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Le comunicazioni del Cerchio Firenze 77

Un consistente corpus di messaggi medianici

I messaggi medianici ottenuti tramite il medium Roberto Setti (1930-1984) da un gruppo dapprima ristretto, e poi via via sempre più ampio, di ricercatori e partecipanti assidui o occasionali alle sedute (che negli anni '70 prese il nome di Cerchio Firenze 77), nel corso di oltre un trentennio, costituiscono un corpus molto ampio ed articolato. Fin dagli anni '50, le comunicazioni furono registrate su nastro e poi trascritte, per essere distribuite privatamente. A partire dal 1977 furono pubblicate in una serie di volumi, tutti editi dalle Edizioni Mediterranee, aventi come autore il Cerchio stesso, sotto la guida di alcune delle entità comunicanti. I primi quattro volumi (nell'ordine: Dai mondi invisibili, Oltre l'illusione, Per un mondo migliore e Le grandi verità ricercate dall'uomo) videro la luce mentre il medium era ancora in vita. Altre raccolte di insegnamenti a tema (ovviamente ricevuti quando il medium era ancora in vita) furono pubblicate negli anni seguenti da Luciana Setti, sorella del medium, o dalla cosiddetta Scuola del Cerchio Firenze 77. Per quanto riguarda i temi trattati in questo blog, faccio riferimento a quanto riportato nei primi quattro libri.

La lettura di questi libri è particolarmente interessante e la consiglio caldamente, anche perché permette di rendersi conto non solo delle straordinarie facoltà di Roberto Setti, delle sue doti umane e del suo assoluto disinteresse – che potrebbe essere definito come «spirito di servizio» – ma anche delle particolari atmosfere che venivano a crearsi nel corso delle sedute, al di là dei fenomeni prodigiosi che pur si verificavano. Molti dei messaggi delle entità (alle quali membri del Cerchio si riferifevano chiamandole Maestri, e considerando le comunicazioni alla stregua di insegnamenti) si leggono volentieri, risultando edificanti, stimolanti e convincenti soprattutto sotto il profilo etico, e non di rado sono permeati di ironia e di un certo bonario sarcasmo, soprattutto quando prendono di mira le convenzioni e le ipocrisie sociali, ed i condizionamenti culturali che ne derivano. I messaggi di argomento filosofico-esoterico sono più difficili da comprendere e da digerire, anche se in genere (ma non sempre) sono esposti in modo sufficientemente chiaro e ben argomentato. Ognuno può valutare per proprio conto quanto di queste comunicazioni pensa di poter condividere, e soprattutto quale utilità ritiene che possano avere per la sua vita e per l'evoluzione del suo io cosciente o del suo spirito: i Maestri non sollecitano mai l'approvazione (e meno che mai la conversione), né hanno come obiettivo quello di convincere.

Per quanto mi riguarda, prenderò in esame i messaggi di queste entità per vedere quali informazioni se ne possono trarre in merito ai seguenti temi, che rientrano tra quelli ai quali questo blog è dedicato: 1) la liberazione dell'io cosciente dall'identificazione con le sintonie psichiche che lo controllano nel corso della vita umana; 2) la realazione che può instaurarsi tra l'io e lo spirito che gli è associato (la cui coscienza è di norma separata da quella dell'io) durante la vita; 3) la sopravvivenza dell'io cosciente alla morte del corpo (e la sua eventuale fusione con lo spirito); 4) la vita e l'evoluzione dello spirito, ed il significato della vita umana (con particolare riguardo al ruolo dell'io cosciente) per lo spirito.

La visione teosofica

Fin dall'inizio (Dai mondi invisibili, pag. 139 e seguenti), l'interpretazione dell'essere umano, della sua vita sulla Terra e dell'esistenza dello spirito nello stato di incarnato e disincarnato, quale ci viene presentata dalle entità, è in perfetto accordo con la visione teosofica, tanto da sembrare un'esposizione sintetica delle teorie esposte, in modo molto più ampio e completo, dalla Teosofia. Spiegare in cosa consista la visione teosofica è un compito impegnativo: per averne un'idea, rimando alla lettura dell'articolo Che cos'è la Teosofia? (scaricabile dalla Biblioteca) scritto nel 1879 da Helena P. Blavatsky, che può essere considerata la fondatrice del movimento teosofico moderno. Nell'ambito di tale sistema di conoscenza esoterica, l'individuo umano – considerato come spirito incarnato – è formato da quattro corpi: il corpo fisico ed il suo doppio eterico, il corpo astrale, il corpo mentale ed il corpo akasico o causale. Ognuno di questi corpi è attivo in una propria dimensione, chiamata piano, dunque avremo il piano fisico, il piano astrale, il piano mentale ed il piano akasico. La descrizione di ognuno di questi piani, ed il funzionamento del corrispondente corpo tanto durante la vita del corpo fisico (e del cervello), quanto una volta che il cervello abbia smesso di funzionare, sono oggetto di una trattazione particolarmente accurata e complessa – e per vari aspetti affascinante – nell'ambito del sistema teosofico, ma qui mi limiterò ad esporre la versione semplificata che ne hanno dato le entità del Cerchio Firenze 77.

I piani e i corpi

Lo spirito emanato, o scintilla divina, nel suo aspetto individualizzato viene genericamente chiamato, dalle entità, individuo. «Il piano akasico è... immediatamente successivo a quello mentale ed immediatamente precedente a quello spirituale... ogni essere qui sente di appartenere al Tutto, e di essere un'unica cosa con tutto il resto dell'Emanazione e, nello stesso tempo, di essere se stesso come mai lo ha provato prima. Da questo piano si riversano sugli altri piani di esistenza, un amore sconfinato ed una comprensione senza limiti. Questo, quindi, è il piano della Fratellanza universale, dell'Amore, il piano dove un giorno tutti vivranno coscientemente... Il corpo akasico dell'individuo è il corpo formato appunto dalla materia di questo piano, quel corpo che serba in sé tutte le esperienze avute nelle varie incarnazioni; quel corpo che si costituisce man mano che l'individuo evolve». Quando l'individuo si deve incarnare, si riveste progressivamente di un corpo mentale, di un corpo astrale e di un corpo fisico. Ognuno di questi corpi funziona, come si è detto, nel piano corrispondente.

«Il piano mentale, nella sua immensa sottigliezza di materia, ha sette suddivisioni stabilite rispetto alla diversa sua densità. Una particolarità che si nota in questo piano è la grande elasticità delle forme che sono immensamente più malleabili di quelle del piano astrale. Il quadro che si presenta a chi acquista visione cosciente di questo piano è meraviglioso, sublime! Forme e colori straordinari, dalle più tenui sfumature ai contrasti più accesi... il corpo mentale di un individuo, è quel corpo che traduce gli impulsi della coscienza individuale in immagini o bagliori, secondo la natura di questi impulsi, e queste immagini o bagliori sono definiti da voi pensieri i quali, ricevuti dal cervello fisico, sono tradotti in parole... il corpo fisico è quel veicolo capace di comunicare con i simili a mezzo di atti o di parole. Ma come il corpo fisico non è l'individuo stesso, altrettanto non lo è il mentale. L'individuo è il pensatore, colui che pensa, e che non va confuso con il veicolo mentale».

Sorge, per il piano mentale così come piano astrale, un problema che evidenziamo subito, e che approfondiremo tra poco, in merito al quale le entità così si esprimono: «L'esistenza dell'individuo su questi piani non può essere intesa come uno spostarsi dell'individuo da un piano all'altro; significa, invece, avere in ciascun piano un corpo in formazione o in attività... Se mai, si deve distinguere tra esistenza inconsapevole ed esistenza consapevole. La prima è quella esistenza che per poca evoluzione, quindi scarsa capacità dei veicoli, non dà la visione di quanto circonda i vari corpi; la seconda, invece, dà la visione e la percezione di quanto accade nei vari piani in cui sono i veicoli... L'esistenza individuale si svolge in diversi livelli: in modo consapevole nel piano fisico e in modo inconsapevole nel piano astrale a livello di sensazione, emozione, desiderio; nel piano mentale a livello istintivo, intellettivo e supernormale, per raggiungere, infine, il livello della piena coscienza individuale».

Per quanto concerne il piano astrale: «La più grossolana materia che non appartenga al piano fisico, è su un mondo da noi definito astrale... Il mondo astrale è molto simile a quello fisico, anche perché moltissimi veicoli astrali ricalcano esattamente quelli fisici. Qui non esiste materia opaca, ma ogni oggetto ha una lucentezza ed un colore particolare... Che dire degli abitatori del piano astrale? Ve ne sono moltissimi. Dagli spiriti elementari e costruttori della natura, dai veicoli di individui incarnati o disincarnati, ve ne sono di tutte le specie: socievoli e scontrosi, timidi e feroci, gentili e scortesi, moltissimi. Un individuo che viva coscientemente nel piano astrale, vede tutto questo e ha davanti a sé un mondo vastissimo e meraviglioso... Il veicolo astrale di un individuo è quel corpo che trasforma quanto proviene dal mondo fisico, o dall'astrale stesso, in sensazioni trasmesse alla mente che le raccoglie e le cataloga... La particolare natura del corpo astrale... fa sì che l'individuo abbia più intense e più gradite certe sensazioni piuttosto che altre e, naturalmente, desideri quelle; in altre parole l'anima umana, secondo l'evoluzione dell'individuo, dirige l'attività dei suoi veicoli inferiori verso determinati campi che le procurino esperienze necessarie al fine di evolvere».

Il piano fisico ed il corpo fisico sono quelli che ben conosciamo durante la vita umana. Per incarnazione si intende «...quel processo che collega la vita dell'individuo con una qualunque forma di vita nel piano fisico... Individuo, pertanto, è anche colui che, per poco sviluppo o poca evoluzione, ancora non si incarna come uomo, ma è collegato alla manifestazione di una qualche forma dei tre regni naturali (minerale, vegetale, animale). Microcosmo è, per eccellenza, l'individuo che è giunto allo stadio di evoluzione umana; l'uomo, in poche parole». A questo punto, siccome il nostro punto di vista è legato alla condizione umana, prima ancora di affrontare il problema della coscienza noi ci domandiamo come funziona tutto questo meccanismo dei piani e dei corpi, e per quale scopo è stato messo a punto. La spiegazione data dalle entità non è del tutto chiara, ma – integrandola con qualche cognizione tratta dalla Teosofia – siamo in grado di presentare un quadro interpretativo del processo.

Lo spirito, emanato come scintilla divina, non è cosciente: «Evoluzione, per l'individuo, significa sviluppo della coscienza individuale ed è di natura personale ed interiore,quindi estremamente difficile a comprendersi... La Scintilla Divina, staccandosi dall'eterno fuoco per venire ad animare una forma fisica, attraversa tutti i piani di esistenza rivestendosi di ciascuna materia». Nel mondo fisico si sviluppano dapprima la sensazione ed il desiderio, che formano e trasformano la materia del piano astrale: «Il desiderio e la sensazione sono bene sviluppati negli animali, ed in essi comincia a vibrare la materia mentale, poiché si cerca il modo di assecondare il desiderio e la sensazione». Ma poi, mediante l'evoluzione, la mente prevale: «Durante la vita umana, la mente si stacca dal desiderio e, anziché assecondarlo, lo soggioga. Comincia così a vibrare il vero Sé, lo Spirito, che, all'apogeo della scala evolutiva, si unirà con la mente od anima umana divinizzando l'uomo. Così si svolge l'evoluzione del creato». Questo processo è affine a quello che io ho indicato come percorso di liberazione dell'io cosciente nei confronti della psiche che lo controlla, e con la quale tende ad identificarsi.

Perché le cose debbano andare in questo modo non è dato di saperlo: d'altra parte si arriva sempre, nel tentativo di comprendere questi processi, ad un punto nel quale bisogna riconoscere che le cose stanno così perché stanno così, e basta. Lo stesso si può dire per la vita umana. Se qualcuno vuole attribuire questo alle leggi divine, è libero di farlo, e a buon diritto! Va tenuto presente che ognuno dei piani ai quali si fa riferimento nel sistema teosofico è presente contemporaneamente gli altri, essendone separato solamente da qualcosa di simile a quello che è la frequenza per le onde elettromagnetiche che affollano la dimensione che noi chiamiamo etere. E così come sul nostro pianeta si è verificato un processo evolutivo che ha trasformato un mondo magmatico dapprima in un mondo di acque e di rocce, poi in un mondo con forme di vita sempre più complesse, anche nel piano astrale e nel piano mentale si sarebbe verificato qualcosa di analogo. Infatti, inizialmente non esistevano né sensazioni, né desideri, e meno che mai processi mentali. Si potrebbe dire che, nel loro insieme, il piano astrale ed il piano mentale costituiscono quello che io ho chiamato il mondo psichico.

Il ciclo dell'incarnazione: il piano fisico ed astrale

Prima di una nuova incarnazione, lo spirito (o quello che le entità chiamano l'individuo) si trova nel piano akasico (o piano della coscienza pura), in una condizione di beatitudine nel caso in cui il suo corpo akasico sia già sufficientemente evoluto, altrimenti in uno stato di torpore nel quale rivede le esistenze di cui ha già fatto esperienza. In ogni caso «...al momento della nuova reincarnazione... vi è un periodo di preparazione, un periodo in cui (l'individuo), per così dire, muore a questa consapevolezza, perché quando si riveste di nuova materia mentale... è come assopito. Ad ogni nuova incarnazione, si forma un nuovo corpo mentale, un nuovo copro astrale, un nuovo corpo fisico. L'akasico è quello che rimane sempre. E questi nuovi corpi che si formano hanno in sé delle prerogative, delle particolarità che vengono ereditate dalle precedenti incarnazioni... Mentre il nuovo corpo fisico è in formazione, già si sa che quel corpo che sta per animarsi nel piano fisico è destinato a quella e a quella sola entità...».

Una volta nato il nuovo essere umano, l'unico corpo attivo è quello fisico. In seguito «il veicolo che per primo risponde agli impulsi del corpo fisico è il corpo astrale: cioè il bambino ha sùbito delle sensazioni, sia pure per quanto riguarda soltanto la sua vita vegetativa, freddo, caldo, fame, ecc. Poi il bambino cresce e comincia ad avere dei desideri, cioè ha trovato il completo contatto con il suo corpo astrale. Successivamente si ha il contatto con il corpo mentale, ed il bambino comincia ad avere dei pensieri ben distinti ed i primi ragionamenti...». Viene data anche un'indicazione circa i tempi: «In genere, possiamo dire che a sette anni vi è già il completo contatto, e a buon punto è lo sviluppo del corpo astrale, a quattordici anni del corpo mentale, a ventuno del corpo akasico o coscienza. Lo sviluppo è sempre posteriore al contatto... le età dei contatti possono variare da individuo ad individuo: certo è che l'uomo ha raggiunto il suo completo sviluppo quando entra in contatto diretto con la coscienza, con il suo corpo akasico che – adombrato dal corpo mentale nuovo per ogni incarnazione – non può comunicare il ricordo diretto delle vite passate, ma comunica all'inconscio del nuovo essere il succo delle esperienze trascorse, sì che in ogni incarnazione l'individuo amplia la sua coscienza e non torna mai indietro nell'evoluzione».

Qui non è chiaro l'uso che viene fatto del termine coscienza, che certamente non indica la consapevolezza, dato che gli umani sono coscienti ed autocoscienti già nell'infanzia. Il riferimento al corpo akasico sembra voler collegare la coscienza ad un'influenza da parte dello spirito che, come detto subito dopo, comunica con l'inconscio. Siccome non viene fatto alcun cenno al cervello ed al suo funzionamento, non si comprende in che senso viene utilizzato il termine inconscio. Anche il processo di sviluppo dei corpi astrale e mentale non viene meglio spiegato: noi conosciamo lo sviluppo del corpo fisico, che dapprima cresce in vigore ed efficienza, poi – raggiunta la maturità – comincia a declinare, fino al rapido decadimento della vecchiaia avanzata. Ma in che modo si sviluppino i corpi astrale e mentale possiamo solo intuirlo, a meno di non possedere risorse non ordinarie.

Comunque, la vita umana, in quanto vita mediante il corpo fisico, termina col trapasso: «L'Entità, dopo il trapasso del corpo fisico, sosta vicino a questo per un po' di tempo ed è grandemente disturbata dalle scene di pianto degli astanti: spesso, in questo suo primo contatto con un piano di esistenza diverso, l'individuo è aiutato dalle persone care trapassate prima di lui, che cercano di distaccarlo dalla vista del suo corpo fisico. Se il trapasso è stato violento, l'individuo non si rende subito conto del cambiamento di stato: poi sopravviene una sorta di sonno con sogni, durante il quale il trapassato entra in una sommaria visione della vita trascorsa». La coscienza si trasferisce dal corpo fisico al corpo astrale, e quello che viene percepito non è più il mondo fisico, ma il piano astrale: «Dinanzi ai suoi occhi si apre un mondo non molto dissimile da quello fisico, ma che ha un'impronta diversa: l'essenza del piano astrale ha la particolarità di modellarsi sotto l'impulso delle emozioni, delle sensazioni, dei desideri di ciascuno. Così ognuno si costruisce un suo mondo apparentemente solido, colorato, con profumi, temperature, suoni». Evidentemente l'individuo si viene a trovare in una condizione simile a quella di un sogno cosciente molto intenso, nel quale la realtà soggettiva si conforma alle emozioni che devono essere sperimentate ed ai desideri che devono essere soddisfatti.

«Nel piano astrale troviamo ambizioni di tutte le categorie sociali: creature che furono sacerdoti di qualche religione, non mosse da vocazione, ma da ambizione, qui, nel piano astrale, si creano chiese e monasteri dei quali essi si immaginano di essere reggenti; uomini politici che si figurano capi di governo, vanitosi che si creano una corte ammirante le loro bellezze e così di seguito». Questa fase soggettiva dura per un periodo più o meno lungo: anche se la percezione del tempo nel piano astrale è diversa da quella nel piano fisico, la fase dell'appagamento dei desideri può prolungarsi per anni o addirittura per decenni. Subentra poi una fase che si potrebbe definire della realtà astrale oggettiva: «Fino a che l'entità non si svincola dai suoi desideri, dalle sue fantasie, da certe aspirazioni inappagate, permane nel piano astrale. Infine, quando l'entità ha elaborato tutti i suoi sogni e i ripensamenti della vita fisica, non ha più il desiderio di perdersi nelle fantasie che si traducono così bene in forme da sembrare un mondo reale, e si desta ad una nuova consapevolezza. Il suo corpo astrale si è liberato dalla materia più densa e comincia a spaziare un orizzonte più ampio: viene a contatto con la vita del piano astrale».

Segue una descrizione delle entità che abitano il piano astrale: «L'individuo può vedere così, oltre agli abitatori temporanei di quel piano che sono entità di passaggio come lui, gli abitatori permanenti che sono gli spiriti cosiddetti elementari i quali hanno una loro forma propria, una forma che deriva dalla funzione che essi svolgono. Sono forze intelligenti personificate, strumenti delle leggi divine, atti a costituire il corpo astrale ed il corpo fisico degli individui in modo consono allo sviluppo che questi debbono conseguire. Incontra gli aiutatori astrali, che sono entità le quali hanno la missione di aiutare a staccarsi e ad abbandonare il piano astrale...». Alla fine, anche il piano astrale viene abbandonato: «In questa regione del piano astrale, l'individuo sosta quel tanto necessario al decadimento di tutti i gusci del suo corpo astrale: abbandonato completamente il corpo astrale, evento simile alla morte del corpo fisico, l'individuo si trova sulle soglie del piano successivo a questo, il piano mentale, che prima di allora non aveva percepito. Infatti, coloro che hanno la loro consapevolezza nel piano astrale possono seguire ciò che accade nel mondo fisico, ossia nel piano immediatamente più denso, ma non hanno percezione degli altri piani più sottili, così come vivendo nel piano fisico non si ha idea del sussistere di altri piani di esistenza».

Se qualcuno volesse farsi un'idea più completa di come la Teosofia descrive il piano astrale e le entità che vi dimorano, stabilmente o temporaneamente, lo invito a leggere Il corpo astrale, una sintesi di tutti i riferimenti al piano astrale contenute nei testi scritti dai principali esponenti della Tesofia, redatta nel 1926 da Arthur E. Powell (1882-1969). Il libro può essere scaricato dalla Biblioteca, e – come sempre accade – l'originale offre molto di più rispetto alla sintesi che ne fanno le entità del Cerchio Firenze 77.

Il piano mentale ed akasico

Quando il corpo astrale viene abbandonato, la coscienza si trasferisce nel corpo mentale e, tramite questo, l'individuo inizia a viivere nel piano mentale: «Una volta abbandonato il veicolo astrale e con questo assopiti i desideri insoddisfatti, le facoltà mentali dell'individuo sono più pronte e più chiare, e può così riflettere sulla sua ultima incarnazione con più chiarezza. È il momento in cui trova spiegazione a tante domande circa gli eventi della sua vita terrena: domande che l'individuo si era posto sia durante lo scorrere degli avvenimenti sul piano fisico, sia dopo il trapasso... Gli studiosi hanno nel piano mentale il loro paradiso. Qui l'individuo può erudirsi ed appagare la sua sete di sapere più di quanto poteva fare da incarnato; in sostanza, completa le nozioni che ebbe nell'ultima incarnazione: ogni fatica è trasformata in abilità, ogni aspirazione in potere».

Non vengono offerte altre indicazioni in merito alla vita nel piano mentale ed a quello che vi si può trovare,  a parte il fatto che gli studiosi possono continuare ad interessarsi di quei problemi che li avevano appassionati  durante la vita umana, e si conclude con un'affermazione non chiara: «Di tutto quello che l'individuo impara nel piano mentale, rimangono i frutti delle riflessioni circa il significato della vita, rimane la facilità di apprendere in una prossima incarnazione quanto l'individuo ha elaborato nel piano mentale, ma non sarà mai che un uomo possa evolvere spiritualmente ed iniziare qualcosa di nuovo nel piano mentale, o comunque dopo il trapasso, perché – se ciò fosse – la vita sul piano fisico non avrebbe più significato». Che la vita sul piano fisico esista è un dato di fatto, ma quale sia la ragione per la quale, da piani di esistenza molto più consoni alla natura dell'individuo (come il piano astrale o quello mentale) si debba tornare nel mondo fisico, non viene spiegato. Come vedremo, l'Entità A considera l'incarnazione come un'opportunità, non come un obbligo. Anche in questo caso, chi volesse saperne di più sul piano mentale può leggere Il corpo mentale di Arthur E. Powell, pubblicato nel 1927.

Alla fine, anche il piano mentale viene abbandonato e l'individuo fa ritorno nel piano akasico: «Una volta elaborato tutto il materiale accumulato nell'ultima incarnazione, l'individuo lascia il proprio corpo mentale, e le facoltà raggiunte (assieme alle esperienze) passano, come germi, nel corpo akasico, nella coscienza individuale libera da ogni velo d'oblio. L'unico che non cambi, nel senso che non viene abbandonato, è appunto il corpo akasico. Si hanno allora due casi: se l'individuo non è evoluto, una volta abbandonato il corpo mentale, entra in una sorta di torpore ed è occupato nel rivedere tutte le esperienze trascorse; questo torpore è chiamato il riposo dell'Ego. Se, invece, è sufficientemente evoluto, cioè se la sua coscienza individuale è abbastanza organizzata, egli ha una visione del piano akasico che gli dà, più che riposo, beatitudine».

Il risultato di tutto questo processo, che nell'ambito di questo ciclo delle rinascite è destinato a ripetersi, consiste in un'ampliamento della coscienza, anche se il significato di questo termine, nell'uso che ne fanno le entità, è alquanto diverso da quello di consapevolezza e registrazione delle esperienze psichiche. «La coscienza individuale è perciò il prodotto di tutte le esperienze avute nelle varie incarnazioni, non condizionatamente al ricordo di esse: è una parte dell'individuo stesso. Ogni esperienza è un frammento di verità ritrovata dall'individuo che determina crescita, sviluppo nel piano akasico. In questo piano non vi è più il senso di separatività creato dalla mente, e l'individuo si rende conto di essere un tutto con il resto dell'emanato, che la vita dell'uomo non è il collaudo dell'anima, ma creazione in atto».

Coscienza e conoscenza

Dobbiamo ora affrontare un problema: quale credito possiamo dare, in base alle facoltà conoscitive della nostra intelligenza, a queste affermazioni circa i piani di esistenza, i corpi associati a quello fisico e la sopravvivenza dell'io cosciente alla dissoluzione del corpo fisico e del cervello? Certamente non possiamo accettare queste informazioni come verità rivelate, solo perché provengono da entità che si dimostrano capaci di compiere alcuni prodigi: infatti, come vedremo, lo stesso sistema teosofico induce a non prestar fede, acriticamente, alle rivelazioni provenienti da entità di solito dimoranti nel piano astrale (le entità dei piani superiori non perdono tempo con le comunicazioni medianiche). Bisogna anche riconoscere che il sistema proposto dalla Teosofia, pur con tutti i suoi limiti e quasi sempre in modo oscuro e carente, si sforza di offrire una spiegazione di tutti i fenomeni paranormali e medianici. Dunque un po' di attenzione la merita, almeno da parte di coloro che sono interessati a questo genere di cose.

Per tornare alle nostre facoltà di conoscenza umane, abbiamo messo l'io cosciente al centro della nostra attenzione non tanto per dare particolare valore all'io, quanto perché qualsiasi esperienza psichica (compresi pensieri, sentimenti, sensazioni ed emozioni) diventa per noi esistente e reale sono in quanto ne diventiamo coscienti. Tuttavia va ricordato che abbiamo separato l'io cosciente dalle esperienze psichiche che lo coinvolgono e lo irretiscono, prevalendo sulle sue capacità di controllo, proprio per evitare l'identificazione tra il soggetto al quale la coscienza trasmette gli elementi psichici con i quali entra in contatto, e la psiche stessa, che di solito è dotata di un grande potere di assoggettamento dell'io. Comunque, come è stato ben spiegato nella sezione sugli stati di coscienza non ordinari, la possibilità di sperimentare particolari sintonie psichiche alle quali di solito la coscienza non ha accesso – almeno nel corso della normale vita umana – dipende dalla mente, e cioè, fisicamente, dal funzionamento del cervello. Ma proprio per questo, la soggettività degli stati di coscienza non ordinari è ineludibile.

Pertanto, nel valutare le asserzioni e le informazioni relativa alla condizione dell'io cosciente nell'aldilà, indipendentemente dal fatto che ci pervengano dagli insegnamenti teosofici o tramite le comunicazioni delle entità medianiche, dobbiamo anzitutto riconoscere che esse non fanno parte delle normali esperienze psichiche dell'io cosciente durante questa vita. I miei ricordi infatti non si estendono alle mie vite precedenti, né io ho coscienza di avere un corpo astrale o un corpo mentale con i relativi organi. I cultori delle discipline occulte o esoteriche possono affermare a ragione che alcune pratiche di addestramento (chiamate vie) portano ad un ampliamento della coscienza, che si traduce nella capacità di accedere ad esperienze psichiche che altrimenti restano precluse all'io. Questo è senz'altro vero, ma il problema è se sia possibile (e lecito) trasformare tali esperienze psichiche soggettive in un sistema presentato come oggettivo e reale.

Si tratta di una questione che chiunque sia interessato alla conoscenza non deve né trascurare né sottovalutare: la normale debolezza dell'io cosciente nei confronti delle istanze psichiche, e la rapidità quasi epidemica con la quale certe sintonie psichiche prive di fondamento oggettivo si diffondono, fino a diventare condivise da masse di persone, è dimostrata dal potere di convincimento dei sistemi religiosi, i quali hanno sempre come nocciolo iniziale delle esperienze psichiche soggettive. Il fatto è che l'io cosciente deve comunque attingere alla psiche, perché cercare risposte alle domande che si pone fa parte della sua natura: in questo consiste la sua connaturata sete di conoscenza. Ma la valutazione critica di quanto la psiche gli propone deve essere eseguita con l'ausilio delle risorse intellettive e conoscitive sulle quali l'io può fare affidamento, evitando in ogni caso di essere irretito e soggiogato dalle sintonie psichiche.

Per quanto mi riguarda, adotto questo metodo: tutte le volte in cui le affermazioni esoteriche o medianiche in merito allo spirito, alla psiche ed alla vita nell'aldilà sono in contrasto con una conoscenza scientifica umana verificata e convalidata, le considero invenzioni psichiche (cioè fantasie) prive di fondamento, indipendentemente dalla fonte da cui hanno origine. Pertanto se qualcuno afferma, per esempio, che gli spiriti guida dell'umanità sono venuti sulla Terra dal pianeta Venere, non solo considero falsa quest'informazione, ma diminuisce anche il mio interesse verso il contesto nel quale tale affermazione è inserita. Non va dimenticato che molte ipotesi esoteriche della seconda metà dell'Ottocento o dei primi anni del Novecento facevano affidamento su futuri progressi delle conoscenze scientifiche che ne avrebbero fornito la conferma. Ma proprio il progresso della scienza ha prodotto risultati diversi da quelli attesi. Inoltre le questioni inerenti al funzionamento del cervello come fondamento dell'attività mentale, anche in relazione agli stati di coscienza non ordinari, non vengono mai approfondite.

Invece, le affermazioni e le comunicazioni che non sono contraddette dalla scienza, e che non si risolvono in inutili ed astruse dissertazioni (come non di rado avviene per i messaggi medianici) possono essere prese come spunto di riflessione e di elaborazione intellettiva, per vedere se conducono a costruzioni di pensiero (anche immaginarie) dotate di coerenza ed accettabili per l'io cosciente. Si tratta pur sempre, in fin dei conti, di un'esplorazione della psiche alla ricerca di quegli elementi (o di quei sentieri) che permettono di accedere a dimensioni diverse da quella fisica, ed a sintonie psichiche alternative. Dobbiamo tuttavia essere pronti a riconoscere e ad accettare il carattere soggettivo di tali esperienze, senza che questo significhi renderle meno reali per l'io cosciente, dato che la realtà soggettiva può avere tutti i requisiti percettivi ed emotivi necessari, affinché il soggetto sperimentatore la percepisca come tale. Ma non saremo mai in grado di convalidare la realtà dell'esperienza descritta da un soggetto diverso dal nostro io cosciente, se anche noi non ne facciamo esperienza diretta. Tutt'al più, possiamo credere sulla fiducia (per fede?) a quello che ci viene raccontato. Alla fine, sul piano psichico sarà sempre la nostra mente a dover creare la sua realtà.

Affermazioni in contrasto con le nostre conoscenze

Alcune dichiarazioni delle entità del Cerchio Firenze 77 sono in netto contrasto con le nostre conoscenze del mondo fisico. Lo stesso medium Roberto Setti – che si interessava di radiotecnica – ed il fisico Alfredo Ferraro restarono sconcertati quando una delle guide affermò che il campo elettromagnetico non era prodotto dal flusso di cariche elettriche in un conduttore, né riuscirono mai a capire il motivo di quell'affermazione provocatoria. Anche nel campo della storia naturale e della biologia non mancano asserzioni prive di fondamento: «(All'inizio) la temperatura della Terra si ritiene fosse pari a quindicimila volte quella dell'acqua bollente (cioè 1,5 milioni di °C! nota mia); pure, vi possiamo assicurare che, in quella massa incandescente, esistevano già forme elementari che divennero antenate delle attuali forme viventi. Man mano che il globo si raffreddava, la materia che lo componeva diveniva sempre più grossolana, tanto che, al confronto, la vostra materia non è che un gas...».

E ancora: «La scienza umana, trovando fossili ai due poli, dice che lì ebbe origine la vita: ciò è esatto. Infatti, per quanto il clima ai poli fosse tropicale, non danneggiava la vibrazione che chiamate vita; man mano che si raffreddavano, la vita scendeva verso l'equatore». A parte il fatto che la vita ebbe origine nelle acque, i fossili che si trovano in aree di elevata latitudine (non ai poli) sono dovuti al fatto che, per effetto della deriva dei continenti, una volta quelle stesse aree si trovavano nelle fasce temperate o tropicali. «La vostra scienza dice che ogni cellula ha un nucleo, il quale può essere considerato il cervello della stessa». Non è vero: esistono anche cellule prive di nucleo, ed il nucleo, che pur assolve diverse funzioni fondamentali e contiene il corredo cromosomico, non può essere assimilato al cervello. «Voi sapete che la cellula vegetale, per vivere, ha bisogno di luce e ossigeno, tant'è vero che, negli abissi marini, non esistono le alghe». L'ossigeno, che non esisteva nell'atmosfera primordiale della Terra, fu prodotto – come residuo – da miliardi e miliardi di alghe: non di ossigeno hanno bisogno i vegetali, ma di anidride carbonica. Insomma, non di rado si ha l'impressione che queste entità (chiamate Maestri) considerino i loro interlocutori umani dei perfetti imbecilli!

Come sempre, in queste comunicazioni a carattere esoterico non mancano i riferimenti a presunte civiltà del passato, molto evolute e misteriosamente scomparse, senza lasciare traccia: «...se si prendesse – ad esempio – la penultima umanità di Atlantide, quella del massimo splendore, e la si raffrontasse con l'umanità di ieri o di oggi, si dovrebbe dire che vi è stata un'involuzione». Bisogna riconoscere che le stesse entità pongono la questione della discordanza delle comunicazioni medianiche e della loro soggettività, cercando di trovare una risposta: «Allorché si ebbe questo grande movimento spirituale che si è manifestato dapprima con lo spiritismo, subito l'uomo di è preoccupato di indagare sull'aldilà e, naturalmente, molte persone si sono fidate di quello che le entità dicevano, non tenendo conto che le entità, subito dopo il trapasso, continuano a vedere con i loro occhi e osservano le nuove verità soggettivamente: quindi, tutto quello che è stato detto durante certi incontri non corrisponde perfettamente alla verità, ma all'idea della verità che si son fatta certe entità». Si tratta di una constatazione davvero banale, considerato che la realtà psichica è sempre soggettiva, e che i piani astrale e mentale sono piani psichici.

Messaggi e insegnamenti medianici di vario genere

Oltre a quelle esaminate finora – che riguardano gli argomenti ai quali questo sito è dedicato – le comunicazioni delle entità del Cerchio Firenze 77 riempiono centinaia di pagine. Possiamo distinguere, in linea di massima, tra gli insegnamenti a caratterere etico-morale, incentrati sulla fratellanza umana, sulla comune origine di tutti gli esseri viventi e sull'esigenza di superare l'egoismo, e gli insegnamenti che potremmo chiamare filosofico-esoterici, relativi allo spirito, alla necessità delle incarnazioni, al karma ed a quello che viene definito come l'Assoluto. Il pregio delle comunicazioni a carattere etico consiste nel fatto che non tentano di inculcare dei programmi di comportamento da adottare con sforzo di volontà (come fanno certi indottrinamenti religiosi fondati sul «si deve fare così»), ma indicano un percorso evolutivo fondato sul pensiero, sull'autoconoscenza e sul superamento dei desideri umani, che dovrebbe consentire alla coscienza di sintonizzarsi su un sentire di tipo nuovo e diverso. Si ha però l'impressione che le stesse entità dubitino dell'efficacia di questo processo nel breve termine, perché la natura umana è quello che è e richiede i suoi tempi evolutivi, per cui talvolta i loro insegnamenti sembrano prediche al vento.

Diversa mi sembra la valutazione che si può fare in merito agli insegnamenti a carattere filosofico-metafisico, in particolare quelli che riguardano la relatività e la stessa esistenza del tempo, ed i requisiti dell'Assoluto: con la pretesa di volersi attenere ad una logica stringente, vengono riempite pagine e pagine di inutili, ripetitive e noiose costruzioni verbali, spesso esplicitamente definite come Verità (con la V maiuscola!) il cui scopo e la cui efficacia mi sfuggono completamente. È senza dubbio vero che la mente umana ha i suoi limiti, ma proprio per questo sarebbe opportuno astenersi dal formulare concetti che non si capisce cosa vogliono dire e non aggiungono nulla alle nostre conoscenze (o alla nostra incapacità di conoscere), a meno di non volerle prendere come oro colato imponendo alla nostra mete di immagazzinarle a memoria, senza averci capito niente. Cosa che le stesse entità affermano continuamente di non volere, stimolando anzi lo spirito critico dei loro interlocutori umani.

Riguardo all'affidabilità dei messaggi e delle informazioni ottenute tramite le entità medianiche, concludo questa pagina con una citazione tratta dal libro Il corpo astrale di Arthur E. Powell, che riporta il punto di vista della Teosofia: «Se non si ha grandissima esperienza di spiritismo, è difficile concepire come un così gran numero di persone ordinarie del piano astrale arda di desiderio di atteggiarsi ad istruttori del mondo. Per lo più le loro intenzioni sono buone, ed essi realmente pensano che i loro insegnamenti debbono salvare il mondo. Avendo compreso che le cose puramente materiali non hanno in realtà alcun valore, essi a ragione sentono che se potessero far condividere le loro idee dall'umanità, la faccia del mondo cambierebbe immediatamente... avendo modestamente negato qualsiasi grandezza personale, un'entità comunicante viene ritenuta dagli intervenuti ad una seduta spiritica almeno un arcangelo o qualche manifestazione più diretta della Divinità... queste entità dimenticano che mentre vivevano nel mondo fisico, altri facevano analoghe comunicazioni attraverso altri medium, e ch'esse non vi prestavano la minima attenzione. Non si rendono conto che allo stesso modo coloro che ricevono le loro comunicazioni sono immersi nelle preoccupazioni del mondo, e non presteranno attenzione né si commuoveranno per le loro comunicazioni».

«Talvolta queste entità, vedendo la mente altrui piena di riverenza per i Maestri, tenteranno di impersonare questi Maestri, sperando così di far accettare più facilmente le idee che desiderano propagare... Nessun insegnamento di uno che si proclama istruttore sul piano astrale dev'essere accettato ciecamente: tutte le comunicazioni e consigli devono essere ricevuti come quelli provenienti dal piano fisico. L'insegnamento dev'essere preso per quello che vale dopo essere stato esaminato dalla coscienza e dall'intelletto. Un uomo non è maggiormente infallibile per il solo fatto che è morto. Egli può passare molti anni sul piano astrale, senza aver maggiori cognizioni di quando lasciò il mondo fisico. Per conseguenza non vi è ragione di accordare maggiore importanza ad una comunicazione proveniente dal piano astrale o anche da un piano superiore, che ad un suggerimento dato sul piano fisico... Per l'assistente ordinario ad una seduta spiritica non vi è alcun mezzo per poter distinguere il vero dal falso, perché le risorse del piano astrale possono essere usate per ingannare le persone sul piano fisico a tal segno che non possiamo prestare fede alcuna nemmeno a ciò che sembra la prova più convincente».


 

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