveva a che fare con la coscienza veniva gestito da un dipartimento alle dirette dipendenze di Lord Divine, inaccessibile a chiunque altro, la cui stessa ubicazione era segreta. Lei riteneva che l'io cosciente di alcuni umani continuasse ad esistere da qualche parte anche dopo la morte del corpo, ma non pensava che questo accadesse per tutti gli umani. Tuttavia, quando un umano era in procinto di morire, il suo cervello poteva attivare sintonie psichiche molto elaborate, che trasportavano l'io cosciente in una dimensione fuori dal tempo, facendo in modo che evaporasse immerso nella felicità. Quanto a quelle che gli umani consideravano comunicazioni provenienti dagli spiriti degli umani sopravvissuti nell'aldilà, Cleverness era del parere che, avendo accesso agli archivi psichici, tanto i collaboratori di Evil quanto quelli di Love avrebbero potuto trasmettere qualsiasi cosa. Disse comunque al fratello che avrebbe cercato di indagare più a fondo, e avrebbe redatto un memorandum al riguardo.

Così, grazie alla collaborazione tra Cleverness e lo Spirito, all'io cosciente era finalmente offerta l'opportunità di liberarsi dalla soggezione alle forze psichiche che avevano sempre condizionato la sua esperienza della vita umana – al punto di dover sempre fare affidamento sulla benevolenza di qualche forma di superiore autorità per poter eventualmente aspirare ad un'esistenza più felice e duratura – per impegnarsi creativamente in un'impresa che lo coinvolgeva e lo riconosceva come un partner autonomo e responsabile. E questo era davvero un grande passo avanti! C'è poi chi dice che lo stesso Lord Divine fosse stato sempre consapevole dell'esistenza di questo suo figlio segreto, lo Spirito, e che guardasse con molta simpatia al progetto della Spirit Life, che trovava quanto mai interessante.


 

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