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La vita dello spirito

I messaggi e gli insegnamenti esaminati

Come ho già detto, nella seconda metà del secolo scorso in Italia sono state ottenute – da parte di alcuni circoli medianici – varie comunicazioni a carattere informativo e didascalico relative alla vita nella dimensione dello spirito ed alla relazione tra quel piano di esistenza e la vita umana. In pratica, veniva operata una distinzione tra spirito disincarnato e spirito incarnato, senza però chiarire in modo soddisfacente la distinzione e la relazione tra l'io cosciente di un umano e la coscienza del suo spirito incarnato. Una documentazione sufficientemente ampia relativa a tali comunicazioni è disponibile per almeno tre circoli medianici: il Cerchio Firenze 77 (medium Roberto Setti, nato nel 1930 e morto nel 1984), il cui corpus di comunicazioni da parte delle entità (chiamate Maestri) va dagli anni '50 fino alla morte del medium; il Cerchio Esseno di Roma (medium anonimo) di cui viene preso in considerazione il primo periodo, dal 1981 al 1994; il Centro Italiano di Parapsicologia di Napoli (medium Corrado Piancastelli, nato nel 1930 e morto nel 2014) di cui vengono esaminate le comunicazioni dell'entità Andrea (entità A) dagli anni '60 alla prima decade di questo secolo.

Nel Cerchio Firenze 77 fenomeni di apporto, accompagnati da luminosità, e profumi vari ed intensi, si producevano praticamente in ogni seduta. Frequenti erano anche le levitazioni del medium. Anche nel Cerchio Esseno gli apporti – alcuni di particolare interesse – furono numerosi. I fenomeni fisici prodotti dal medium Piancastelli in gioventù – alcuni dei quali particolarmente intensi – si ridussero progressivamente fino a cessare del tutto, negli anni in cui si organizzava e si intensificava l'attività comunicativa ad incorporazione da parte dell'entità A. Se non fosse per i fenomeni fisici, incomprensibili e non riproducibili alla luce delle nostre conoscenze e delle nostre abilità umane, i messaggi pubblicati rientrerebbero in quella sconfinata letteratura psichica che comprende anche il channeling e le relative comunicazioni di origine inconscia, oltre che le opere a carattere religioso (ed in parte anche quelle filosofiche) e quelle di fantasia mediate dall'intelletto umano. Insomma, tutto ciò che non può essere sperimentalmente provato, ma che esercita sull'io cosciente il fascino determinato dal tentativo di dare delle risposte agli aspetti enigmatici della vita umana.

Del resto lo stesso Dali, una delle guide spirituali del Cerchio Firenze 77, affermava: «Le riunioni cosiddette spiritiche o hanno lo scopo di svegliare l'attenzione degli uomini, Far loro capire che esiste molto di più di quello che cade sotto i sensi fisici e che appartiene al piano fisico, o hanno lo scopo di insegnare... Se non vi fossero stati dei fenomeni che per loro stessi costituivano delle prove di intervento di qualcosa di sconosciuto, se fino dall'inizio si fosse parlato solo di insegnamento spirituale, lo spiritismo molto probabilmente non sarebbe riuscito a fare più scalpore di quanto lo faccia una setta religiosa». A onor del vero, va detto che in nessuno dei casi considerati le entità hanno cercato di imporre i loro insegnamenti come qualcosa da accettare acriticamente e fideisticamente, anche se – soprattutto nel Cerchio Firenze 77 – talora si riscontrano esortazioni non adeguatamente motivate verso determinate forme di comportamento. Ancora una volta dobbiamo sottolineare come l'interesse per questo genere di insegnamenti nasca dall'incertezza relativa alla condizione umana, la cui origine psichica mi sembra evidente. Dunque gli insegnamenti dovranno essere valutati in base alla loro efficacia nel risolvere i conflitti psichici inerenti alla condizione umana, contribuendo alla liberazione dell'io cosciente.

Le comunicazioni del Cerchio Esseno

Iniziamo dalle comunicazioni ricevute tramite il medium del Cerchio Esseno perché sono le più semplici, ma anche le meno soddisfacenti per quanto riguarda l'argomento che ci interessa di più, cioè l'identificazione dello spirito e la relazione tra l'io cosciente e lo spirito nel corso della vita umana. Il nucleo principale di questi insegnamenti, che occupano circa 250 pagine nei due libri pubblicati dal Cerchio Esseno, può essere attribuito alle tre entità denominate Raggio, Mediatore e Pensatore, senza che vi sia una netta distinzione tra le comunicazioni dell'una o dell'altra di queste entità, che si sono avvicendate nel tempo. L'esistenza dello spirito viene data praticamente per scontata, e si fa distinzione tra spirito incarnato e spirito disincarnato. Noi umani siamo spiriti incarnati sul pianeta Terra, le entità comunicanti sono spiriti disincarnati che vivono nella loro dimensione. Lo spirito, emanazione della divinità, vive nell'eternità, e si assoggetta a cicli di incarnazioni, in questo o in altri mondi, perché l'esperienza nella dimensione della materia è necessaria per la sua evoluzione. Tutto questo è affermato in modo molto generico, senza che vi sia – almeno a quanto risulta dai libri – un vero colloquio con domande pertinenti e stringenti da parte dei membri del circolo.

Le comunicazioni delle entità si concentrano essenzialmente sulle principali questioni intellettive, flosofiche e morali attinenti alla condizione umana, considerate dal punto di vista delle esigenze evolutive dello spirito, che non vengono tuttavia spiegate in dettaglio. Non di rado si ha l'impressione che i vari problemi della vita umana, ed i diversi aspetti della realtà di questo mondo così come noi umani la conosciamo, dato che non possono essere elusi o negati perché per noi sono un dato di fatto (e per l'io cosciente rappresentano il nocciolo della questione), vengano inseriti a forza in uno schema già predisposto, mediante forme di ragionamento che della logica hanno solo l'apparenza (e talvolta nemmeno quella), ma che prestano il fianco a molte critiche e lasciano molte questioni non risolte, e dunque non possono essere considerate convincenti sulla base di un'intrinseca coerenza logica. Questo problema si presenta anche nei confronti degli insegnamenti del Cerchio Firenze 77, mentre le comunicazioni dell'Entità A mi sembrano molto più coerenti ed esaurienti. Tuttavia metterò in evidenza anche gli aspetti discordanti tra l'uno e l'altro corpus di comunicazioni.

Ogni tanto si fa riferimento, anche se in modo superficiale, a dimensioni di esistenza tratte dalla Teosofia, come il piano astrale, il piano akasico, ecc., ma il processo evolutivo dello spirito viene presentato come un dato di fatto, generato dall'anelito dello spirito per tornare verso la sorgente da cui è stato emanato. Nulla viene spiegato in merito alle modalità di emanazione degli spiriti, all'acquisizione da parte loro della coscienza, alle ragioni per cui si orientano nell'una o nell'altra direzione nel loro percorso evolutivo. Il piano divino viene considerato perfetto, dunque anche le (innegabili) imperfezioni che si riscontrano nella dimensione umana devono essere, in un modo o nell'altro, giustificate in funzione dell'evoluzione dello spirito. La condizione dello spirito incarnato si identifica spesso, ed in modo generico, con quella dell'io cosciente, ed il termine coscienza viene sempre utilizzato in modo ambiguo ed onnicomprensivo, non solo confondendo la coscienza con l'esperienza psichica, ma anche attribuendogli indifferentemente il significato di consapevolezza e di istanza morale. Se da una parte sembra che le esperienze psichiche a cui è soggetto l'io cosciente coinvolgano anche lo spirito – tanto da affermare che il dolore umano, di origine sia fisica che mentale, è un'esperienza positiva per la sua evoluzione – dall'altra si afferma che solo una parte delle esperienze di cui l'io è cosciente raggiungono lo spirito. Insomma, una bella confusione!

Va tenuto presente che l'imprecisione di certi messaggi può essere dovuta a difficoltà di comunicazione analoghe a quelle che si possono riscontrare nel corso delle traduzioni delle lingue umane, quando, per esempio, un conferenziere che parli in giapponese viene tradotto in inglese in modo approssimato. Per quanto possa sembrare strano, le entità comunicanti devono attingere alle risorse psichiche del medium, che spesso non offrono una gamma di sfumature linguistiche adeguata ad esprimere le costruzioni di pensiero astratto utilizzato nella dimensione dello spirito. A mio parere la maggior precisione concettuale ed espositiva delle comunicazioni dell'Entità A potrebbe esser dipesa dalle doti intellettuali e linguistiche del medium Corrado Piancastelli, le cui attività professionali, letterarie e culturali meritano attenzione e rispetto. Ovviamente, questa mia supposizione richiederebbe dei riscontri proprio da parte delle entità, che comunque non mancano di ribadire onestamente i limiti e le incoerenze delle conoscenze e delle informazioni che cercano di trasmetterci.

Comunicazioni dell'entità Raggio

Dal 1981 al 1983 quest'entità fornì una serie di indicazioni generali in merito al processo evolutivo dello spirito ed a vari aspetti della condizione umana, ammettendo tuttavia che: «L'entità disincarnata dispone di quel bagaglio di conoscenze acquisito come patrimonio definitivo e limitato al grado di evoluzione raggiunto. Pertanto può verificarsi che di uno stesso concetto, espresso in sedi diverse, ne venga proposta una analisi parziale e limitata ad aspetti particolari... Ciò può originare apparenti divergenze che inevitabilmente emergono...». Dunque un'ammissione di relativismo, anche se subito dopo viene detto che le divergenze riguardano aspetti accessori e non sostanziali. Vedremo se questo è vero. Raggio dice anche: «Ricordate, noi non siamo tra voi per enunciare delle verità: la verità è in ognuno di voi».

Il soggetto principale a cui Raggio fa riferimento è l'entità disincarnata, cioè lo spirito: «L'entita disincarnata, a conoscenza piena di tutte le esperienze trascorse fino ad allora in tutte le passate incarnazioni, ma assolutamente non edotta sulle esperienze future e sul loro svolgimento ed esito, decide liberamente e volontariamente sul momento di affrontare e subire determinate esperienze». Sembra dunque che quella di nascere nella dimensione umana sia una libera decisione dello spirito: «È la inarrestabile spinta evolutiva che (lo) induce ad una determinata decisione... e a sostenere quella determinata prova». Ma non sempre è così! «Talvolta... può verificarsi che... non sappia assolutamente decidere o scegliere... allora intervengono in suo soccorso Entità Superiori a consigliarlo e talvolta ad obbligarlo». Cioè, lo spirito se ne starebbe tranquillo per i fatti suoi nella dimensione che gli è congeniale, ma arrivano le superiori autorità e, con un calcio, lo spediscono nel nostro mondo. Questo perché «l'Onnipotente anche in forma coercitiva può dare aiuto alle sue creature più deboli». Evidentemente l'inarrestabile spinta evolutiva interiore non sempre funziona.

Una volta incarnatosi, lo spirito entra in uno stato di ottundimento, nel quale non ricorda più niente. Nè Raggio, né le altre entità comunicanti del Cerchio Esseno fanno distinzione tra la coscienza dell'io e quella dello spirito incarnato, che invece secondo l'entità A – per fare un esempio – restano ben distinte. E questa mi sembra una differenza sostanziale. In una comunicazione, un'altra entità distinta da Raggio disse che stava per incarnarsi nell'Honduras, per compensare (probabilmente con una vita di stenti in una regione povera del mondo) l'importanza che aveva dato alla sua personalità ed al successo sociale durante la sua ultima incarnazione: «Dovrò quindi pareggiare i conti, affrontando una esistenza esattamente all'opposto della scorsa e che sarà anche molto lunga... spero nell'aiuto di Dio, affinché riesca ad affrontarla serenamente, anche perché, una volta incarnato, non ricorderò certo di averla io stesso scelta ed accettata... Allora, privo di questa memoria ed a contatto della dura e cruda realtà – che in effetti già mi dà preoccupazione – avrò il soccorso che da questi piani inevitabilmente mi giungerà...». Nell'esperienza umana, il dolore viene considerato (pessimisticamente) come inevitabile, e... salutare! «La reincarnazione (comporta dei vincoli) limitando sempre di più la libertà dell'entità disincarnata e causando intensa sofferenza. E ricordate, il dolore che l'uomo soffre nel corpo fisico, sia esso il più intenso e logorante, è solo una pallida ed approssimata idea di quello, ben più profondo e di ben altra natura, che l'entità disincarnata può trovarsi a patire... nella dimensione trascendente quella umana». Qui riecheggiano addirittura le pene dell'inferno!

Sul perché il processo evolutivo dello spirito preveda l'incarnazione vengono date alcune indicazioni tutto sommato ovvie, come la seguente: «È proprio nella incarnazione che moltitudini enormi di entità, dei più svariati livelli evolutivi, vengono a trovarsi accomunate in esperienze contemporanee, con l'effetto, altamente positivo, dell'influenza dei livelli evolutivi superiori su quelli inferiori». Non si comprende perché questo effetto positivo non possa prodursi anche nella dimensione spirituale. E quando si arriva al nocciolo della questione, ecco come se la cava Raggio: «E per concludere un interrogativo: perché e per chi tutto ciò? La risposta è estremamente semplice ed al tempo stesso esaltante. Proprio perché tutta la materia, fecondata dal principio cosmico per essere stata da Lui emanata, vivificata dall'essenza spirituale che è potenzialmente e sostanzialmente scintilla divina... è accomunata dalla penosa purificazione dell'essenza spirituale, onde quella scintilla divina emerga in tutta la sua radiosa luminosità e ritorni a Lui, per essere da Lui riassorbita. Purificazione penosa perché dove non c'è pena, sofferenza, travaglio, dolore, non c'è e non può esservi purificazione». Ecco spiegato tutto! Anche se poi si afferma: «E ricordate, non sarà certo la materia a condizionare lo Spirito, ma sarà sempre esattamente il contrario, per la potenza inesauribile della forza che lo anima».

Sulla valorizzazione del dolore e della sofferenza Raggio dà il meglio di sé: «Che senso avrebbe l'esperienza nella materia, se fosse esente dagli inevitabili eventi traumatizzanti di ordine fisico e morale, che di essa sono tappe salienti? La sofferenza fisica ed il disagio morale concorrono insieme a consentire l'esatta percezione dei limiti in cui viene a trovarsi l'entità incarnata e dei valori illusori che la condizione materiale alimenta, in contrapposizione ai valori reali ed eterni dello spirito... Gli effetti (del dolore e delle disgrazie) sono molteplici e di varia natura, dipendenti essenzialmente dal soggetto costretto a soggiacere, nonché dalla consapevole accettazione o dalla irrazionale ribellione. In ogni caso ed in definitiva l'esito è ineluttabile ed unico: la presa di coscienza dei limiti modesti e delle scarse risorse di cui l'entità incarnata dispone nell'ambito della materia». E così via.

Come quasi sempre accade nelle comunicazioni medianiche incentrate sulle reincarnazioni dello spirito, si fa ricorso al karma, come se questo concetto aggiungesse qualcosa di esplicativo e di convincente – sotto il profilo conoscitivo – alla nostra comprensione delle vicende umane: «...l'individualità di ogni essere incarnato è arbitra ed artefice del proprio cammino evolutivo, per essere incondizionatamente libera di operare secondo le scelte che le sono più congeniali. Pertanto, a quel determinato grado evolutivo, l'entità incarnata, sotto la spinta degli impulsi volitivi che in quella determinata condizione di maturazione spirituale essa avverte, opererà in conseguenza, in ossequio o disattendendo le leggi divine. Nell'uno, come nell'altro caso, essa... avrà mosso una causa, alla quale dovrà fare inevitabilmente riscontro un evento compensativo (effetto karmico). Comportamenti ed opere proiettati verso il bene, inevitabilmente troveranno riscontro in effetti karmici gratificanti; al contrario l'effetto sarà un karma doloroso... La memoria vivissima, che nella dimensione trascendente sarà prerogativa predominante, insieme all'analisi obiettiva degli eventi dell'incarnazione appena conclusa, consentirà all'entità di rendersi consapevole delle deficienze e degli errori di cui si è resa protagonista, in quanto tale memoria consiste nel rivedere se stessi da spettatori distaccati e critici imparziali».

Vorrei sottolineare le incongruenze di questa interpretazione karmica, che forse dovrebbe servire a soddisfare – senza peraltro riuscirci – il senso di giustizia umano. Dapprima si dice che l'entità incarnata è incondizionatamente libera di operare secondo le scelte che le sono più congeniali. Questo non è vero, perché la libertà di scelta dell'essere umano è sempre relativa, come d'altronde viene esplicitamente affermato dalle entità comunicanti del Cerchio Firenze 77. Poi si dichiara che, a seconda del suo grado evolutivo, l'entità incarnata opererà di conseguenza, in accordo o in contrasto con le leggi divine. Da quello che si può intelligentemente comprendere, un'entità evoluta opera in accordo con le leggi divine, mentre un'entità poco evoluta, agisce disattendendo le stesse. Ma una legge divina non può essere disattesa: al massimo potrebbe essere ignorata, nel senso di non conosciuta. Altrimenti si dovrebbe ammettere che esiste una legge, di ordine superiore, che consente allo spirito incarnato di disattendere le leggi divine. Insomma, sarebbe come se sul piano fisico si potesse disattendere la legge di gravità.

Inoltre, in tutta questa faccenda del karma, non viene mai spiegato da cosa dipende il diverso livello evolutivo degli spiriti: forse da una loro emanazione nel tempo, nel senso che esistono spiriti più giovani, e dunque meno evoluti, e spiriti più anziani e più evoluti? Oppure è qualcosa di congenito, in quanto alcuni spiriti sono emanati con una maggiore un'inclinazione verso il bene, mentre altri sono caratterialmente più birichini? Insomma, in tutte queste affermazioni c'è una superficialità, un dilettantismo ed una mancanza di intelligenza che sconcertano. E si presume che provengano da entità evolute! La ragione per cui ho investito il mio tempo a leggere ed a valutare tutto questo materiale di origine medianica è che effettivamente ad esso si associano fenomeni fisici e psichici del tutto straordinari.

 (continua) 


 

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